Villa di Poppea a Oplontis, scoperti due porfirioni sacri a Venere nel Salone dei Pavoni
La Villa di Poppea a Oplontis torna a mostrarsi in tutta la sua magnificenza con la riapertura del Salone dei Pavoni e delle Maschere, ambienti rimasti a lungo interessati da un delicato intervento di scavo e restauro.
Da ieri 7 maggio i visitatori possono nuovamente attraversare una delle aree più affascinanti della residenza romana di Torre Annunziata, parte integrante del complesso archeologico legato al Parco Archeologico di Pompei.
La conclusione dei lavori segna un momento importante per la valorizzazione del sito. Gli ambienti appena restituiti ampliano infatti il percorso di visita verso la sezione occidentale della villa, offrendo una lettura più completa della planimetria e dell’organizzazione degli spazi della dimora attribuita a Poppea Sabina, seconda moglie dell’imperatore Nerone.
Gli scavi nella Villa di Poppea hanno riscritto la storia del Salone dei Pavoni
La campagna archeologica avviata nel maggio 2025 ha interessato diversi ambienti della villa, tra cui le terme, il portico meridionale con il giardino annesso e soprattutto il celebre Salone dei Pavoni. Proprio qui gli archeologi hanno rinvenuto importanti tracce decorative che stanno modificando le precedenti interpretazioni iconografiche dell’ambiente.
Secondo Antonio Arcudi, direttore tecnico degli scavi per la Sapit, il procedere delle indagini ha cambiato profondamente la comprensione architettonica del complesso. Gli studiosi hanno ottenuto una visione più chiara delle connessioni tra gli ambienti e dell’estensione reale del porticato meridionale, inizialmente ritenuto molto più ridotto.
Il cuore della scoperta riguarda però l’“oecus”, il grande ambiente di rappresentanza della villa. Qui un imponente crollo aveva sepolto centinaia di frammenti appartenenti alla parete occidentale decorata in II Stile pompeiano.
I porfirioni sacri a Venere sostituiscono l’ipotesi delle pavonesse
L’elemento più sorprendente emerso dagli studi riguarda gli uccelli raffigurati negli affreschi. In un primo momento erano stati interpretati come pavonesse, ma le nuove analisi hanno portato a un’identificazione diversa e molto più significativa dal punto di vista simbolico.
Si tratta infatti di due porfirioni, appartenenti alla specie “Porphyrio porphyrio”, uccelli considerati sacri a Venere nel mondo antico e associati alla fedeltà coniugale. Una scoperta che aggiunge un nuovo livello di lettura simbolica all’apparato decorativo della villa.
Gli affreschi della parete occidentale riprendono quasi perfettamente quelli della parete orientale, ma introducono dettagli iconografici differenti che stanno ancora impegnando gli studiosi. Tra questi spiccano anche due maschere teatrali riconducibili alla commedia, mentre sulla parete opposta compaiono maschere tragiche. Una dualità narrativa che potrebbe nascondere significati ancora da interpretare.
Un albero sopravvissuto all’eruzione del 79 d.C.
Tra i ritrovamenti più suggestivi emersi durante gli scavi figura anche un albero rimasto nella sua posizione originaria dall’epoca dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. fino ai giorni nostri. Un caso estremamente raro dal punto di vista archeobotanico.
Per realizzare il calco sono stati necessari oltre 300 litri di gesso liquido. Gli studiosi stanno ancora cercando di identificarne con precisione la specie, restringendo però il campo tra un olivo e un platano.
Il ritrovamento offre nuove informazioni sul paesaggio vegetale della villa e sulla disposizione degli spazi verdi all’interno del complesso residenziale romano.
I prossimi lavori sugli affreschi della Villa di Oplontis
Con la riapertura del Salone dei Pavoni e delle Maschere si conclude una fase cruciale del progetto, ma il lavoro degli archeologi non è terminato. I frammenti di affresco recuperati durante gli scavi sono già stati sottoposti a una prima catalogazione e potrebbero presto essere ricollocati sulla parete occidentale per restituire l’aspetto originario dell’ambiente.
L’obiettivo futuro sarà quello di completare il recupero decorativo e offrire al pubblico una ricostruzione ancora più fedele dello splendore della Villa di Poppea, uno dei luoghi più raffinati e sorprendenti dell’aristocrazia romana sopravvissuti all’eruzione vesuviana.
Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.
Poppaea’s Villa in Oplontis: Two Porphyries Sacred to Venus Discovered in the Hall of the Peacocks
The Poppaea’s Villa in Oplontis once again displays its full magnificence with the reopening of the Hall of the Peacocks and the Hall of the Masks, spaces that have long been the subject of delicate excavation and restoration work.
Since yesterday, May 7th, visitors can once again explore one of the most fascinating areas of the Roman residence in Torre Annunziata, an integral part of the archaeological complex linked to the Archaeological Park of Pompeii.
The completion of the work marks an important moment in the enhancement of the site. The newly uncovered spaces extend the visitor route toward the western section of the villa, offering a more complete understanding of the plan and spatial organization of the residence attributed to Poppaea Sabina, second wife of Emperor Nero.
Excavations at the Villa of Poppaea have rewritten the history of the Peacock Hall
The archaeological campaign, begun in May 2025, involved several rooms of the villa, including the baths, the south portico with its adjoining garden, and especially the famous Peacock Hall. Here, archaeologists have uncovered important decorative traces that are challenging previous iconographic interpretations of the space.
According to Antonio Arcudi, technical director of the excavations for Sapit, the progress of the investigations has profoundly changed the architectural understanding of the complex. Scholars have gained a clearer view of the connections between the rooms and the actual extent of the south portico, initially thought to be much smaller.
The heart of the discovery, however, concerns the “oecus,” the villa’s large reception room. Here, a massive collapse had buried hundreds of fragments belonging to the western wall decorated in the Pompeian Second Style.
The porphyries sacred to Venus replace the peacock hypothesis
The most surprising element to emerge from the studies concerns the birds depicted in the frescoes. Initially, they were interpreted as peacocks, but new analyses have led to a different and much more symbolic identification.
They are, in fact, two porphyrios, belonging to the species “Porphyrio porphyrio,” birds considered sacred to Venus in the ancient world and associated with marital fidelity. This discovery adds a new level of symbolic interpretation to the villa’s decorative apparatus.
The frescoes on the western wall almost perfectly mirror those on the eastern wall, but introduce different iconographic details that are still challenging scholars. Among these are two theatrical masks attributable to comedy, while on the opposite wall appear tragic masks. This narrative duality may conceal meanings yet to be interpreted.
A tree that survived the eruption of 79 AD
Among the most evocative finds uncovered during the excavations is a tree that has remained in its original position since the eruption of Vesuvius in 79 AD until the present day. An extremely rare case from an archaeobotanical perspective.
Over 300 liters of liquid plaster were needed to create the cast. Scholars are still trying to precisely identify the species, but have narrowed it down to an olive tree or a plane tree.
The find offers new information on the villa’s plant landscape and the layout of the green spaces within the Roman residential complex.
Upcoming work on the frescoes of the Villa of Oplontis
With the reopening of the Hall of Peacocks and Masks, a crucial phase of the project is concluded, but the archaeologists’ work is not finished. The fresco fragments recovered during the excavations have already undergone an initial cataloging and may soon be repositioned on the west wall to restore the room’s original appearance.
The future goal will be to complete the decorative restoration and offer the public an even more faithful reconstruction of the splendor of the Villa of Poppaea, one of the most refined and surprising places of the Roman aristocracy to survive the Vesuvian eruption.
For now, yours truly, Michelangelo Buonarroti, bids farewell and invites you to join him in future posts and on social media.

Sostienici – Support Us
Se questo blog ti piace e ti appassiona, puoi aiutarci a farlo crescere sempre più sostenendoci in modo concreto condividendo i post, seguendo le pagine social e con un contributo che ci aiuta ad andare avanti con il nostro lavoro di divulgazione. . ENGLISH: If you like and are passionate about this blog, you can help us make it grow more and more by supporting us in a concrete way by sharing posts, following social pages and with a contribution that helps us to move forward with our dissemination work.
10,00 €

















