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Il mio disegno della saliera con Cupido per Francesco Maria della Rovere

Tra i miei disegni presenti nel percorso espositivo della mostra ‘Michelangelo: the last decades’ è presente quello della saliera d’argento che progettai per il duca d’Urbino  Francesco Maria della Rovere.

Non ne faccio mistero: con lui non avevo affatto ottimi rapporti, tutt’altro. La causa dei nostri alterchi era solo e sempre una: la Tomba di Giulio II che per una storia o l’altra non riuscivo a concludere.

Foto scattata in mostra dalla mia cara amica Carla di Cosimo
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Il disegno per la saliera invece l’avevo ultimato nel 1537 e lo affidai nelle mani dell’argentiere Staccioli affidandogli sua realizzazione

Quella raffinatissima saliera aveva la forma di una semisfera, dotata di un’imboccatura assai allargata, in modo tale da facilitarne l’utilizzo.

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La struttura era sorretta da zampe leonine mentre attorno al collo del vaso disegnai dei bucranei reggi-festoni con mascheroni decorativi un po’ più in basso.

Il coperchio culminava con un Cupido danzante in posa serpentinata, intento a scoccare la sua freccia. Probabilmente l’opera mi era stata commissionata in occasione di un matrimonio: ecco spiegata la ragione di quel Cupido pronto a colpire il bersaglio.

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Pensate che il disegno della saliera riscosse un enorme successo e ai miei tempi divenne subito noto e apprezzato tanto che ne venne eseguite una copia tutt’oggi esistente. 

Anche il Tintoretto, successivamente, prese a modello quel piccolo Cupido per dipingere il suo. Purtroppo la saliera originale in argento è data per perduta ma chissà che un giorno non salti fuori su qualche banco di antiquariato.

Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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My drawing of the salt shaker with Cupid for Francesco Maria della Rovere

Among my drawings present in the exhibition itinerary of the exhibition ‘Michelangelo: the last decades’ is that of the silver salt shaker that I designed for the Duke of Urbino Francesco Maria della Rovere.

I make no secret of it: I didn’t have excellent relations with him at all, far from it. The cause of our altercations was only and always one: the Tomb of Julius II which due to one story or another I was unable to conclude.

However, I had completed the design for the salt shaker in 1537 and entrusted it to the silversmith Staccioli, entrusting him with its creation.

That very refined salt shaker had the shape of a hemisphere, equipped with a very wide mouth, so as to facilitate its use.

The structure was supported by lion’s paws while around the neck of the vase I designed bucraneous festoon holders with decorative masks a little lower.

The lid culminated with a dancing Cupid in a serpentine pose, intent on shooting his arrow. The work was probably commissioned to me for a wedding: this explains the reason for that Cupid ready to hit the target.

Consider that the design of the salt shaker was enormously successful and in my time it immediately became known and appreciated, so much so that a copy was made which still exists today.

Tintoretto also subsequently took that little Cupid as a model to paint him. Unfortunately the original silver salt shaker is thought to be lost but who knows, one day it might turn up on some antiques counter.

For the moment, your always Michelangelo Buonarroti greets you and will meet you in the next posts and on social media.

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