La Scultura del giorno: Fantasie di Fritz Klimsch
La scultura del giorno che vi propongo oggi è Fantasie, la sensuale opera in marmo dello scultore tedesco Klimsch risalente ai primi anni del Novecento.
In questa scultura l’artista racchiuse non solo tutto il fascino erotico di un abbraccio ma anche il volersi perdere da parte di lui, con la testa nascosta fra le cosce di lei.
La scultura fu ultimata da Klimsh nel 1917 e continua ad avere ancora oggi un grande fascino sebbene a lungo l’artista sia stato quasi dimenticato per una ragione ben precisa. Sedetevi comodi che vi racconto anche questa storia.
Fritz Klimsch era nato il 10 febbraio 1870 a Francoforte sul Meno, in Germania. Figlio di artisti, seguì le orme del fratello maggiore, il pittore Paul Klimsch, sviluppando fin da subito una grande passione per l’arte.
Nel 1886 Klimsch si trasferì a Berlino per intraprendere gli studi all’Accademia Reale di Belle Arti, dove ebbe come maestro il celebre scultore Fritz Schaper.
Durante questo periodo, Klimsch ottenne i primi successi artistici.
Nel 1898 divenne uno dei membri fondatori della Secessione Berlinese, un movimento artistico che si opponeva all’estetica conservatrice dell’Associazione degli Artisti Berlinesi. Insieme ad altri artisti progressisti come Max Liebermann e Lovis Corinth, Klimsch contribuì a introdurre nuove tendenze artistiche nella capitale tedesca.
Le sue sculture, caratterizzate da una bellezza classica e da una rappresentazione idealizzata della figura umana, ebbero un grande successo tra il pubblico e la critica. Klimsch divenne allora uno degli scultori più apprezzati del suo tempo, ricevendo numerose commissioni per opere monumentali e ritratti di personalità di spicco.
L’ascesa del regime nazista in Germania segnò però un capitolo controverso nella vita di Klimsch. Pur non essendo un nazista convinto, il suo stile artistico, incentrato sull’estetica classica e la celebrazione della figura umana, si allineava in parte con l’ideologia nazionalsocialista.
Klimsch continuò a ricevere importanti commissioni durante il periodo nazista, realizzando busti di figure prominenti del regime come Adolf Hitler, Wilhelm Frick ed Erich Ludendorff. Fu fortemente criticato da molti per essere uno scultore compiacente del regime nazista.
Klimsch, dopo la Seconda Guerra Mondiale, continuò a scolpire mantenendo il suo stile classico e figurativo ma non furono pochi quelli che oramai non lo cercarono più per commissioni per il suo trascorso al sevizio del regime come scultore.
Senza dubbio la collaborazione che ebbe con il regime nazista oscurò la sua fama nel dopoguerra.
Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.
Sculpture of the day: Fantasies by Fritz Klimsch
The sculpture of the day that I propose to you today is Fantasie, the sensual marble work by the German sculptor dating back to the early twentieth century.
In this sculpture the artist contained not only all the erotic charm of an embrace but also his desire to lose himself, with his head hidden between her thighs.
The sculpture was completed by Klimsh in 1917 and continues to have great fascination although for a long time the artist was almost forgotten for a very specific reason. Sit back and I’ll tell you this story too.
The artist Fritz Klimsch was born on February 10, 1870 in Frankfurt am Main, Germany. The son of artists, he followed in the footsteps of his older brother, the painter Paul Klimsch, immediately developing a great passion for art.
In 1886 Klimsch moved to Berlin to undertake studies at the Royal Academy of Fine Arts, where his teacher was the famous sculptor Fritz Schaper.
During this period, Klimsch achieved his first artistic successes.
In 1898 he became a founding member of the Berlin Secession, an artistic movement that opposed the conservative aesthetics of the Berlin Artists’ Association. Together with other progressive artists such as Max Liebermann and Lovis Corinth, Klimsch helped introduce new artistic trends to the German capital.
His sculptures, characterized by classical beauty and an idealized representation of the human figure, were a great success among the public and critics. Klimsch then became one of the most popular sculptors of his time, receiving numerous commissions for monumental works and portraits of prominent personalities.
The rise of the Nazi regime in Germany, however, marked a controversial chapter in Klimsch’s life. While not a committed Nazi, his artistic style, centered on classical aesthetics and the celebration of the human figure, aligned in part with National Socialist ideology.
Klimsch continued to receive important commissions during the Nazi period, creating busts of prominent regime figures such as Adolf Hitler, Wilhelm Frick and Erich Ludendorff. He was strongly criticized by many for being a sculptor compliant with the Nazi regime.
After the Second World War, Klimsch continued to create sculptural works, maintaining his classical and figurative style but there were many who no longer sought him out for commissions due to his time in the service of the regime as a sculptor.
Without a doubt his collaboration with the Nazi regime overshadowed his fame.
For the moment, your always Michelangelo Buonarroti greets you and will meet you in the next posts and on social media.

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