Cappella Sistina: le differenti grappe metalliche sulla volta
La volta della Cappella Sistina è costellata di grappe metalliche sia a vista che nascoste. Furono posizionate in loco in diverse occasioni per contrastare i problemi di natura statica degli intonaci e scongiurarne la caduta a terra.
Ora dovete sapere che la volta della cappella è ricoperta da un intonaco a più strati, formato da malta di calce e pozzolana.
Il primo strato ovvero l’arriccio, è assai sottile e irregolare e fu adoperato anche per rendere uniforme a superficie discontinua.
Il secondo strato di intonaco è quello affrescato e ha uno spessore medio di un centimetro. Fu realizzato come l’arriccio con pozzolana e malta di calce ed è diviso in giornate.
La struttura muraria rimase a lungo instabile fino a quando, durante il conclave del 1565 che portò poi all’elezione del pontefice Pio V Ghisleri, si aprirono all’improvviso delle grandi crepe sulla volta e i cardinali in via eccezionale furono costretti dalle circostanze a far entrare in Sistina il Vignola, il Salustio e Nanni di Baccio, tre bravi architetti.
Si misero subito al lavoro per far consolidare il terreno con zeppe di travertino e ben cinque pilastri sotterranei. Poco dopo vennero edificati i contrafforti in mattoni sul lato sud e nord della Cappella. Da allora la Sistina non ebbe più grandi problemi di stabilità ma i movimenti subiti dalla volta innescarono in vari punti a degli importanti distacchi.
Le grappe metalliche furono una manna dal cielo. Prima della loro invenzione a fine Seicento, gli intonaci distaccati erano destinati a precipitare al suolo con la loro conseguente perdita.
Per salvare il salvabile, nella volta della Sistina vennero posizionate numerose grappe che è stato possibile datare in modo certo durante il corso dell’ultimo restauro.
Mentre il Carnevali nel 1570 cercò di rimediare ai distacchi usando dei chiodi di ferro poco funzionali, il Mazzuoli ebbe modo di usare grappe a forma di T in bronzo nel 1710, posizionate soprattutto nella parte est della volta.
Sono presenti anche grappe in bronzo con il piede a punta inserite dentro l’intonaco e stuccate per essere rese meno visibili nella zona ovest mentre su tutta la volta si possono trovare grappe in ottone formate da un tondino e un elemento piatto risalenti al restauro del 1904 realizzato dal Seitz.
Oggi le grappe non si utilizzano più. Sono state rimpiazzate egregiamente dalle iniezioni di calce e caseina e di altri collanti più moderni e funzionali.
Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.
Sistine Chapel: the different metal grappas on the vault
The vault of the Sistine Chapel is studded with both visible and hidden metal grappes. They were placed on site on several occasions to counteract the static problems of the plaster and prevent it from falling to the ground.
Now you must know that the vault of the chapel is covered with a multi-layered plaster, made up of lime mortar and pozzolana.
The first layer or the arriccio, is very thin and irregular and was also used to make the discontinuous surface uniform.
The second layer of plaster is the frescoed one and has an average thickness of one centimetre. It was built like the arriccio with pozzolana and lime mortar and is divided into days.
The wall structure remained unstable for a long time until, during the conclave of 1565 which then led to the election of Pope Pius V Ghisleri, large cracks suddenly opened up on the vault and the cardinals, by way of exception, were forced by circumstances to let in the Sistina Vignola, Salustio and Nanni di Baccio, three good architects.
They immediately set to work to consolidate the ground with travertine wedges and as many as five underground pillars. Shortly afterwards the brick buttresses were built on the south and north sides of the Chapel. Since then the Sistina no longer had major stability problems but the movements suffered by the vault triggered important detachments in various points.
To save what could be salvaged, numerous grappas were placed in the vault of the Sistine which it was possible to date with certainty during the course of the last restoration.
While Carnevali in 1570 tried to remedy the detachments using impractical iron nails, Mazzuoli was able to use T-shaped grappas in bronze in 1710, positioned above all in the eastern part of the vault.
There are also bronze grappas with a pointed foot inserted into the plaster and grouted to make them less visible in the western area, while brass grappas made up of a rod and a flat element dating back to the 1904 restoration can be found on the whole vault made by Seitz.
Today grappas are no longer used. They have been excellently replaced by injections of lime and casein and other more modern and functional glues.
For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you by making an appointment for the next posts and on social media.

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È molto interessante, ogni volta, leggere queste “perle” d’arte.
Grazie.
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grazie di cuore :-*
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wonderfull … the art of Michelangelo is admirable
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thank you so much :-*
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