15 aprile 1446: muore Brunelleschi
Il 15 aprile del 1446 passò a miglior vita Filippo Brunelleschi nella città che lo aveva visto nascere 69 anni prima: Firenze.
Morì lo stesso giorno in cui Leonardo venne alla luce qualche anno dopo: un genio che muore e un altro che nasce mi verrebbe da pensare.
In piazza del Duomo, a Firenze, troverete la grande scultura che lo ritrae, posizionata dinnanzi alla facciata del Palazzo dei Canonici. Fu Luigi Pampaloni nella prima metà dell’Ottocento a scolpirla e a fare in modo che, con fogli e compasso alla mano, osservasse la sua costruzione più stupefacente: la cupola di Santa Maria del Fiore.
Alla scultura del Brunelleschi corrisponde simmetricamente quella di Arnolfo di Cambio sempre del Pampaloni che osserva la sua di opere: il duomo.
Fu il geniale Brunelleschi a inventare se così si può dire la figura dell’architetto moderno che, oltre a progettare architetture sorprendenti frutto di studi matematici, geometrici e di conoscenze storiche non indifferenti, seguiva passo passo le fasi progettuali e il cantiere.
L’opera maestra del genio fiorentino è senza dubbio la più grande cupola in mattoni che sia mai stata realizzata: quella che ha ispirato me per la progettazione della cupola di San Pietro e tanti altri architetti per realizzare le proprie opere.
Quindici anni di lavori effettivi per posare gli oltre 500.000 mattoni all’anno disposti a spina di pesce e un numero spropositato di persone al lavoro. Si eleva verso il cielo raggiungendo 114 metri di altezza. Un prodigio mai visto prima che ancora desta grande stupore.
Il Brunelleschi fu anche un abile scultore e ne diede prova con il Crocifisso in legno che potete ammirare nella Cappella Gondi nella Basilica di Santa Maria Novella a Firenze.
Il Vasari narra che il Crocifisso fu scolpito dall’artista come risposta al Crocifisso che aveva realizzato Donatello per Santa Croce, a Firenze. Brunelleschi definì quello del rivale come un contadino in croce e volle dar prova della sua maestra nel plasmare le membra del Salvatore.
Sempre il Vasari narra che quando Donatello vide il Crocifisso del Brunelleschi tanto si meravigliò che lasciò cadere per terra le uova che portava in mano dicendo “a te è concesso fare i Cristi e a me i contadini”.
E’ un aneddoto curioso e chissà se sia vero o una libertà che si prese il Vasari per aggiungere un po’ di brio alla biografia dell’artista.
Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.
A seguire vi propongo un interessante libro dedicato alla cupola del Brunelleschi e in particolar modo ali affreschi che la decorano, realizzati dal Vasari e dallo Zuccari. Buona lettura.
April 15, 1446: Brunelleschi dies
On April 15, 1446, Filippo Brunelleschi passed away in the city that had seen him born 69 years earlier: Florence.
He died on the same day Leonardo was born a few years later: a genius who dies and another who is born would make me think. In Piazza del Duomo, in Florence, you will find the large sculpture that portrays him, positioned in front of the facade of the Palazzo dei Canonici. It was Luigi Pampaloni in the first half of the nineteenth century who sculpted it and made sure that, with sheets and compass in hand, he observed its most amazing construction: the dome of Santa Maria del Fiore.
The sculpture of Brunelleschi corresponds symmetrically to that of Arnolfo di Cambio, also by Pampaloni, who observes his works by him: the cathedral.
It was the brilliant Brunelleschi who invented, if one can say so, the figure of the modern architect who, in addition to designing surprising architectures resulting from mathematical, geometric studies and not indifferent historical knowledge, followed the design phases and the construction site step by step.
The masterpiece of the Florentine genius is undoubtedly the largest brick dome that has ever been built: the one that inspired me to design the dome of St. Peter’s and many other architects to create their own works.
Fifteen years of effective work to lay the more than 500,000 bricks a year arranged in a herringbone pattern and a disproportionate number of people at work. It soars into the sky reaching 114 meters in height. A prodigy never seen before that still arouses great amazement.
Brunelleschi was also a skilled sculptor and proved it with the wooden Crucifix that you can admire in the Gondi Chapel in the Basilica of Santa Maria Novella in Florence.
Vasari narrates that the Crucifix was sculpted by the artist as a response to the Crucifix that Donatello had made for Santa Croce, in Florence. Brunelleschi had defined that of his rival as a peasant on a cross and wanted to prove his mastery in shaping the limbs of the Savior.
Vasari also narrates that when Donatello saw Brunelleschi’s Crucifix he was so amazed that he dropped the eggs he was carrying on the ground saying “you are allowed to be Christs and me peasants”.
It is a curious anecdote and who knows if it is true or a liberty that Vasari took to add a little panache to the artist’s biography.
For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you by making an appointment for the next posts and on social media.
Below I propose an interesting book dedicated to Brunelleschi’s dome and in particular to the frescoes that decorate it, created by Vasari and Zuccari. Enjoy the reading.

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