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Natura Collecta, Natura Exhibita: la mostra e il tour virtuale

Le mostre in corso a Firenze sono sempre numerose, variegate e interessanti. Oggi vi porto con me alla scoperta dell’esposizione allestita nella cripta della Basilica di San Lorenzo dal titolo “Natura Collecta, Natura Exhibita. Il collezionismo naturalistico a Firenze dai Medici al Museo di Storia Naturale”.

E’ stata inaugurata già da qualche tempo ma ancora non avevo avuto modo di visitarla. Natura Collecta, Natura Exhibita è un interessante e particolare percorso espositivo che ha inizio con le origini del collezionismo naturalistico e percorre i secoli fino ad arrivare ai nostri giorni mediante le collezioni del Museo di Storia Naturale in stretta relazione con il complesso della Basilica di San Lorenzo e la sua lunga storia.

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I Medici si sono sempre distinti per avere un’attenzione articolare verso quelle che venivano considerate produzioni naturali. Per alcuni esponenti della famiglia costituirono una passione irrefrenabile che li portò a collezionare un gran numero di pietre preziose e rare e a fondare nel 1588 quella che allora si chiamava Galleria dei Lavori e che successivamente, nel 1860, divenne l’Opificio delle Pietre Dure.

La collezione del Tesoro dei Medici fa sfoggio di un numero elevato di manufatti in pietre dure di mirabile fattura come per esempio la tazza a forma di conchiglia scolpita da Gasparo Miseroni nel 1563 in un unico pezzo di lapislazzuli che il Vasari definì come “un vaso grande di lapislazzuli che ne merita lode infinita”. Questo prezioso capolavoro figura nell’inventario del Guardaroba di Cosimo I nel 1570. Fu inviata alla segreteria privata del granduca nel 1782 e successivamente al Museo di Fisica e Storia Naturale.

La tazza a forma di conchiglia scolpita da Gasparo Miseroni
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Altra collezione medicea particolarmente importante è quella dei dipinti di nature morte, realizzate per la maggior parte da Bartolomeo Bimbi.

Lungo il percorso espositivo ci si trova faccia a faccia con il dipinto a olio su tela del Popone di Ponte a Cappiano ovvero il melone di oltre dieci chili di peso, arrivato direttamente sulle tavole medicee dalla zona Empolese. Il Bimbi, pittore di corte, fu chiamato per ritrarre questo frutto dalle dimensioni eccezionali. Le foglie accartocciate, la polpa succosa matura e la mosca posata sulla fetta sono stati riprodotti dall’artista con un incredibile realismo.

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Sempre il Bimbi dipinse su tela altri due prodotti eccezionali della natura facenti parte della famiglia delle Brassicaceae: il cavolfiore di oltre 6 chili di peso e il ramolaccio, o rafano che dir si voglia, che raggiunse l’incredibile peso di 3 chili. La cosa singolare è che quest’opera fu sì dipinta dal Bimbi ma si avvalse della stretta collaborazione i Pier Antonio Micheli, in quel frangente botanico di corte dei Medici.

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Altri soggetti da collezione tenuti in particolare considerazione dai Medici erano gli oggetti etnografici. Gli esponenti della famiglia si prodigarono nell’acquisto di manufatti arrivati in Europa soprattutto dal continente africano e dalle culture precolombiane del cosiddetto Nuovo Mondo.

Negli anni a seguire le raccolte medicee si arricchirono con le preziose collezioni di naturalia come quelle di Rumph e quelle di Stenone ma anche con gli erbari.

Di pregevole fattura è l’erbario attribuito al prete di Lucca Michele Merini. Si tratta di una delle più antiche raccolte di piante essiccate e al suo interno è presente un riferimento al medico e botanico Luca Ghini, lo stesso fondatore del primo Orto Botanico del mondo, a Pisa. Il Ghini fu l’ideatore dell’erbario come strumento scientifico.

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La potente famiglia fiorentina collezionò anche le riproduzioni in cera di piante che non era possibile conservare in altro modo. Questa collezione serviva a documentare in modo tangibile la ricchezza e la diversità del mondo vegetale oltre che a mostrare le tipologie di nuove piante che venivano trovate durante i viaggi di esplorazione in zone molto lontane dall’Europa. La collezione di cere delle piante oggi conta con 160 modelli.

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Sempre ai Medici e al loro proverbiale mecenatismo si deve la nascita dei modelli anatomici così suggestivi, didattici e particolareggiati realizzati negli ultimi decenni dei Seicento.

E’ impressionante vedere l’accuratezza di queste cere: talmente sono veritiere che fanno sobbalzare. Reggere alla vista di un corpo sezionato purché finto non è semplicissimo. Lasciate perdere me: a certe visioni sono abituato fin da ragazzino ma confesso che in chi non è avvezzo a certe pratiche potrebbe rimanere turbato.

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Ciò non toglie che le cere anatomiche provenienti dal Museo della Specola siano uno splendido connubio fra arte e medicina. E’ possibile ammirare la scultura giacente che mostra la distribuzione di tutte le vene che derivano dal tronco della cava superiore ed inferiore, adagiato su un materasso originale coperto da un drappo di seta realizzato da Clemente Susini e i suoi aiuti sotto la stretta vigilanza di Tommaso Bonicoli fra il 1775 e il 1791, affiancata all’altra scultura in cera giacente che presenta la massima parte delle arterie derivata dalle aorte.

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La mostra Natura Collecta, Natura Exhibita è nata grazie alla collaborazione fra il Sistema Museale di Ateneo, l’Opera Medicea Laurenziana e la Parrocchia di San Lorenzo e ha lo scopo di valorizzare i relativi beni e le rispettive storie che spesso convergono e insistono su luoghi, personaggi, oggetti e tematiche comuni.

Natura Collecta, Natura Exhibita permette di fatto di avere una continuità del contatto con il Museo della Specola e i visitatori nell’attesa che possa riaprire presto la sua sede, attualmente chiusa per importanti lavori di ristrutturazione.

Il tour virtuale

Se non avete modo di vedere questa interessante mostra dal vivo oppure avete il desiderio di entrarci nell’immediato, vi consiglio di cliccare QUI per addentrarvi nel tour virtuale, ricco di spiegazioni.

Il libro

Se volete acquistare l’interessante catalogo della mostra “Natura Collecta, Natura Exhibita. Il collezionismo naturalistico a Firenze dai Medici al Museo di Storia Naturale” lo trovate QUA.

Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

Natura Collecta, Natura Exhibita: the exhibition and the virtual tour

The current exhibitions in Florence are always numerous, varied and interesting. Today I take you with me to discover the exhibition set up in the crypt of the Basilica of San Lorenzo entitled “Natura Collecta, Natura Exhibita. Naturalistic collecting in Florence from the Medici to the Natural History Museum “.

It has been inaugurated some time ago but I had not yet had the opportunity to visit it. Natura Collecta, Natura Exhibita is an interesting and particular exhibition itinerary that begins with the origins of naturalistic collecting and runs through the centuries up to the present day through the collections of the Natural History Museum in close relationship with the complex of the Basilica of San Lorenzo and its long history.

The Medici have always distinguished themselves for having an articulate attention to what were considered natural productions. For some members of the family they constituted an unstoppable passion that led them to collect a large number of precious and rare stones and to found in 1588 what was then called Gallery of Works and which later, in 1860, became the Opificio delle Pietre Dure.

The collection of the Medici Treasury shows off a large number of artifacts in semiprecious stones of admirable workmanship such as the shell-shaped cup sculpted by Gasparo Miseroni in 1563 in a single piece of lapis lazuli that Vasari defined as “a large vase of lapis lazuli that deserves infinite praise “. This precious masterpiece appears in the inventory of Cosimo I’s Wardrobe in 1570. It was sent to the Grand Duke’s private secretariat in 1782 and later to the Museum of Physics and Natural History.

Another particularly important Medici collection is that of still life paintings, mostly made by Bartolomeo Bimbi.

Along the exhibition path you will find yourself face to face with the oil painting on canvas by Popone di Ponte a Cappiano or the melon weighing over ten kilos, arrived directly on the Medici tables from the Empolese area. Bimbi, court painter, was called to portray this fruit of exceptional size. The crumpled leaves, the ripe juicy pulp and the fly placed on the slice were reproduced by the artist with incredible realism.

Also Bimbi painted on canvas two other exceptional products of nature belonging to the Brassicaceae family: cauliflower weighing over 6 kilos and radish, or horseradish if you prefer, which reached an incredible weight of 3 kilos. The singular thing is that this work was indeed painted by Bimbi but he made use of the close collaboration of the Pier Antonio Micheli, in that botanical juncture of the Medici court.

Other collectible subjects held in particular consideration by the Medici were ethnographic objects. The exponents of the family did their utmost to purchase artifacts that arrived in Europe, especially from the African continent and from the pre-Columbian cultures of the so-called New World.

In the following years the Medici collections were enriched with precious naturalia collections such as those of Rumph and those of Stenone but also with herbaria.

Of exquisite workmanship is the herbarium attributed to the priest of Lucca Michele Merini. It is one of the oldest collections of dried plants and inside there is a reference to the physician and botanist Luca Ghini, the same founder of the first Botanical Garden in the world, in Pisa. Ghini was the creator of the herbarium as a scientific tool.

The powerful Florentine family also collected wax reproductions of plants that could not be preserved in any other way. This collection served to tangibly document the richness and diversity of the plant world as well as to show the types of new plants that were found during exploration trips in areas very far from Europe. The plant wax collection now has 160 models.

Also to the Medici and their proverbial patronage we owe the birth of the anatomical models so suggestive, didactic and detailed created in the last decades of the seventeenth century.

It is impressive to see the accuracy of these waxes: they are so true that they startle. Holding on to the sight of a dissected body as long as it is fake is not easy. Forget me: I am used to certain visions since I was a child but I confess that in those who are not accustomed to certain practices, they could be troubled.

The fact remains that the anatomical waxes from the Specola Museum are a splendid combination of art and medicine. It is possible to admire the recumbent sculpture that shows the distribution of all the veins that derive from the trunk of the upper and lower quarry, lying on an original mattress covered with a silk cloth made by Clemente Susini and his assistants under the close supervision of Tommaso Bonicoli between 1775 and 1791, flanked by the other lying wax sculpture that has most of the arteries derived from the aortas.

The Natura Collecta, Natura Exhibita exhibition was born thanks to the collaboration between the University Museum System, the Opera Medicea Laurenziana and the Parish of San Lorenzo and aims to enhance the related assets and respective stories that often converge and insist on places , characters, objects and common themes.

Natura Collecta, Natura Exhibita allows in fact to have a continuity of contact with the Specola Museum and visitors while waiting for it to reopen its premises soon, which is currently closed for major renovations.

The virtual tour

If you have no way to see this interesting live exhibition or if you have the desire to enter it immediately, I recommend that you click HERE to enter the virtual tour, full of explanations.

For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you by giving you an appointment at the next posts and on social networks.

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