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I marmi della Cappella dei Principi

La Cappella dei Principi è un glorioso tripudio di marmi e pietre, sapientemente lavorate dall’Opificio delle Pietre Dure.

In pochi sanno che lo stupendo pavimento è stato ultimato in tempi assai recenti. Era infatti il 1962 quando finalmente l’opera fu completata e oggi è possibile godere appieno di tutta la sua magnificenza.

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Nella foto storica di Giacomo Brogi che vi propongo a seguire, scattata nel 1870, si vede bene che la pavimentazione ancora mancava in quel momento: verrà realizzata infatti negli anni successivi.

La sua realizzazione fu avviata infatti nel 1874 da Marchionni e portata a termine nel 1962 dal Bartoli.

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Marmi e graniti policromi, porfidi, rossi di Barga, verdi di Corsica, diaspri, alabastri, quarzi, lapislazzuli, coralli e madreperla: ecco quali sono i materiali che furono utilizzati nel corso dei secoli per rivestire le pareti, realizzare la pavimentazione, i cenotafi e i raffinati decori a commesso fiorentino dell’altare.

Entrando nella Cappella dei Principi si ha l’impressione di camminare su un tappeto di marmo di straordinaria fattura. La superficie ha una larghezza di oltre trenta metri e una forma ottagonale.

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Immediatamente sopra lo zoccolo si notano gli stemmi realizzati con la tecnica del commesso fiorentino delle sedici città fedeli alla famiglia Medici, all’epoca tutte sedi vescovili.

Quali città son rappresentate? C’è ovviamente Firenze, poi Pienza, Chiusi, Sovana, Montalcino, Grosseto, Pisa, Massa di Maremma, Siena, Fiesole, Pistoia, Borgo San Sepolcro, Volterra, Arezzo, Cortona e Montepulciano.

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Forse vi sarete chiesti perché fra i vari stemmi non compare Lucca: ebbene, nessun mistero. Al tempo la città era una repubblica autonoma.

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Nella pavimentazione non si può non notare lo stemma mediceo riproposto più volte, con le cinque palle rosse e quella in alto con l’arme concessa dal re di Francia.

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Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social. A proposito, se volete conoscere tutta la storia della Cappella dei Principi, cliccate QUA.

The marbles and stones of the Chapel of the Princes

The Chapel of the Princes is a glorious riot of marble and stone, expertly worked by the Opificio delle Pietre Dure.

Few people know that the wonderful floor was completed very recently. It was in fact 1962 when the work was finally completed and today it is possible to fully enjoy all its magnificence.

In the historical photo by Giacomo Brogi taken in 1870, it is clear that the flooring was still missing at that time: it will in fact be built in the following years.

Its construction was in fact started in 1874 by Marchionni and completed in 1962 by Bartoli.

Polychrome marble and granite, porphyry, red from Barga, green from Corsica, jasper, alabaster, quartz, lapis lazuli, coral and mother of pearl: these are the materials that were used over the centuries to cover the walls, create the flooring, cenotaphs and the refined Florentine commissary decorations of the altar.

Entering the Chapel of the Princes one has the impression of walking on a marble carpet of extraordinary workmanship. The surface has a width of over thirty meters and an octagonal shape.

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Immediately above the plinth you can see the coats of arms made with the technique of the Florentine salesman of the sixteen cities loyal to the Medici family, all bishopric at the time.

Which cities are represented? There is obviously Florence, then Pienza, Chiusi, Sovana, Montalcino, Grosseto, Pisa, Massa di Maremma, Siena, Fiesole, Pistoia, Borgo San Sepolcro, Volterra, Arezzo, Cortona and Montepulciano.

You may have wondered why Lucca does not appear among the various coats of arms: well, no mystery. At the time the city was an autonomous republic.

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In the pavement one cannot fail to notice the Medici coat of arms repeated several times, with the five red balls and the one at the top with the arms granted by the King of France.

For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you by giving you an appointment at the next posts and on social networks. By the way, if you want to know the whole history of the Chapel of the Princes, click HERE.

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