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Quando si pensò di mettere il David nella Cappella dei Principi

Fra le cose più curiose che sono capitate al mio David durante la sua vita pluricentenaria, oggi ve ne voglio raccontare una che forse non conoscono in molti.

Ci fu un momento in cui il David rischiò di essere posto al centro della Cappella dei Principi, nel cuore di quello che è il pantheon mediceo. Riuscite a immaginarvelo? Il simbolo della vittoria della Repubblica Fiorentina sulla tirannia medicea posizionato proprio nel mausoleo che il Granduca Ferdinando I volle far costruire dal Nigetti.

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Sarebbe stato uno smacco per la famiglia Medici. Vero è che i sarcofagi son vuoti e le povere spoglie sono conservate nel pavimento della cripta sottostante ma insomma, accogliere il nemico in casa non penso avesse fatto piacere alle loro anime.

Nemmeno sarei stato contento io di quella scelta a dir poco improbabile e più che azzardata. Eppure fu una proposta reale quella di posizionare il mio colosso al di sotto della cupola che si eleva 59 metri da terra.

Scelte scellerate vengono fatte oggi e proposte di scelte fuori da ogni logica venivano fatte pure alla fine dell’Ottocento .

La storia è questa e ve la racconto dall’inizio.

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Dal calco dal vero fatto dal Papi sul mio David ne fu ricavata anche una copia in gesso che fu adoperata per simulare una nuova possibile collocazione del David prima di toglierlo dall’arengario di Palazzo Vecchio, in Piazza della Signoria.

La copia fu in un primo momento posta sotto la Loggia del Lanzi ma si capì subito che lì non poteva stare: era troppo fuori scala rispetto alle altre opere che al suo cospetto letteralmente sparivano. Inoltre, per riuscire a mostrare l’opera con una luce naturale sufficiente a illuminarlo nel modo più corretto possibile, si sarebbe dovuto spostare troppo in avanti, verso l’esterno. In questo modo gli agenti atmosferici avrebbero continuato indisturbati la loro azione deleteria sul marmo.

Quella soluzione parve quasi subito da scartare e si iniziò a pensare ad altro. Con non poche difficoltà, la copia in gesso del David fu portata nel Salone di Donatello al Bargello che da poco era divenuto il primo museo dell’Italia unita: il Museo Nazionale del Bargello.

Anche lì il David risultava essere troppo grande mettendo in ombra pure i capolavori di Donatello. Si fu costretti dunque a discutere di altre collocazioni più consone e fra i luoghi indicati spuntò la Cappella dei Principi. Allora non aveva la pavimentazione in commesso fiorentino che vedete oggi: quella sarebbe stata realizzata molti anni dopo e portata a termine nel 1962 dal Bartoli.

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Dopo lunghe discussioni i vari professori che discutevano sulla nuova possibile collocazione fra i quali Poggi, Porra, De Fabris, Palestrini e altri, scelsero di posizionarlo all’interno di un luogo che sarebbe stato costruito appositamente per accoglierlo: la Tribuna dove ancora oggi è possibile ammirarlo.

Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

When it was thought of putting the David in the Chapel of the Princes

Among the most curious things that have happened to my David during his centuries-old life, today I want to tell you about one that perhaps not many know.

There was a moment when the David risked being placed in the center of the Chapel of the Princes, in the heart of what is the Medici pantheon. Can you imagine it? The symbol of the victory of the Florentine Republic over the Medici tyranny positioned right in the mausoleum that the Grand Duke Ferdinando I wanted to have built by Nigetti.

It would have been a setback for the Medici family. It is true that the sarcophagi are empty and the poor remains are preserved in the floor of the crypt below but in short, welcoming the enemy into the house I do not think would have pleased their souls.

Not even I would have been happy with that unlikely and more than risky choice to say the least. Yet it was a real proposal to place my colossus under the dome that rises 59 meters from the ground.

Evil choices are made today and proposals for choices beyond all logic were also made at the end of the nineteenth century.

This is the story and I’ll tell you from the beginning.

From the real cast made by the Popes on my David, a plaster copy was also obtained which was used to simulate a new possible location of the David before removing it from the arengarium of Palazzo Vecchio, in Piazza della Signoria.

The copy was initially placed under the Loggia del Lanzi but it was immediately clear that it could not be there: it was too out of scale compared to the other works that literally disappeared in front of him. Furthermore, in order to be able to show the work with sufficient natural light to illuminate it as correctly as possible, it would have had to move too far forward, towards the outside. In this way the atmospheric agents would have continued their deleterious action on the marble undisturbed.

That solution seemed to be discarded almost immediately and we began to think about something else. With many difficulties, the plaster copy of the David was brought to the Donatello Hall at the Bargello, which had recently become the first museum in united Italy: the National Museum of the Bargello.

Even there the David appeared to be too large, even overshadowing Donatello’s masterpieces. It was therefore forced to discuss other more appropriate locations and among the places indicated the Chapel of the Princes emerged. At that time it did not have the Florentine commesso flooring you see today: that would have been built many years later and completed in 1962 by Bartoli.

After long discussions, the various professors who discussed the new possible location including Poggi, Porra, De Fabris, Palestrini and others, chose to place it in a place that would have been built specifically to accommodate it: the Tribune where it is still possible today. admire it.

For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you by giving you an appointment at the next posts and on social networks.

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