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La Sala dell’Udienza e la Sala dei Gigli a Palazzo Vecchio

Palazzo Vecchio è un susseguirsi di sale, una più bella dell’altra. Oggi in particolare voglio portarvi assieme a me nella Sala dell’Udienza e nella Sala dei Gigli dove è conservata la Giuditta di Donatello.

La Sala dell’Udienza

Nella vecchia disposizione di Palazzo dei Priori, la Sala dell’Udienza assieme alla Sala dei Gigli non ancora separate costituivano l’Aula Grande. Successivamente, fra il 1470 e il 1472, Benedetto da Maiano fu scelto per costruire una parete in mezzo all’aula in modo da separare la grande sala in due più piccole: una sarebbe stata adibita alle udienze e l’altra alle riunioni importanti.

Cosimo I de’ Medici, il duca che per primo scelse come residenza Palazzo Vecchio, commissionò a Salviati il ciclo di affreschi che decora tutt’oggi la Sala dell’Udienza. Così fra il 1543 e il 1545, assieme a Domenico Romano, affrescò le pareti scegliendo come soggetto le storie del generale romano Furio Camillo che liberò Roma dai Galli Boi nel 309 a.C.

Cosa centra questo generale romano con Cosimo I de’ Medici? Beh, la sua storia fu usata per simboleggiare la ripresa della città di Firenze dopo aver cacciato la Repubblica.

La scena affrescata sulla parete maggiore rappresenta il Trionfo di Camillo dopo aver conquistato Veio. Si vede il generale romano incoronato dalla personificazione della Fama ed è preceduto dalla scultura di Giunone. A seguire si vede lo stesso Camillo che irrompe armato durante la pesa dell’oro sottratto da Brenno ai Romani.

La Sala dei Gigli

Sapete da cosa prende il nome questa sala? Beh dai gigli certo ma da quali? Non dal giglio fiorentino ma da quello che simboleggia la corona di Francia e i distingue da quello di Firenze per il colore oro e blu invece del più classico rosso e argento. In pratica la decorazione della sala con questi gigli presenti sulle pareti e sul soffitto a cassettoni fu una sorta di omaggio ai protettori della parte guelfa.

Fu il Ghirlandaio a occuparsi degli affreschi sulla parete opposta a quella d’ingresso e come soggetto scelse l’Apoteosi di San Zanobi con i diaconi Eugenio e Crescenzio.

Dal 1988 è la Giuditta di Donatello ad essere la protagonista della sala. Fu spostata qua in quell’anno per motivi conservativi e l’originale sull’arengario di Palazzo Vecchio fu sostituito da una copia.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi racconti

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