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San Francesco nella storia dell’arte

4 ottobre: la giornata dedicata a San Francesco. L’umile ma grandissimo uomo di Assisi scelto come Santo Patrono d’Italia.

La sua figura mistica nel corso dei secoli ha ispirato molti artisti che si sono poi prodigati nel riprodurre le sue sembianze in modi talvolta molto diversi gli uni dagli altri.

L’opera pittorica più datata arrivata fino ai vostri tempi, è la tavola di Bonaventura Berlinghieri che racconta la sua storia. Pensate un po’: questo capolavoro fu realizzato dall’artista solo nove anni dopo la morte di San Francesco ovvero nel 1235 e si trova a Pescia, nella chiesa a lui dedicata.

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Non molti anni dopo arrivò il pittore fiorentino Cimabue lavorando a diversi affreschi della Basilica inferiore di Assisi. Nel suo lavoro dedicato alla Vergine in trono fa la sua comparsa San Francesco in piedi.

Facondissimo nel parlare, ilare d’aspetto, benigno di viso, di statura mediocre, piccoletto anzichè no. Testa non grande e rotonda; faccia alquanto lunga e protesa; fronte piana e piccola; occhi di giusta misura, neri e semplici; capelli foschi; orecchie dritte ma piccole; tempia piane, lingua spedita, di fuoco ed acuta; voce veemente, dolce, chiara e sonora, denti uniti uguali e bianchi; piccole labbra e sottili; barba nera ma rada; collo stretto; omeri diritti, braccia brevi, mani scarne, dita lunghe, unghie non corte; gambe sottili, piedi piccoletti; pelle delicata; pochissima cerne, ruvida la veste; sonno brevissimo; mano genrosa. Ecco com’era San Francesco descritto da Tommaso da Celano: il suo primo biografo che ebbe modo di conoscere il Santo. A questa descrizione si sono attenuti un po’ tutti quelli che hanno voluto raffigurarlo nel corso degli anni, dalla sua morte fino a oggi.

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Fra i cicli pittorici più noti c’è sicuramente quello attribuito a Giotto nella Basilica Superiore risalente agli ultimi anni del Duecento. Ventotto scene raccontano la vita del Santo in maniera assai dettagliata. Secondo il Vasari il ciclo fu commissionato da fra’ Giovanni Mincio Morrovalle nel 1296, l’allora generale dell’ordine francescano.

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Anch’io disegnai un San Francesco per il barbiere del cardinale di San Giorgio. Lui lo adoperò per realizzare una tavola dipinta… vi ho raccontato tutta la storia peraltro assai curiosa QUA.

Bellissimo il San Francesco in meditazione del Caravaggio, realizzato nel 1605 per il cardinale Francesco Maria del Monte, oggi conservato presso la Galleria d’Arte Antica di Palazzo Barberini, a Roma.

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Sempre il Caravaggio si cimentò nel dipingere un superbo San Francesco in estasi tra il 1594 e il 1595. L’opera oggi è conservata nel Wadsworth Atheneum di Hartford, in California ed è riconducibile al periodo di permanenza del pittore presso il palazzo del cardinale del Monte.

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Per chiudere la rassegna di dipinti dedicati al Santo Patrono d’Italia vi propongo a seguire l’olio su tela di Guido Reni. San Francesco in estasi viene rappresentato all’interno di una grotta con un libro adagiato sulla roccia e un teschio. La semplice croce realizzata con rametti intrecciati e il rosario completano la scena.

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Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti per il momento vi saluta augurando un buon onomastico a tutti i Francesca e i Francesco.

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