Se pensavate di averle viste un po’ di tutti i colori in questi ultimi anni forse vi sbagliavate. Dopotutto al peggio non c’è mai fine e ci stiamo inabissando sempre di più. Si è iniziato con l’affittare gli spazi museali per eventi privati con lo scopo di far cassa e sono prolificate cene, sfilate e addii al celibato come quello organizzato nel cortile di Palazzo Pitti. Ma era ancora troppo poco e sono state ideate altre iniziative a dir poco discutibili.
Se questa è la strada per incrementare la conoscenza dei capolavori contenuti nei musei italiani siam messi proprio male. Ma c’è bisogno di queste cose qua? Siate seri e restituite ai musei la dignità che gli compete. Non possono essere gestiti alla stregua di semplici aziende che mirano solo al fatturato. Porcaccia miseria ladra.
Pubblicato da Michelangelo Buonarroti
Chi non conosce Michelangelo Buonarroti? Scultore, pittore, architetto e raffinato poeta, è uno dei più grandi protagonisti della storia dell’arte. Ma chi è il suo alter ego che gli dà voce sul blog Michelangelo Buonarroti è tornato e sui social connessi?
È Antonietta Bandelloni, art blogger e scrittrice toscana, appassionata d’arte e studiosa della vita e delle opere del grande maestro. Da oltre dieci anni racconta Michelangelo da vicino, approfondendone i capolavori, le vicende biografiche, il carattere irrequieto e gli episodi meno conosciuti della sua straordinaria esistenza.
Attraverso articoli, curiosità e racconti, dà vita a un dialogo tra passato e presente, con l’obiettivo di avvicinare sempre più persone alla bellezza e alle storie che si nascondono dietro le opere d’arte.
Per collaborazioni, inviti, sponsorizzazioni e proposte professionali, è possibile contattare Antonietta Bandelloni via email:
📩 antoniettabandelloni@gmail.com
ENG: Who hasn’t heard of Michelangelo Buonarroti? Sculptor, painter, architect and accomplished poet, he is one of the greatest figures in the history of art. But who is the alter ego giving him a voice on the Michelangelo Buonarroti Has Returned blog and its associated social media channels?
Meet Antonietta Bandelloni, a Tuscan art blogger and writer with a passion for art and a deep interest in the life and works of the great master. For more than ten years, she has been exploring Michelangelo’s world, delving into his masterpieces, his life story, his restless temperament and the lesser-known episodes of his extraordinary life.
Through articles, fascinating facts and engaging stories, she brings the past into conversation with the present, aiming to introduce an ever-wider audience to the beauty of art and the stories hidden behind its masterpieces.
For collaborations, invitations, sponsorship opportunities or other professional enquiries, please contact Antonietta Bandelloni by email:
📩 antoniettabandelloni@gmail.com
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Nel mio paesello abbiamo un chiostro domenicano del XV secolo con annessa Chiesa restaurata con centinaia di affreschi di ottime scuole dell’epoca.
Nel 1994, per il cinquecentenario della consacrazione della chiesa la commissione Cultura organizzò un importante concerto di musica gregoriana (il primo di questo genere nel nostro paese) all’interno della capiente chiesa, aperto a tutta la popolazione.
Ci credi che, contemporaneamente, il Sindaco diede il benestare perché nell’adiacente chiostro si potesse allestire la cena del gruppo artiglieri, con spiedo e gozzoviglie varie che impedirono di godere della musica nella chiesa.
Da tener conto che gli artiglieri non pagavano nulla al comune, mentre il comune pagava profumatamente gli orchestrali.
Tra l’altro fu anche un sindaco che venne rieletto per il secondo mandato.
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Al di fuori di ogni ragionevole logica quello che lei mi ha appena raccontato. Il brutto è che nemmeno ci si fa più caso e cose come quella che lei riferisce vengono ignorate totalmente…non fanno ahimé nemmeno più notizia: è diventata routine mentre si sventolano i numeri dei grandi musei
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Ricordo che quella sera, disgustata, me ne tornai a casa. Io quel sindaco non lo rivotai di certo.
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Comprendo la polemica, potrei avere una sua ipotetica soluzione?
Grazie
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Ci sono luoghi più adatti per praticare pilates
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Si, ma questo è un giudizio.
Per essere più costruttivi, quale potrebbe essere una proposta adeguata?
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Ma proposta per cosa? Per non trasformare i musei in aziende? Eventi ingiustificabili per introiti che non vengono convogliati nè in assunzioni di personale ( e ce ne sarebbe bisogno eccome) nè in opere di restauro
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Tralasciando il fatto che l’idea del pilates è ripugnante. Credi davvero che si possa uscire da una logica di business oggi e che le istituzioni italiane possano esimersi da un ruolo che si fa in tutto il mondo?
Secondo me va ripensato il sistema museale e riadattato alle nuove esigenze. Ahimè, questa moda è americana, è europea e quanto punto anche italiana.
Oltre questa disapprovazione non andiamo perché per generare introiti occorre anche tener conto di molti aspetti che a noi non piacciono.
Sul ripensare alla qualità del personale, sono d’accordo. Sulle azioni di restauro, invece, il supporto può arrivare solo in una combinazione filantropica di privati (io la vedo molto difficile).
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*questo
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Certo che si può ma è la volontà di farlo che manca. Adattarsi a nuove esigenze non vuoldire sottostare a giochetti di marketing
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