L’Allegoria della Geometria di Prospero Fontana: il dipinto attribuito per errore a Jacopo Coppi
L’Allegoria della Geometria di Prospero Fontana, un’opera affascinante e piuttosto insolita nel percorso del pittore bolognese, è rimasta per lungo tempo sotto un’attribuzione diversa e solo recentemente restituita alla sua corretta paternità.
Il dipinto era stato infatti reso noto da Luigi Grassi, che lo aveva attribuito al toscano Jacopo Coppi (1523-1591), leggendo la complessa composizione come una rappresentazione dell’Idea dell’Architettura Universale. L’interpretazione e l’attribuzione sono però cambiate grazie agli studi più recenti: Andrea Ugolini ha riconosciuto nell’opera la mano di Prospero Fontana, attribuzione sostenuta anche dal parere di Daniele Benati.
Restituire un’opera a Prospero Fontana significa inserirla in un percorso artistico preciso e riconoscere in questa composizione una delle testimonianze della sua straordinaria capacità di combinare figura, architettura, prospettiva e cultura erudita.
Una donna con il compasso: chi è la figura al centro del dipinto?
Al centro della composizione compare una figura femminile che personifica la Geometria.
La sua identificazione non è casuale. La donna è infatti intenta a misurare un globo con il compasso, richiamando direttamente il significato etimologico della geometria, dal greco, come disciplina legata alla misurazione della Terra.
Un’immagine che racchiude in un solo gesto arte, matematica, conoscenza dello spazio e osservazione scientifica.
Accanto alla personificazione della Geometria compaiono due uomini. Uno è in piedi sulla sinistra, riconoscibile anche per il cappello frigio e per la squadra che tiene in mano; l’altro è invece chino sul globo, quasi volesse seguire da vicino il procedimento di misurazione e il calcolo.
Tutta la scena sembra costruita intorno all’idea della conoscenza attraverso la misura.
Il libro che sembra uscire dal dipinto
Tra gli oggetti disseminati nella composizione compare anche un libro aperto, disposto diagonalmente, con la scritta ‘Libro di Euclide’,
Il volume è collocato sulla balaustra e, grazie a un raffinato gioco illusionistico, sembra quasi oltrepassare il limite fisico del dipinto, entrando nello spazio dello spettatore.
Fontana trasforma l’architettura in uno strumento per costruire uno spazio capace di coinvolgere chi guarda, creando un continuo passaggio tra la superficie dipinta e la realtà esterna.

Prospero Fontana e la sua straordinaria padronanza della prospettiva
La collocazione cronologica potrebbe essere intorno al settimo decennio del Cinquecento, quando Prospero Fontana era ormai un artista pienamente maturo. Proprio la costruzione prospettica a rappresentare uno degli aspetti più sorprendenti della composizione.
La scena è organizzata attraverso una complessa successione di figure, oggetti, architetture e piani spaziali. Sullo sfondo compaiono alcune sagome lontane, dipinte con pennellate rapide, mentre l’architettura contribuisce a costruire una profondità che sembra quasi proseguire oltre la superficie della tela.
Persino la scala diventa parte del gioco prospettico: i suoi gradini sembrano infatti trasparire attraverso i corpi delle figure.
È una soluzione che dimostra quanto Fontana fosse alla costruzione di un vero e proprio spazio illusionistico.
Da Jacopo Coppi a Prospero Fontana: perché l’attribuzione cambia la lettura dell’opera
Per anni il dipinto è stato collegato a Jacopo Coppi, sulla base dello studio di Luigi Grassi e dell’interpretazione del soggetto come Idea dell’Architettura Universale.
La proposta di Andrea Ugolini, condivisa da Daniele Benati, cambia invece completamente la prospettiva critica dell’opera, riconducendola a Prospero Fontana.
E questa nuova attribuzione permette di leggere con maggiore coerenza alcuni dettagli della composizione: dalla tipologia della figura femminile alla costruzione prospettica, fino al modo rapido e caratteristico con cui sono dipinte le figure e le architetture dello sfondo.
Il risultato è il ritratto di un artista capace di muoversi con grande libertà tra pittura sacra, allegoria, architettura e cultura umanistica.
Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.
Prospero Fontana’s Allegory of Geometry: the painting mistakenly attributed to Jacopo Coppi
Prospero Fontana’s Allegory of Geometry—a fascinating and rather unusual work within the Bolognese painter’s body of work—long bore a different attribution and has only recently been correctly ascribed to him.
The painting was originally brought to light by Luigi Grassi, who attributed it to the Tuscan artist Jacopo Coppi (1523–1591), interpreting the complex composition as a representation of the “Idea of Universal Architecture.” However, both the interpretation and the attribution have shifted thanks to more recent scholarship: Andrea Ugolini identified Prospero Fontana’s hand in the work, a conclusion supported by Daniele Benati.
Reattributing the work to Prospero Fontana places it within a specific artistic trajectory and recognizes the composition as a testament to his extraordinary ability to combine figures, architecture, perspective, and erudition.
A woman with a compass: who is the figure at the center of the painting?
At the center of the composition appears a female figure personifying Geometry.
Her identification is no coincidence. She is shown measuring a globe with a compass, directly evoking the etymological meaning of “geometry”—derived from Greek—as the discipline concerned with measuring the Earth.
It is an image that encapsulates art, mathematics, spatial awareness, and scientific observation in a single gesture.
Two men appear alongside the personification of Geometry. One stands on the left, recognizable by his Phrygian cap and the set square he holds; the other is bent over the globe, as if closely following the measurement process and the calculation. The entire scene appears to be constructed around the concept of knowledge gained through measurement.
The book that seems to emerge from the painting
Among the objects scattered throughout the composition is an open book, positioned diagonally, bearing the inscription “Libro di Euclide” (Book of Euclid).
The volume rests on the balustrade and, thanks to a sophisticated illusionistic device, seems almost to cross the physical boundary of the painting, entering the viewer’s space.
Fontana transforms architecture into a tool for creating a space that engages the observer, establishing a seamless transition between the painted surface and the outside world.
Prospero Fontana and his extraordinary mastery of perspective
The work likely dates to the 1560s, a time when Prospero Fontana was a fully mature artist. The construction of perspective is, in fact, one of the composition’s most striking features.
The scene is organized through a complex arrangement of figures, objects, architectural elements, and spatial planes. Distant silhouettes, rendered with rapid brushstrokes, appear in the background, while the architecture helps create a sense of depth that seems to extend beyond the canvas itself.
Even the staircase plays a role in this play of perspective: its steps appear to show through the bodies of the figures.
This technique demonstrates Fontana’s commitment to constructing a truly illusionistic space.
From Jacopo Coppi to Prospero Fontana: how the attribution changes the interpretation of the work
For years, the painting was attributed to Jacopo Coppi, based on research by Luigi Grassi and an interpretation of the subject as the “Idea of Universal Architecture.”
However, a proposal by Andrea Ugolini—supported by Daniele Benati—completely shifts the critical perspective on the work, attributing it instead to Prospero Fontana. This new attribution allows for a more coherent interpretation of certain details within the composition: from the type of female figure and the perspective construction to the rapid, distinctive manner in which the figures and background architecture are painted.
The result is a portrait of an artist capable of moving with great freedom across the realms of sacred painting, allegory, architecture, and humanist culture.
For now, your ever-faithful Michelangelo Buonarroti bids you farewell, looking forward to seeing you in future posts and on social media.

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