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Ponte Vecchio: la storia

Chissà quanta gente ha calpestato la pietra serena che ricopre Ponte Vecchio da quanto è stato costruito a oggi. Lo attraversò l’illustre Petrarca con i suoi alti pensieri e i poveracci senza casa né quattrini. Lo attraversò Lionardo alla ricerca di volti da studiare e cani, gatti e cavalli con la soma. Lo attraversai anch’io chissà quante volte, non ricordo più. Pure gente poco raccomandabile vi posò sopra i suoi stivali sporchi di sangue e in mente chissà quanti pensieri malsani.

Son tanti anni che Ponte Vecchio sta li a farsi calpestare da tutti. E’ impregnato di storia e di storie, umori e degli stati d’animo di tutti coloro che da lì si son sporti per guardare l’Arno in tempi di magra e di piena. Se potesse parlare chissà quante cose perdute per sempre potrebbe raccontarci.

Ha origini antiche il ponte simbolo di Firenze. Altro che ponte di Brooklyn o Golden Gate: noi c’abbiamo il nostro Ponte Vecchio. Nel corso del tempo è stato spostato e riedificato dopo tutte le volte che l’Arno in piena lo tracinava via.

Pare che il primo fosse stato realizzato nella metà del I secolo avanti Cristo, un po’ più a monte di quello che vedete oggi e per meglio reggere alle piene era stato posizionato obliquamente rispetto alla corrente delle acque.

L’attuale Ponte Vecchio è opera di Taddeo Gaddi e risale al 1345. Solo un par di secoli dopo, nel 1565, Cosimo I commissionò al Vasari la progettazione del lungo corridoio che da Palazzo Vecchio arriva a Palazzo Pitti attraversando tutta la città passando anche sopra i negozi dei macellai sopra Ponte Vecchio.

Per questioni di decoro i macellai poco dopo furono fatti sgomberare da lì e dovettero trovarsi un altro luogo per svolgere il loro lavoro. Le botteghe, per ordine di Ferdinando I, a partire dal 1539 furono occupate da raffinati orefici. Tutt’oggi su Ponte Vecchio ci sono le botteghe orafe che continuano a realizzare e vendere i loro preziosi.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che oggi v’ha voluto raccontare un pezzettino della sua Firenze

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Ponte Vecchio: its history

Who knows how many people have stepped on the pietra serena that covers Ponte Vecchio from what has been built to date. The illustrious Petrarca crossed it with his high thoughts and the poor people without home or money. Lionardo crossed it looking for faces to study and dogs, cats and horses with the soma. I crossed it myself who knows how many times, I do not remember anymore. Even unrepentant people placed it on his bloodstained boots and who knows how many unhealthy thoughts.

It is so many years that Ponte Vecchio is there to be trampled by everyone. It is impregnated with history and stories, moods and moods of all those who from there lent themselves to look at the Arno in times of thin and full. If he could talk who knows how many things lost forever he could tell us.

The symbolic bridge of Florence has ancient origins. Other than Brooklyn Bridge or Golden Gate: we have our Ponte Vecchio. Over time it has been moved and rebuilt after all the times that the Arno in full trudged it away.

It seems that the first was built in the mid-first century BC, a little further upstream than what you see today and to better withstand the floods had been positioned obliquely compared to the current of the water.

The current Ponte Vecchio is the work of Taddeo Gaddi and dates back to 1345. Just a few centuries later, in 1565, Cosimo I commissioned Vasari to design the long corridor from Palazzo Vecchio to Palazzo Pitti, passing through the whole city passing over the butchers’ shops above Ponte Vecchio.

For reasons of decor the butchers were soon cleared out of there and had to find another place to do their work. The shops, by order of Ferdinando I, from 1539 were occupied by refined goldsmiths. Even today on Ponte Vecchio there are the goldsmith shops that continue to make and sell their precious ones.

Your always Michelangelo Buonarroti who today wanted to tell you a little bit of his Florence

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