Quando papa Leone X mi obbligò a cavar marmi nelle proprietà di Seravezza e Pietrasanta, si generò un malcontento generale nei miei confronti presso le cave di Carrara, dove fino al momento avevo cercato i blocchi che stavano per me.
Capirono che la mia non era stata una scelta volontaria ma un’imposizione bell’e buona. In principio tentarono di convincermi a tornare con le buone: mi scrivevano continuamente anche perchè mica potevano rivolgersi direttamente al pontefice come unico artefice di quella scelta che poco m’andava a genio.
I mesi passarono e i carrarini passarono al contrattacco bloccandomi di fatto i marmi che stavano per partire dall’Avenza e che già avevo acquistato. Alcuni addirittura me li rivendettero, tanto per farmi salir la bile. Furono anni difficili e complicati, ricchi di amarezza e affanni. Vi riporto una lettera che mi scrisse da Carrara Iacopo d’Antonino di Maffiolo, detto Caldana…se la leggete vi renderete subito conto che è stata scritta quando ancora i carrarini tentavano di convincermi a tornar presto da loro prendendomi per la gola, parlandomi di marmi pregiati che facevano proprio al caso mio…..
Carrara, 26 d’agosto del 1516
Maestro Michelangelo mio honorando, ho inteso che da Roma sietivi transferito a firenza, ch’io ne ho habuto et ho summma iubilatione. Bisognandovi cosa alcuna di qua, né marmi né altro ch’io possi, comandatimi, ch’io sono et mi offero servirvi di core. E bisognando, venerò là a trovarvi, perchè ho di cavatodi belle pietre, sino a la misura di quindici braccie. Ho modo di servirvi, e bene. Non altro. A voi mi raccomando. Et in questa nostra Alpa ve ne son di cavate molte e belle pietre, che son al Polvaccio. Venendo qua voi, so vi contentarete: et habiamo tra tutti da potervi contentare. Nec plura.
Carrarie, die XXVI Augusti 1516.
Vostro Iacopo di Antonino di Maffiolo, dicto Caldana.
A lo exelentissimo maestro Michelangelo fiorentino, scultore pictore de la Sedia Apostolica, patron mio observandissimo. Florentie.
Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi racconti

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Pubblicato da Michelangelo Buonarroti
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