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La storia della cupola della basilica di San Pietro in Vaticano

Nonostante avessi parecchi anni a pesarmi sulla schiena e sulle gambe, continuamente ricevevo nuove e importanti commissioni. Alternavo lunghi periodi di malattia a intense giornate di lavoro. Mi trovavo costretto dagli eventi a lavorare a più progetti nel medesimo momento e non avevo un attimo di tregua ma forse quell’attimo di riposo nemmeno lo desideravo.

La Biblioteca Medicea Laurenziana, Piazza del Campidoglio a Roma e la cupola della nuova Basilica di San Pietro in costruzione: tutti lavori realizzati in tarda età.

Dopo la morte del’architetto Antonio da Sangallo avvenuta nel 1546, papa Farnese in pratica mi impose di sovrintendere alla costruzione dell’intera basilica di San Pietro. Avevo già compiuto da un po’ i settantun anni e per quei tempi era un’età veneranda e non da tutti facilmente raggiungibile. Non mi potei sottrarre da quell’incarico e per di più lavorai a titolo gratuito a quella grandiosa impresa. Il primo gennaio del 1547 venni ufficialmente nominato sovrintendete alla costruzione della Basilica di San Pietro.

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Fino a quel momento erano stati tanti gli artisti che si erano avvicendati: iniziò il Bramante su commissione di Giulio II poi Raffaello, Fra Giocondo e prima di me Giuliano da Sangallo. Presi visione dei progetti precedenti, compreso il modello ligneo realizzato da Antonio da Sangallo il giovane che gli costò ben sette anni di lavoro. Nessuno di quei progetti mi piaceva e li criticai aspramente. Non sopportavo l’idea di vedere all’interno della basilica così tanti ambulacri che potevano dare accogliere e celare dalla vista un gran numero di crimini perpetrati sia dai prelati che da criminali senza voti.

La mia intenzione era quella di stravolgere la pianta ideando una basilica assai più compatta e senza eccessive frammentazioni dello spazio che avesse una forma non troppo dissimile da una croce greca.

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Tracciai un progetto e, dopo aver avuto l’approvazione papale, diedi il via ai lavori veri e propri. Circondato da una schiera di aiuti e in cattiva salute, feci demolire la basilica precedente e alcune parti fatte innalzare dai miei predecessori. Nel 1549 poi mi dedicai a disegnare il tamburo destinato a sorreggere il peso della grande cupola. La cupola disegnata da me aveva una forma emisferica come già il Bramante aveva deciso di realizzare ma non ogivale come invece avrebbe voluto il Sangallo.

La mia cupola si realizzò ma, in un secondo momento (1588-1590) quando oramai ero già passato da questa parte dell’esistenza non terrena, venne realizzata una seconda cupola esterna da Gian Domenico della Porta assieme all’ingegnere Domenico Fontana per risolvere al meglio alcuni problemi di stabilità che erano sorti.

La costruzione vera e propria della cupola ideata da me venne iniziata nel 1557, quando fu terminata la facciata. Ne realizzai un modello in creta e pochi anni dopo i miei aiuti, seguendo mie precise indicazioni, ne realizzarono un modello molto più dettagliato.

Per quanto riguarda la lanterna, per progettarla mi ispirai a quella fiorentina del Brunelleschi. Si ha traccia di questo spunto artistico in una lettera che scrissi al mio nipote Lionardo nella quale gli chiedevo esplicitamente di misurare la lanterna del Brunelleschi.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i sui racconti quasi quotidiani.

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The history of the dome of the Basilica of San Pietro in the Vatican

Despite having several years weighing on my back and legs, I constantly received new and important commissions. I alternated long periods of illness with intense days of work. I was forced by events to work on several projects at the same time and I did not have a moment’s respite but maybe that moment of rest I did not even want it.

The Laurentian Medicean Library, Piazza del Campidoglio in Rome and the dome of the new St. Peter’s Basilica under construction: all works done in the old age.

After the death of architect Antonio da Sangallo in 1546, Pope Paul III Farnese practically forced me to oversee the construction of the entire basilica of San Pietro. I had already accomplished the seventy-one years for a while and for those times it was a venerable age and not easily accessible. I could not take myself away from that task and moreover I worked free of charge on that great enterprise. On January 1, 1547, I was officially appointed superintendent of the construction of the Basilica of San Pietro.

Up to that moment there had been so many artists who had alternated: Bramante began on commission from Giulio II then Raffaello, Fra Giocondo and before me Giuliano da Sangallo. I took a look at the previous projects, including the wooden model created by Antonio da Sangallo, the young man who cost him seven years of work. I did not like any of those projects and criticized them harshly. I could not stand the idea of ​​seeing so many ambulatories inside the basilica that they could give and conceal from view a large number of crimes perpetrated by both the prelates and the criminals without votes.

My intention was to overturn the plant by creating a much more compact basilica and without excessive fragmentation of the space that had a shape not too dissimilar to a Greek cross.

I drew up a project and, after having received papal approval, started the actual work. Surrounded by a host of aid and in poor health, I had the previous basilica demolished and some parts had been raised by my predecessors. In 1549 I then dedicated myself to designing the drum intended to support the weight of the great dome. The dome designed by me had a hemispherical shape as already the Bramante had decided to realize but not ogival as the Sangallo would have wanted instead.

My dome was realized but, in a second moment (1588-1590) when I had already passed from this part of the non-earthly existence, a second external dome was realized by Gian Domenico della Porta together with the engineer Domenico Fontana to solve the problem. better, some stability problems that had arisen.

The actual construction of the dome designed by me was begun in 1557, when the façade was finished. I created a clay model and a few years later my aid, following my precise indications, made a much more detailed model.

As for the lantern, I was inspired by the Florentine one by Brunelleschi to design it. There is a trace of this artistic inspiration in a letter I wrote to my nephew Lionardo in which I explicitly asked him to measure Brunelleschi’s lantern.

Your always Michelangelo Buonarroti and his almost daily stories.

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