Vai al contenuto
Annunci

Il freddo che ho patito

Son qui seduto sotto la Loggia de’ Lanzi. Fa freschino oggi e quest’arietta di novembre mi riporta indietro nel tempo. ERa un giorno come quello di oggi quando sul mio conto corrente venne accreditata una bella somma: 133,5 fiorini di Reno, l’equivalente di 100 ducati camerali. Il facoltoso cardinale Jean de Billhéres-Lagraulas m’aveva appena commissionato la realizzazione della Pietà che ancora oggi potete ammirare nella basilica di San Pietro in Vaticano.

Un’opera così prestigiosa non avrei potuto ricavarla da un blocco qualsiasi reperito a Roma. Avevo proprio la necessità di recarmi sulle cave per scegliere un materiale che avesse soddisfatto al meglio le mie esigenze.

Con un decimo dell’anticipo ricevuto comprai un cavallo e mi diressi alla volta di Carrara. Fu quella la prima volta che conobbi la vita dura delle cave e dei cavatori. Quell’inverno fu davvero terribile. La neve e il gelo non lasciavano scampo. Non solo le Alpi Apuane sembravano sommerse da una coltre ghiacciata ma anche l’Arno si gelò e i bimbetti c’andavano a giocare sopra a palla.

Estrarre un blocco in quelle condizioni era impossibile. Per due mesi non ci fu verso di portare avanti in qualche modo i lavori per la Pietà e confesso che mi prese uno sgomento sì forte da lasciarmi sgomento.

Finalmente le tormente di ghiaccio e neve si placarono e riuscii a trovare un bel concio di marmo che faceva al caso mio. Sicuro che presto avrei ricevuto nuove commissioni, acquistai anche altri blocchi. Passai tutta l’estate del 1498 al porto di Ripetta per attendere i miei marmi che arrivavano direttamente dal porto di Avenza.

L’inverno seguente furono poche le volte che misi il naso fuori di casa. Dovevo realizzare la Pietà. I tempi erano stretti e dovevo stupire il mondo con qualcosa di unico. Avevo affittato un casolare malandato al prezzo di un ducato e mezzo al mese. I soldi cominciavano ad arrivare e non mi potevo certo lamentare ma mai ebbero il potere di influire sul mio stile di vita quasi ai limiti della sopravvivenza.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che ancora ha i brividi di freddo se ripensa a tutto quel gelo di quell’inverno terribile del 1497.

3296861577_b1ab36fc34

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: