Troppi angoli bui nella Basilica di San Pietro del Sangallo

Nel 1546, dopo che Antonio da Sangallo il giovane passò a miglior vita, il papa in carica quasi mi obbligò a occuparmi del progetto della nuova Basilica di San Pietro. All’inizio mi rifiutai ma poi cedetti alla sua insistenza. Le difficoltà che avrei dovuto affrontare non erano certo di poco conto e oramai ero già parecchio in là con gli anni.

La parte iniziale del progetto fu eseguita dal Bramante su commissione di papa Giulio II. A lui succedettero i più noti e promettenti artisti del tempo quali Raffaello, Fra Giocondo e Giuliano da San Gallo. Alcuni di loro erano decisamente a favore del progetto a croce latina mentre altri avrebbero una forma a croce greca.

Papa Paolo III si rivolse all’esperienza di Antonio da Sangallo il giovane nel 1535, affinché riprendesse in mano le redini del progetto. La costruzione della basilica proseguì proprio secondo il suo progetto fino alla sua morte avvenuta soli tre anni più tardi.

Avevo settantuno anni quando Paolo III mi diede in mano le redini della Basilica di San Pietro. L’età si faceva sentire ma nonostante ciò il primo gennaio del 1547 venni nominato in via ufficiale sovrintendente della costruzione della Basilica di San Pietro.

Il progetto originario del Sangallo faceva acqua da tutte le parti. Non solo era brutto ma pure poco funzionale e addirittura pericoloso. Non sopportavo il fatto che presentasse nicchie ovunque e un gran numero di ambulacri.

“Tanti angoli bui e nascosti…che offrivano l’opportunità di consumare infamie di ogni genere, come servire da rifugio ai fuorilegge…violentare le monache e commettere altri crimini, tanto che alla chiusura della chiesa sarebbero stati necessari venticinque uomini per frugare in ogni andito”

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che ideò una basilica dalla forma più compatta senza frammentare eccessivamente gli spazi interni.

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