Vai al contenuto

Ricordando il mio assistente Urbino

Quando il mio amato assistente Antonio Mini partì per la Francia nel 1530, scelsi come nuovo garzone Francesco di Bernardino d’Amadore da Casteldurante, detto Urbino. A dire il vero non era così talentuoso con i pennelli né con lo scalpello quanto il Mini ma era comunque un valido aiutante e facevo tesoro della sua compagnia.

M’aiutava quotidianamente a sbrigare le faccende di casa, lo mandavo in giro per commissioni e mi accompagnava ovunque prendendosi cura dei miei bisogni del momento.

Purtroppo lasciò questo mondo prematuramente morendo nel 1556 morì. Rimasi solo e fu dura accettare la sua non presenza, la mancanza della sua gentilezza, della sua compagnia. Trascorsi giorni frenetici e notti intere a piangerlo. Alla fine però dovetti arrendermi a non vederlo più aggirarsi per casa.

L’Urbino m’ aiutò a macinare i colori nel periodo degli affreschi del Giudizio Universale ma anche durante la realizzazione dei dipinti realizzati all’interno della Cappella Paolina, la cappella privata del Pontefice. Si occupò anche di montare le impalcature e di preparare le pareti per gli affreschi: lavori che gli fecero ottenere da papa Paolo III il titolo di “mundator picturarum Cappellarum Palatii Apostolici” in data 26 ottobre del 1543, per un compenso di 6 ducati al mese. 

Gli regalai beni di ogni sorta e quando morì aveva accumulato una fortuna pari a 2800 fiorini fra terreni e case acquistate con i danari che gli davo.

Per lui realizzai due dipinti oggi purtroppo andati perduti e gli diedi denaro a sufficienza per costruirsi un’ala adiacente alla mia casa in via Macel de’ Corvi a Roma. In questo ebbe una sorta di dependance privata dove poteva rifugiarsi quando lo desiderasse.

.. e poi ancora c’è chi insinua che son stato tirchio, poco generoso e scorbutico. Scorbutico un pochino lo son stato ma solo con chi se lo meritava! Sapete, mi occupai anche di esaudire le ultime sue volontà e divenni padrino e tutore dei suoi due figlioli. Con questi ragazzi e con la vedova Cornelia Colonnelli mantenni uno stretto rapporto, testimoniato anche dal carteggio.

Il vostro Michelangelo Buonarroti per il momento vi saluta, con questo racconto che vuol rendere onore a un caro amico, troppo presto passato a miglior vita. 

libro cappella sistina

Remembering my assistant Urbino

When my beloved assistant Antonio Mini left for France in 1530, I chose Francesco di Bernardino d ‘Amadore from Casteldurante, known as Urbino, as the new apprentice. To tell the truth he wasn’t as talented with brushes or chisels as the Mini but he was still a valid helper and I treasured his company.

He helped me daily to do the housework, sent him around on errands and accompanied me everywhere taking care of my current needs. Unfortunately he left this world prematurely dying in 1556 he died. I was alone and it was hard to accept his non-presence, the lack of his kindness, of his company. I spent frantic days and whole nights crying. In the end, however, I had to surrender to not seeing him wandering around the house again.

The Urbino M ‘helped to grind the colors in the period of the frescoes of the Last Judgment but also during the realization of the paintings realized inside the Paolina Chapel, the private chapel of the Pontiff. He also took care of mounting the scaffolding and preparing the walls for the frescoes: works that made him obtain from Pope Paul III the title of “mundator picturarum Cappellarum Palatii Apostolici” on 26 October 1543, for a fee of 6 ducats a month . I gave him goods of all sorts and when he died he had accumulated a fortune equal to 2800 florins between land and houses purchased with the money I gave him.

For him I made two paintings, unfortunately lost today, and gave him enough money to build a wing adjacent to my house in Via Macel de ‘Corvi in ​​Rome. In this he had a sort of private dependance where he could take refuge when he wished … and then again there are those who insinuate that I have been stingy, not very generous and surly. I was a little grumpy but only with those who deserved it! You know, I also took care of fulfilling his last wishes and became the godfather and guardian of his two children. With these boys and with the widow Cornelia Colonnelli I maintained a close relationship, testified also by the correspondence.

Your Michelangelo Buonarroti greets you for the moment, with this story that wants to honor a dear friend, who has passed away too soon.

Leave a Reply

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: