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Categoria: carteggio

Tornando libererete me di prigione

Tommaso, il mio amato Tommaso mi scrisse questa lettera rispondendo a una precedente mia. Io a Firenze e lui a Roma, legati con lacci invisibili ma così stretti che quasi […]

La bottega fallita

Il mi babbo e i i miei fratelli volevano aprire  una bottega e indovinate un po’ a chi chiesero le palanche? A me, ovvio. Loro però mica avevano naso per […]

L’ultima lettera di mano mia

Quella che segue è l’ultima lettera che scrissi interamente di pugno mio. Ne esiste una successiva nella quale però Daniele da Volterra mi aiutò a terminare di mettere nero su […]

Il Vari che voleva il suo Cristo Risorto

Erano già passati tre anni e sette mesi da quando Metello Vari m’aveva commissionato il Cristo Portacroce da sistemare nella chiesa di Santa Maria sopra Minerva ma ancora non avevo […]

Non lo potevo licenziare

Questa che vedete a seguire è la lettera che scrissi a Piero Gondi, il 26 gennaio del 1524. Il tema di questo scritto è una questione spinosa relativa a un […]

In cerca di servitori

Era il novembre del 1513. Mi trovavo a Roma, già da un po’ faceva freschetto e avevo bisogno di far continue commissioni fuori di casa. C’avevo da far la spesa […]

Quella cassa di disegni

Mi trovavo in quel frangente a Roma e stavo aspettando che m’arrivassero i marmi partiti dall’Avenza. Nemmeno a farlo apposta: che ci fossero stati due giorni di tempo bono di […]

Lionardo preoccupato per l’eredità

S’apprestava l’ora mia. Gli anni a pesarmi sul groppone eran già parecchi e non ero in perfetta forma. Scolpivo continuamente, fino allo sfinimento ma il fisico era stanco più della […]