Leonardo torna a Milano: alle Gallerie d’Italia arrivano i leonardeschi
Dal 27 novembre 2026 al 4 aprile 2027, Milano torna a fare i conti con uno dei suoi protagonisti più straordinari: Leonardo da Vinci. Alle Gallerie d’Italia-Milano, in Piazza Scala, la nuova grande mostra ‘Nel segno di Leonardo. Allievi e seguaci a Milano‘ accende i riflettori sul Rinascimento lombardo e su quella straordinaria generazione di artisti che seppe raccogliere, trasformare e diffondere la lezione del maestro toscano.
Curata da Arturo Galansino e Simone Facchinetti, l’esposizione promette di raccontare Leonardo da una prospettiva affascinante: non soltanto attraverso la sua opera, ma soprattutto attraverso l’eredità lasciata a Milano e la nascita di una vera e propria cultura leonardesca.
Leonardo e Milano: un incontro che ha cambiato la storia dell’arte
Quando Leonardo da Vinci arrivò a Milano nel 1482, la città era uno dei grandi centri politici e culturali dell’Italia rinascimentale. Alla corte degli Sforza trovò un ambiente capace di accogliere la sua inesauribile curiosità e di trasformarla in progetti, invenzioni, dipinti e nuove idee.
Il suo soggiorno milanese non fu soltanto una parentesi nella sua vita. Fu un momento destinato a cambiare profondamente la pittura lombarda.
Leonardo rimase a Milano fino al 1499, quando la caduta del ducato di Ludovico il Moro lo costrinse ad allontanarsi. Ma quando partì, qualcosa era ormai cambiato: attorno a lui si era formata una scuola di pittori, affascinati dalla sua ricerca sulla luce, sui volti, sui moti dell’animo e sulla resa naturalistica delle figure.
I leonardeschi
Il termine “leonardeschi” identifica gli artisti che furono influenzati direttamente o indirettamente dal linguaggio di Leonardo.
Non si trattava di semplici imitatori. Ognuno di loro interpretò la lezione del maestro secondo la propria sensibilità, contribuendo alla nascita di una delle correnti più originali del Rinascimento lombardo.
Tra i protagonisti della mostra figurano Marco d’Oggiono, Giovanni Antonio Boltraffio, Cesare da Sesto, Andrea Solario, Ambrogio de Predis e Bernardino Luini, insieme agli artisti che animavano la scena lombarda prima dell’arrivo di Leonardo.
Il risultato è un mosaico di personalità diverse, accomunate dalla volontà di confrontarsi con una rivoluzione pittorica senza precedenti.
Marco d’Oggiono, Boltraffio e gli altri allievi di Leonardo
La mostra permetterà di osservare da vicino come il linguaggio leonardesco venne reinterpretato dai suoi seguaci.
Marco d’Oggiono fu tra gli artisti più importanti della cerchia milanese di Leonardo, mentre Giovanni Antonio Boltraffio seppe trasformare la lezione del maestro in una pittura sofisticata e attenta alla resa psicologica dei personaggi.
Particolarmente importante è anche la figura di Cesare da Sesto, che contribuì alla diffusione delle novità leonardesche ben oltre i confini della Lombardia.
E poi c’è Andrea Solario, capace di sviluppare una versione raffinata ed elegante della lezione di Leonardo, e Bernardino Luini, uno dei nomi più celebri della pittura lombarda del primo Cinquecento.
Attraverso questi artisti sarà possibile comprendere quanto profondamente Leonardo abbia modificato il modo di dipingere nella Milano del Rinascimento.
Il ritorno di Leonardo a Milano
La storia non finì con la partenza del 1499. Nell’estate del 1506 Leonardo tornò a Milano, chiamato dal luogotenente di Luigi XII, Charles d’Amboise. Questa seconda stagione milanese sarebbe durata, salvo alcune interruzioni, fino al 1513.
Leonardo era ormai un artista celeberrimo, ma attorno a lui continuava a svilupparsi una nuova generazione di pittori.
Accanto ai fedelissimi Salaì e Francesco Melzi, si affermarono quelli che vengono definiti i leonardeschi della seconda generazione, tra i quali spicca Giampietrino.
È una fase fondamentale per comprendere quanto fosse ormai diventato potente il “segno” di Leonardo: un linguaggio capace di sopravvivere al maestro e di viaggiare attraverso opere, botteghe e artisti.
Da Milano all’Italia: il linguaggio di Leonardo diventa un fenomeno
Uno degli aspetti più interessanti della mostra sarà proprio la capacità di raccontare la circolazione delle idee leonardesche.
Il linguaggio elaborato da Leonardo a Milano non rimase confinato alla città. I suoi allievi e seguaci si spostarono, cercarono nuove commissioni e portarono con sé modelli, invenzioni compositive e soluzioni stilistiche.
La partenza di Leonardo nel 1499 provocò così una sorta di diaspora degli artisti della sua cerchia.
Alcuni cercarono autonomamente nuove opportunità, altri continuarono a gravitare attorno al maestro. Tra questi vi fu Francesco Napoletano, che seguì Leonardo nelle sue peregrinazioni.
Il Rinascimento lombardo diventa quindi, attraverso i leonardeschi, una storia di incontri, spostamenti e contaminazioni.
Una mostra per capire cosa resta davvero di un genio
La domanda più affascinante che questa esposizione sembra voler porre è semplice: che cosa succede quando un genio lascia una città?
Leonardo partì, ma il suo modo di guardare il mondo rimase. Rimase nei volti, nei paesaggi, nella luce, nei gesti e nelle composizioni dei pittori che avevano studiato accanto a lui.
Ed è proprio attraverso gli allievi e i seguaci che possiamo capire quanto fosse rivoluzionaria la sua pittura.
Non soltanto Leonardo, dunque, ma il mondo che Leonardo seppe creare attorno a sé.
La mostra ‘Nel segno di Leonardo. Allievi e seguaci a Milano’ sarà visitabile alle Gallerie d’Italia-Milano, in Piazza Scala, dal 27 novembre 2026 al 4 aprile 2027.
Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.
Leonardo Returns to Milan: Leonardo’s Followers Arrive at the Gallerie d’Italia
From November 27, 2026, to April 4, 2027, Milan will once again confront one of its most extraordinary figures: Leonardo da Vinci. At the Gallerie d’Italia-Milan, in Piazza Scala, the major new exhibition “In the Sign of Leonardo. Students and Followers in Milan” shines a spotlight on the Lombard Renaissance and the extraordinary generation of artists who embraced, transformed, and spread the Tuscan master’s legacy.
Curated by Arturo Galansino and Simone Facchinetti, the exhibition promises to present Leonardo from a fascinating perspective: not only through his work, but above all through the legacy he left in Milan and the birth of a true Leonardo culture.
Leonardo and Milan: an encounter that changed the history of art
When Leonardo da Vinci arrived in Milan in 1482, the city was one of the great political and cultural centers of Renaissance Italy. At the Sforza court, he found an environment capable of accommodating his inexhaustible curiosity and transforming it into projects, inventions, paintings, and new ideas.
His stay in Milan was not just a brief interlude in his life. It was a moment destined to profoundly change Lombard painting.
Leonardo remained in Milan until 1499, when the fall of the Duchy of Ludovico il Moro forced him to leave. But by the time he left, something had changed: a school of painters had formed around him, fascinated by his exploration of light, faces, emotional states, and the naturalistic rendering of figures.
The Leonardesques
The term “Leonardesques” identifies artists who were directly or indirectly influenced by Leonardo’s language.
They were not mere imitators. Each of them interpreted the master’s teachings according to their own sensibilities, contributing to the birth of one of the most original movements of the Lombard Renaissance.
Among the exhibition’s protagonists are Marco d’Oggiono, Giovanni Antonio Boltraffio, Cesare da Sesto, Andrea Solario, Ambrogio de Predis, and Bernardino Luini, along with the artists who animated the Lombard scene before Leonardo’s arrival.
The result is a mosaic of diverse personalities, united by the desire to engage in an unprecedented pictorial revolution.
Marco d’Oggiono, Boltraffio, and Leonardo’s Other Students
The exhibition will offer a close-up look at how Leonardo’s language was reinterpreted by his followers.
Marco d’Oggiono was among the most important artists in Leonardo’s Milanese circle, while Giovanni Antonio Boltraffio transformed the master’s teachings into sophisticated painting, attentive to the psychological rendering of his subjects.
Even Cesare da Sesto is particularly important, as he contributed to the spread of Leonardo’s innovations well beyond the borders of Lombardy.
And then there is Andrea Solario, capable of developing a refined and elegant version of Leonardo’s teachings, and Bernardino Luini, one of the most celebrated names in Lombard painting of the early 16th century.
Through these artists, it will be possible to understand how profoundly Leonardo changed the way of painting in Renaissance Milan.
Leonardo’s Return to Milan
The story didn’t end with his departure in 1499. In the summer of 1506, Leonardo returned to Milan, summoned by Louis XII’s lieutenant, Charles d’Amboise. This second Milanese season would last, with a few interruptions, until 1513.
Leonardo was now a celebrated artist, but a new generation of painters continued to develop around him.
Alongside the loyal Salaì and Francesco Melzi, those known as the second-generation Leonardesques emerged, among whom Giampietrino stands out.
This is a crucial moment for understanding the power of Leonardo’s “sign”: a language capable of outliving the master and traveling through works, workshops, and artists.
From Milan to Italy: Leonardo’s Language Becomes a Phenomenon
One of the most interesting aspects of the exhibition will be its ability to recount the circulation of Leonardo’s ideas.
The language developed by Leonardo in Milan was not confined to the city. His students and followers moved, seeking new commissions, and bringing with them models, compositional inventions, and stylistic solutions.
Leonardo’s departure in 1499 thus triggered a sort of diaspora of the artists in his circle.
Some sought new opportunities independently, others continued to gravitate toward the master. Among these was Francesco Napoletano, who followed Leonardo on his travels.
The Lombard Renaissance thus becomes, through Leonardo’s followers, a history of encounters, travels, and influences.
An exhibition to understand what truly remains of a genius
The most fascinating question this exhibition seems to pose is simple: what happens when a genius leaves a city?
Leonardo left, but his way of looking at the world remained. It remained in the faces, landscapes, light, gestures, and compositions of the painters who studied alongside him.
And it is precisely through his students and followers that we can understand just how revolutionary his painting was.
Not just Leonardo, then, but the world that Leonardo created around himself.
The exhibition “In the Sign of Leonardo. Students and Followers in Milan” will be open at the Gallerie d’Italia-Milan, in Piazza Scala, from November 27, 2026, to April 4, 2027.
For now, yours truly, Michelangelo Buonarroti, bids farewell and invites you to join him in future posts and on social media.

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