Il Cristo Morto che disegnai per Sebastiano del Piombo
Il disegno che vi propongo è uno studio accurato del Cristo Morto che poi cedetti a Sebastiano del Piombo per dipingere a olio su ardesia la Pietà di Ubeda, custodita oggi nel Museo del Prado di Madrid.
Si tratta di uno studio fatto dal vero, facendo posare un giovane modello.
Il torso e le braccia presentano effetti di chiaro scuro particolarmente raffinati e curati mentre le gambe, il capo e il panno che copre i genitali li lasciai meno rifiniti.
Osservando con attenzione il disegno non è da escludere che prima schizzai rapidamente la figura per intero e successivamente modellai più accuratamente il torso.
E’ uno studio eccezionale soprattutto per la qualità della resa del corpo, con quei toni che riescono a dare l’impressione della rilassatezza di un corpo morto da poco tempo e non ancora interessato dalla rigidità cadaverica.
La sensualità dell’opera anticipa quella più esplicita e prorompente dei disegni che succesivamente realizzai per il mio amato Tommaso dei Cavalieri.
Il foglio con lo studio è stato datato fra il 1532 e il 1533 e, come vi ho accennato prima, lo passai a Sebastiano del Piombo affinché lo adoperasse per dipingere la piccola pala d’altare per la chiesa di San Salvador di Ubeda, commissionatagli proprio nel 1533 e portata a termine dei anni dopo, nel 1539.
Nella resa della pittura però Sebastiano riprodusse un Cristo con un corpo meno muscoloso meno, slanciato e meno eroico di quello che avevo pensato prima e disegnato poi.
Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.
The Dead Christ that I designed for Sebastiano del Piombo
The drawing I propose to you is an accurate study of the Dead Christ which I then gave to Sebastiano del Piombo to paint the Ubeda Pietà in oil on slate, now kept in the Prado Museum in Madrid.
It is a study done from life, by having a model pose. The torso and arms present particularly refined and well-finished chiaroscuro effects, while the legs, the head and the cloth covering the genitals are less refined.
Looking carefully at the drawing, it cannot be ruled out that I first quickly sketched the entire figure and then modeled the torso more accurately.
It is an exceptional study above all for the quality of the modeling of the body, with those tones that manage to give the impression of the relaxation of a recently dead body and not yet affected by cadaveric rigidity.
The sensuality of the work anticipates the more explicit and exuberant one of the drawings that I subsequently created for my beloved Tommaso dei Cavalieri.
The sheet with the study was dated between 1532 and 1533 and, as I mentioned before, I passed it to Sebastiano del Piombo so that he could use it to paint the small altarpiece for the church of San Salvador in Ubeda, commissioned from him precisely in 1533 and completed years later, in 1539.
In the rendering of the painting, however, Sebastiano reproduced a Christ with a less muscular, slender and less heroic body than the one I had drawn.
For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you and will meet you in future posts and on social media.

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