Il Crocifisso in tiglio non finito
A Casa Buonarroti, custodito in una teca in cristallo, c’è un piccolo Crocifisso in tiglio non terminato. La sua superficie permette di vedere uno dopo l’altro i segni della sgorbia, lo strumento che si utilizza per scavare e intaglia il legno.
Nel gruppo di lettere che Lorenzo Mariottini scrisse al mi nipote Lionardo tra l’agosto e l’ottobre del 1562, è evidente che volessi scolpire un Crocifisso in legno.
Desideravo che Lionardo mi facesse forgiare e poi spedire a Roma tutti i ferri necessari per poterlo fare.
Se l’opera da scolpire fosse stata di così piccole dimensioni come il Crocifisso di Casa Buonarroti probabilmente non sarebbe stato necessario l’utilizzo di così tanti ferri forgiati di proposito.
Tenendo a mente queste considerazioni, Tolnay ipotizzò che la piccola opera fosse piuttosto uno studio per un Crocifisso di maggiori dimensioni.
Un anno e mezzo dopo sarei passato a miglior vita
Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.
The unfinished linden Crucifix
At Casa Buonarroti, kept in a crystal case, there is a small unfinished linden Crucifix. Its surface allows you to see one after the other the signs of the gouge, the tool used to dig and carve wood.
In the group of letters that Lorenzo Mariottini wrote to my nephew Lionardo between August and October 1562, it is evident that he himself wanted to carve a wooden Crucifix. I wanted Leonardo to have me forged and then sent to Rome all the tools needed to do it.
If the work to be sculpted had been as small as the Casa Buonarroti Crucifix, it would probably not have been necessary to use so many purposely forged irons. With these considerations in mind, Tolnay speculated that the small work was rather a study for a larger Crucifix.
A year and a half later I would have passed away.
For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you by making an appointment for the next posts and on social media.

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