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Il pavimento del Duomo di Milano

I pavimenti delle chiese, calpestati da centinaia di fedeli e visitatori, sono spesso degli autentici capolavori. Basta pensare al tappeto marmoreo della Basilica di San Pietro o quello del duomo di Firenze dedicato a Santa Maria de Fiore per avere un’idea di quanta ricchezza di ingegno ci possiamo ritrovare sotto i piedi. E che dire dei mirabolanti pavimenti della Cattedrale di Siena o della Concattedrale di Malta?

Non meno degno di nota è il superbo pavimento del Duomo di Milano, realizzato su disegno originale di Pellegrino Tibaldi. La sua messa in posa fu avviata nel 1584 e portata a termine con alcune variazioni solo recentemente, nel 1940.

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Il disegno base della pavimentazione del Duomo di Milano è caratterizzata da una formella quadrata di marmo rosato di Candoglia con all’interno un disegno geometrico a tema floreale che si ripete in forma sfalsata. Al centro si vede una sorta di rosa grande con conchiglie a pettine e altri motivi floreali disposti ai vertici del quadrato.

I marmi adoperati sono esclusivamente di tre tipologie: come accennato compare il marmo rosa di Candoglia con intarsi di lastrine sagomate in marmo nero di Varenna in provincia di Como e rosso d’Arzo del Canton Ticino.

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Le prime notizie storiche che si hanno della pavimentazione del duomo di Milano risalgono al 1392 quando fu dato l’ordine di terminare la pavimentazione in mattoni a partire dal fondo del coro fino all’ingresso che portava probabilmente si apriva in Santa Maria Maggiore.

Pochi anni dopo, nel 1404, il lavoro fu affidato a Marco Corona che ultimò il pavimento della sacrestia settentrionale con marmo rosa dolce di Candoglia intarsiato con disegni geometrici in broccatello rosso e marmo nero.

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Nel 1404 fu affidato a Marco da Carona che completò il pavimento della sacrestia settentrionale in marmo rosa dolce di Candoglia con intarsi a disegno geometrico in marmo nero e broccatello rosso.

Solo dopo le disposizioni emanate da San Carlo proprio per il decoro della sontuosa Cattedrale, il 24 luglio 1567, fu commissionato a Pellegrino Pellegrini detto Tibaldi, il disegno per l’intera decorazione del pavimento in marmo.

Il pavimento messo in posa secondo il progetto di Pellegrino Tibaldi fu però realizzato materialmente a partire dal 1584 successivamente, fra il 1914 e il 1920, fu sottoposto a un importante rifacimento voluto da Luca Beltrami.

Con il passare degli anni infatti, il continuo calpestio delle persone usura rapidamente il marmo di Candoglia rispetto ai marmi colorati più duri e resistenti e si vengono a creare delle incavature che a lungo andare possono addirittura provocare il distacco vero e proprio degli intarsi.

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Camminando in alcune zone del Duomo di Milano infatti si sentono proprio sotto i piedi i marmi colorati rimasti in rilievo rispetto al bianco di Candoglia.

Insomma, la prossima vola che entrate nel duomo di Milano, oltre ad osservare le sculture che lo caratterizzano, rimanere abbagliati dalla sua imponenza e osservare i giochi di luce che creano le vetrate illuminate dal sole, osservate anche il suo interessante pavimento.

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Il libro

Se siete alla ricerca di un libro interessante che vi consenta di andare indietro nel tempo e scoprire come sia stato possibile costruire il duomo di Milano e soprattutto comprende come siano stati finanziati tutti quei lavori colossali, vi consiglio il libro Costruire cattedrali. Il popolo del Duomo di Milano a cura di Martina Saltamacchia.

 L’autrice Saltamacchia dimostra come non al duca, ma al popolo milanese si debba la quasi totalità delle entrate per la costruzione del Duomo, fatte soprattutto da migliaia di modeste offerte di povera gente. Dai lunghi elenchi di donazioni spuntano incredibili storie di uomini e donne mossi a commoventi atti di carità: la prostituta Marta che, convertita, abbandona il bordello, Marco, il ricco mercante che dona tutto e vive poi poveramente fino alla morte, il capitano delle armi Alessio, per citarne alcuni.

Il libro lo trovate QUA.

Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

The floor of the Milan Cathedral

The floors of churches, trampled by hundreds of faithful and visitors, are often authentic masterpieces. Just think of the marble carpet of St. Peter’s Basilica or that of the Florence cathedral dedicated to Santa Maria de Fiore to get an idea of how much wealth of ingenuity we can find under our feet. And what about the amazing floors of the Cathedral of Siena or the Co-Cathedral of Malta?

No less noteworthy is the superb floor of the Duomo of Milan, created from an original design by Pellegrino Tibaldi. Its installation was started in 1584 and completed with some variations only recently, in 1940.

The basic design of the flooring of the Milan Cathedral is characterized by a square tile of pink Candoglia marble with a floral-themed geometric design inside that is repeated in an offset form. In the center we see a sort of large rose with scalloped shells and other floral motifs arranged at the top of the square.

The marbles used are exclusively of three types: as mentioned, the pink Candoglia marble appears with inlays of shaped slabs in black Varenna marble in the province of Como and red d’Arzo marble in the Canton of Ticino.

The first historical information we have of the flooring of the Milan cathedral dates back to 1392 when the order was given to finish the brick flooring starting from the back of the choir up to the entrance which probably led to Santa Maria Maggiore.

A few years later, in 1404, the work was entrusted to Marco Corona who completed the floor of the northern sacristy with soft pink Candoglia marble inlaid with geometric designs in red brocatelle and black marble.

In 1404 it was entrusted to Marco da Carona who completed the floor of the northern sacristy in soft pink Candoglia marble with geometric design inlays in black marble and red brocatelle.

Only after the provisions issued by San Carlo for the decoration of the sumptuous Cathedral, on 24 July 1567, was Pellegrino Pellegrini known as Tibaldi commissioned to design the entire decoration of the marble floor.

The floor laid according to Pellegrino Tibaldi’s project, however, was materially realized starting from 1584 and subsequently, between 1914 and 1920, it underwent an important renovation commissioned by Luca Beltrami.

In fact, over the years, the continuous trampling of people quickly wears out the Candoglia marble compared to the harder and more resistant colored marbles and hollows are created which in the long run can even cause the actual detachment of the inlays.

Walking in some areas of the Duomo of Milan, in fact, you can feel the colored marbles left in relief with respect to the white of Candoglia right under your feet.

In short, the next time you enter the cathedral of Milan, in addition to observing the sculptures that characterize it, being dazzled by its grandeur and observing the play of light that creates the windows illuminated by the sun, also observe its interesting floor.

For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you by making an appointment for the next posts and on social media.

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