Caravaggio arriva al Senato: il Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini in mostra fino al 21 giugno
Il Senato della Repubblica apre le porte a uno dei più importanti acquisti culturali degli ultimi anni. È stato inaugurato a Palazzo della Minerva il percorso espositivo dedicato al Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini di Caravaggio, opera recentemente acquisita dallo Stato italiano e visitabile gratuitamente fino al 21 giugno senza necessità di prenotazione.
L’iniziativa rientra nelle celebrazioni per gli 80 anni della Repubblica e rappresenta un passaggio simbolico nel progetto di valorizzazione del patrimonio artistico nazionale promosso dal Ministero della Cultura. Dopo l’Ecce Homo di Antonello da Messina, anche il dipinto del Merisi approda negli spazi istituzionali del Senato, rafforzando il dialogo tra arte, memoria storica e accessibilità pubblica.
Il Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini torna nel cuore della storia barberiniana
Acquistato sul mercato lo scorso marzo, il dipinto sarà destinato alle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Palazzo Barberini, ricomponendo così il legame storico tra Caravaggio e la committenza della famiglia Barberini.
L’opera è considerata uno dei rarissimi ritratti autonomi attribuiti con certezza al maestro lombardo. La tradizione critica colloca la sua esecuzione intorno al 1599, nel momento in cui Caravaggio stava consolidando la propria fama nella Roma tra Cinque e Seicento.

Lo storico dell’arte Giuseppe Porzio ha definito l’approdo del quadro alle Gallerie Nazionali “un risarcimento storico”, ricordando come il dipinto fosse stato restituito a Caravaggio da Roberto Longhi nel 1963 dopo decenni di scarsa accessibilità agli studiosi.
Secondo Longhi, il volto di Maffeo Barberini si protende verso lo spettatore “nella sua verità quasi aggressiva”, trasformando il ritratto in qualcosa di più di una semplice rappresentazione celebrativa. È qui che emerge uno degli aspetti più moderni del linguaggio caravaggesco: il ritratto diventa azione, tensione narrativa, “rappresentazione di dramma in nuce”.
La mostra al Senato e il legame di Caravaggio con Palazzo Madama
L’esposizione riallaccia anche un legame diretto tra Caravaggio e i luoghi oggi occupati dal Senato. Negli anni romani, infatti, Michelangelo Merisi visse presso il cardinale Francesco Maria del Monte, residente proprio a Palazzo Madama.
L’area compresa tra piazza Madama, piazza Navona e la chiesa di San Luigi dei Francesi fu uno dei centri nevralgici della sua attività artistica e delle sue frequentazioni. Accanto alla tela sono esposti anche documenti e fonti archivistiche che testimoniano la presenza del pittore in questo contesto urbano e sociale.
La mostra assume quindi un valore che va oltre l’esposizione di un capolavoro: restituisce al pubblico un frammento autentico della Roma di Caravaggio, nel cuore stesso delle istituzioni italiane.

Fino al 21 giugno il pubblico potrà ammirare gratuitamente uno dei volti più intensi della pittura caravaggesca, in un contesto istituzionale che diventa, per l’occasione, spazio di incontro tra patrimonio, storia e identità nazionale.
Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.
Caravaggio arrives at the Senate: the Portrait of Monsignor Maffeo Barberini on display until June 21
The Senate of the Republic opens its doors to one of the most important cultural acquisitions of recent years. An exhibition dedicated to Caravaggio’s Portrait of Monsignor Maffeo Barberini, a work recently acquired by the Italian State, has opened at Palazzo della Minerva. The exhibition is open to the public free of charge until June 21, with no reservation required.
The initiative is part of the celebrations for the 80th anniversary of the Republic and represents a symbolic step in the project to enhance the national artistic heritage promoted by the Ministry of Culture. Following Antonello da Messina’s Ecce Homo, the painting by Caravaggio has also arrived in the institutional spaces of the Senate, strengthening the dialogue between art, historical memory, and public accessibility.
The Portrait of Monsignor Maffeo Barberini Returns to the Heart of Barberini’s History
Purchased on the open market last March, the painting will be sent to the National Galleries of Ancient Art in Palazzo Barberini, thus reestablishing the historical link between Caravaggio and the patronage of the Barberini family.
The work is considered one of the very rare independent portraits definitively attributed to the Lombard master. Critical tradition places its execution around 1599, at a time when Caravaggio was consolidating his fame in Rome between the 16th and 17th centuries.
Art historian Giuseppe Porzio called the painting’s arrival at the National Galleries “a historic reconciliation,” noting that the painting was returned to Caravaggio by Roberto Longhi in 1963 after decades of limited access to scholars.
According to Longhi, Maffeo Barberini’s face leans toward the viewer “in its almost aggressive truth,” transforming the portrait into something more than a simple celebratory representation. It is here that one of the most modern aspects of Caravaggio’s language emerges: the portrait becomes action, narrative tension, “a representation of drama in embryo.”
The exhibition at the Senate and Caravaggio’s connection with Palazzo Madama
The exhibition also re-establishes a direct connection between Caravaggio and the spaces now occupied by the Senate. During his Roman years, Michelangelo Merisi lived with Cardinal Francesco Maria del Monte, who resided in Palazzo Madama.
The area between Piazza Madama, Piazza Navona, and the church of San Luigi dei Francesi was one of the focal points of his artistic activity and social life. Alongside the canvas, documents and archival sources are also displayed, testifying to the painter’s presence in this urban and social context.
The exhibition thus takes on a value that goes beyond the display of a masterpiece: it offers the public an authentic fragment of Caravaggio’s Rome, in the very heart of Italian institutions.
Until June 21st, the public will be able to admire one of the most intense aspects of Caravaggio’s painting for free, in an institutional setting that becomes, for the occasion, a space for heritage, history, and national identity to meet.
For now, yours truly, Michelangelo Buonarroti bids farewell and looks forward to seeing you in future posts and on social media.

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