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L'incredibile storia Villa di Torre a Cona: rifugio per le opere mie

Avete mai sentito parlare della Villa di Torre a Cona? E’ una delle ville più grandi presenti sul territorio fiorentino che deve il suo nome alla torre di epoca medievale che la caratterizza.

Fu fatta edificare attorno alla più antica torre dalla famiglia Rinuccini alla fine del Settecento che poi la cedettero ai marchesi Trivulzio di Milano noon troppi anni dopo.

Perché oggi vi parlo di questa grande villa? Ebbene, svolse un ruolo fondamentale fondamentale per la salvaguardia di alcune opere mie ma anche di altri grandi artisti durante la Seconda Guerra Mondiale.

Vi racconto le cose dal principio, sedetevi comodi.

Lo scoppio della Guerra nel 1940 aveva messo in allarme i soprintendenti dei musei italiani. In fretta e in furia ma con una lucidità sorprendente, stavano trasferendo le collezioni d’arte lontano dai centri cittadini per sottrarle ai bombardamenti ma anche dalle depredazioni sistematiche naziste.

Giuseppe Poggi e i suoi numerosi collaboratori in due settimane riuscirono a far uscire dai musei fiorentini circa seicento opere, nascondendole in palazzi privati. Gli spostamenti seguirono anche nelle settimane successive per tentare di tutelare il patrimonio artistico.

La cosa si complicava quando le opere erano talmente grandi e pesanti che spostarle diveniva un’azzardo troppo grande. Così attorno al David ma anche ai Prigioni e al San Matteo presenti nella Galleria dell’Accademia, furono costruite delle ogive in muratura per proteggerle nel caso di un bombardamento.

L’autunno del 1942 vide un pauroso intensificarsi dei bombardamenti sulle città italiane e i sopritendenti ricevettero l’ordine di evacuare altri beni rimasti nelle città. Le opere che ancora erano posizionate nelle chiese e rimaste nei musei furono catalogate secondo il periodo storico e spostate a gruppi.

Le sculture mie rimaste fino ad allora nella Sagrestia Nuova, furono portate per l’appunto nella Villa Torre a Cona ma non solo. Sempre nella stessa villa trovò rifugio tutto il contenuto di Casa Buonarroti con le lettere, i disegni ma anche i bozzetti e le opere giovanili della Battaglia dei Centauri e la Madonna della Scala.

Oltre alle opere mie e all’archivio di Casa Buonarroti, nella villa furono nascoste opere meravigliose del Verrocchio, di Donatello, di Lorenzo Monaco ma anche dei della Robbia. Fu proprio fra queste mura che venne accolto il Trittico Portinari di Hugo van der Goes, oggi agli Uffizi.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi quotidiani racconti.

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