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L’Adorazione dei Magi di Filippino Lippi

L’Adorazione dei Magi del Filippino ha una storia assai travagliata alle spalle. Tutto ebbe inizio con la commissione di un’Adorazione commissionata a Leonardo da Vinci nel 1481 dai frati agostiniani, canonici della chiesa di San Donato a Scopeto a Firenze. Il contratto stabiliva la pala d’altare fosse portata a termine entro dodici mesi.

Leonardo però prima dell’estate dell’anno successivo già era partito alla volta della Francia lasciando la tavola allo stato di abbozzo o poco più. Oggi quell’Adorazione dei Magi lo potete ammirare nella Galleria degli Uffizi.

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Fatto sta che quindici anni dopo ancora la chiesa di Scopeto non aveva la sua pala d’altare. I reggenti commissionarono il medesimo soggetto a Filippino Lippi. Il pittore non perse tempo e si mise al lavoro riuscendo a terminare il dipinto il 29 marzo del 1496 come scrisse lui stesso sul verso Filippus me pinsit de Lipis florentinus addi 29 di marzo 1496”.

Nell’ottobre del 1529 la chiesa fu rasa al suolo come furono abbattuti tutti gli altri edifici che avrebbero potuto essere usati dalle truppe imperiali che minacciavano Firenze.

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L‘Adorazione dei Magi però fu salvata ed entrò a far parte delle collezioni del cardinale Carlo de’ Medici. Dopo la sua morte l’opera passò direttamente alle raccolte granducali ovvero il nucleo di base degli Uffizi.

I personaggi raffigurati

Nell’Adorazione dei Magi, alle spalle di San Giuseppe, si vede un gruppo di persone che il Vasari cita come “indiani e mori in abiti stranamente acconci”. Rappresentano i pagani accorsi da ogni dove per vedere e omaggiare il Bambino appena venuto alla luce. A questo gruppo appartengono anche i tre Re Magi in primo piano.

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Sempre in primo piano nella parte destra del dipinto si vede Piero del Pugliese che probabilmente fece da intermediario fra i monaci, il Filippino e i Medici.

Nel gruppo di sinistra Filippino volle includere alcuni esponenti della casata Medici del ramo dei popolani, che aveva aderito alle teorie di Savonarola. Il vecchio inginocchiato riccamente abbigliato con una veste gialla bordata di ermellino che stringe a sé l’astrolabio è Pier Francesco di Lorenzo, nipote di Cosimo il Vecchio.

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Alle sue spalle si distinguono i suoi due figli Lorenzo mentre viene incoronato signore di Piombino e Giovanni il Popolano vestito di verde che regge il vaso, genero del Magnifico che poi sposò Caterina Sforza.

Sullo sfondo si intravede un paesaggio campestre e diverse scene del corteo dei Re Magi come l’avvistamento della stella cometa e il passaggio dal palazzo di Erode.

Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

The Adoration of the Magi by Filippino Lippi

The Filipino Adoration of the Magi has a very troubled history behind it. It all began with the commission of an Adoration commissioned from Leonardo da Vinci in 1481 by the Augustinian friars, canons of the church of San Donato a Scopeto in Florence. The contract stipulated that the altarpiece be completed within twelve months.

However, before the summer of the following year, Leonardo had already left for France, leaving the table in a rough state or a little more. Today that Adoration of the Magi you can admire it in the Uffizi Gallery.

The fact is that fifteen years later the church of Scopeto did not have its altarpiece. The regents commissioned the same subject from Filippino Lippi. The painter wasted no time and set to work managing to finish the painting on March 29, 1496, as he himself wrote on the verse “Filippus me pinsit de Lipis florentinus on March 29, 1496”.

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In October 1529 the church was razed to the ground as were all the other buildings that could have been used by the imperial troops who threatened Florence.

However, the Adoration of the Magi was saved and became part of the collections of Cardinal Carlo de ‘Medici. After his death, the work passed directly to the Grand Ducal collections or the basic nucleus of the Uffizi.

The characters depicted

In the Adoration of the Magi, behind St. Joseph, we see a group of people whom Vasari mentions as “Indians and Moors in strangely suited clothes”. They represent the pagans who flocked from all over to see and pay homage to the Child who has just come to light. The three Magi in the foreground also belong to this group.

Also in the foreground on the right side of the painting is Piero del Pugliese who probably acted as an intermediary between the monks, the Filippino and the Medici.

In the left-wing group Filippino wanted to include some members of the Medici family of the commoners branch, which had adhered to Savonarola’s theories. The kneeling old man richly dressed in a yellow robe bordered with an ermine that holds the astrolabe to himself is Pier Francesco di Lorenzo, nephew of Cosimo the Elder.

Behind him, Lorenzo’s two sons can be distinguished while he is crowned lord of Piombino and Giovanni il Popolano dressed in green holding the vase, son-in-law of the Magnificent who later married Caterina Sforza.

In the background you can glimpse a rural landscape and several scenes of the procession of the Magi such as the sighting of the comet and the passage from Herod’s palace.

For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you by giving you an appointment at the next posts and on social networks.

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