Sulle ali degli angeli e il cartonetto dell’Annunciazione

Tempo fa un lettore mi scrisse, dopo aver letto il post Angeli Senza Ali, che in realtà qualche angelo con alucce lo disegnai. A riprova di quanto sostenuto mi inviò qualche foto estrapolata da testi che presumo parlassero dei miei tanti lavori. Ebbene, mettendo da parte il fatto che nel post nemmeno menzionai i disegni, di quelli con le ali attribuiti a me non ce ne sono.

Già vi sento bofonchiare. Certo, ce n’è qualcuno ma la loro attribuzione è stata messa fortemente in discussione non da un qualsiasi biroldo ma da Charles del Tolnay. Dovete sapere che del Tolnay ha dedicato quasi tutta la vita a studiare l’opera mia e in maniera particolare i disegni. Quello che ha scritto e detto lui suoi disegni miei è divenuta una sorta di Bibbia che non può non essere considerata attendibile. Probabilmente anche nelle sue attribuzioni ci potrebbero essere delle imprecisioni, errori o datazioni non perfette ma non so se al mondo attualmente ci sia qualcuno che ha conoscenze maggiori di del Tolnay per poter togliermi o darmi l’attribuzione di un disegno.

Fatta questa lunga premessa vi propongo uno dei disegni con tanto di angelo alato attribuito a me dal Wilde ma fortemente messo in discussione da Charles del Tolnay. Si tratta del cartonetto dell’Annunciazione appartenente alle collezioni degli  Uffizi.

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Il foglio è formato da tre pezzi di carta ingiallita incollati fra di loro mentre il disegno è tracciato a carboncino nero.  Viene citato anche dal Vasari che lo riporta come un cartonetto eseguito per Marcello Venusti il quale lo adoperò per dipingere la tavola dell’Annunciazione per San Giovanni in Laterano.

Per realizzare il soggetto con molta probabilità l’ispirazione fu tratta da un sonetto della mia amica Vittoria Colonna: “che in quel virgineo cor sì ben s’impresse”.

La Madonna è in piedi dinnanzi al leggio e con le braccia aperte accoglie la Concezione. La scollatura dell’abito ricorda quella della Vergine nel Tondo Doni mentre la complicata acconciatura in qualche modo ricorda quelle che caratterizzano alcune Teste Divine.

L’angelo non arriva dall’alto ma entra correndo da una porta che si trova sul retro appena accennata. Con la mano sinistra sorregge un lembo di abito che forse già fa da culla al Bambino in arrivo.

La composizione generale, alcune caratteristiche che riportano direttamente al mio modo di realizzare le figure come l’idea di base, le posizioni di entrambe le mani dell’angelo annunciante e altri particolari non possono che far pensare a un lavoro mio. Tuttavia osservando a distanza ravvicinata il disegno si nota che i vari passaggi fra il chiaro e lo scuro sono molto secchi, che la forma del piede sinistro dell’angelo e che le mani di entrambi i soggetti non sono così ben condotte come ero solito fare io.

Dunque di chi è questo disegno? Probabilmente si tratta di una copia tratta da un mio disegno.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e le sue discussioni sui disegni

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E-book: guida alle mie opere a Firenze

Vi annuncio che a partire da adesso potete acquistare anche la versione e-book del libro Michelangelo Buonarroti: guida alle mie opere fiorentine.

A fronte di una spesa di pochi euro, potrete avere sempre a portata di mani una guida esaustiva, dettagliata e completa relativa a tutte le mie opere presenti nella città di Firenze. Acquistate qui la versione e-book o, se preferite, quella cartacea: a voi la scelta.

Il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta lasciandovi l’introduzione della guida:

Di guide in giro su Firenze ce ne sono tante, per tutti i gusti e scritte in tutte le lingue del mondo. Avete però mai desiderato di passeggiare per le strade e per i musei più importanti di Firenze in compagnia di Michelangelo Buonarroti? In questa guida Michelangelo vi racconterà i suoi capolavori presenti in città raccontandovi la loro storia, le loro peculiarità e qualche aneddoto che forse ancora non conoscevate. Dal celeberrimo David all’Apollo, dal Tondo Doni al Tondo Pitti, dal Genio della Vittoria al Duca di Nemours e molto altro ancora. Avventuratevi fra queste pagine alla scoperta delle opere fiorentine del genio rinascimentale che fece della malinconia la sua allegrezza”

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Prima domenica del mese: musei statali gratis

Oggi, 5 marzo, è la prima domenica del mese. Approfittate di questa giornata per andare a visitare senza pagare nemmeno un fiorino i musei statali o le aree archeologiche che vi stanno a cuore, quelli che non avete mai visto e quelli che nonostante li abbiate visti tante volte, ancora non smettono di stupirvi ed emozionarvi.

Regalatevi una giornata in mezzo alla bellezza per ristorare l’anima e concedervi un momento di pausa in mezzo a meravigliose opere.

Ancora in casa? Uscite e tornate solo stasera un po’ più ricchi di prima.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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Alcuni dettagli sul Tondo Doni che forse non conoscete

Il Tondo Doni è l’unica opera pittorica su supporto mobile data per certa mia. Esistono altre tavole dipinte attribuite a me ma ci sono pareri contrastanti in merito come ad esempio la Madonna di Manchester o la Pietà per Vittoria Colonna. Questo dipinto mi fu commissionato da Agnolo Doni in concomitanza con il suo matrimonio con Maddalena Strozzi o forse in occasione della nascita dei suoi figli. A ereditare per primo l’opera fu Giovan Battista Doni, uno dei figli della coppia. Da lì in poi l’opera passerà di mano in mano fino ad arrivare alla Galleria degli Uffizi.

Il Tondo Doni però, il 19 Giugno del 1940, con parecchia preoccupazione venne fatto uscire dalla Galleria per essere nascosto nella Villa Medicea di Poggi a Caiano con l’intenzione di metterlo al sicuro durante la Seconda Guerra Mondiale. Pochi mesi dopo, il 23 ottobre del 1940, venne nascosto nel Castello di Poppi, considerato un luogo inespugnabile anche se poi non fu così. L’opera rientrò nel Deposito degli Uffizi il 10 Giugno del 1495 e fu ricollocata nella Galleria qualche anno più tardi ovvero il 24 giugno del 1948.

L’attentato di Via de’ Georgofili del 27 maggio del 1993 avrebbe potuto distruggere per sempre o danneggiare in maniera importante l’opera come avvenne per altri importanti capolavori. Se si salvò fu grazie al vetro anti proiettili che dal 1985, dopo il suo restauro, fu collocato a protezione del Tondo.

L’opera nel corso della storia è stata sottoposta a due restauri importanti: uno nel 1984 effettuato da Ezio Bussegoli, durato un anno e mezzo, e l’altro nel 2003 per mano di Celesia.

Se volete vedere il Tondo Doni in alta definizione e ingrandire i particolari che vi interessa osservare a distanza ravvicinata, cliccate qui. L’azienda di Novara Haltadefinizione, su concessione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, ha riprodotto l’opera a una definizione 1600 volte superiore  a quella di una comune macchina fotografica.

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Le meraviglie celebri e meno note di Firenze

Firenze è una delle poche città che potete visitare una volta ogni due giorni e sempre sarà in grado di sorprendervi con qualcosa che ancora non avevate visto, che non avevate visitato prima.

Dagli affreschi di Masaccio e Masolino nella Cappella Brancacci alla Tribuna della Galleria degli Uffizi, dalla sorprendete galleria di arte moderna di Palazzo Pitti all’incantevole Giardino di Boboli. E poi c’è la superba Santa Maria del Fiore con il campanile di Gitto, la cupola del Brunelleschi, il Battistero di san Giovanni e l’attiguo Museo dell’Opera del Duomo che fra poco riaprirà i battenti al pubblico in una veste completamente rinnovata.

Che dire della Galleria dell’Accademia? Lì ci sono i miei prigioni, il David e meravigliose opere di altri artisti che ha Firenze hanno lasciato il segno.

Il Bargello e le sue opere, casa mia in via Ghibellina e quella di Dante. Come si può resistere alla tentazione di visitare in lungo e in largo una città che ha avuto in dote dal passato un’eredità unica al mondo?

Certo Roma è meravigliosa ma Firenze le tiene testa eccome! Se poi volete rilassarvi e sedervi ad ammirare tutto quello che vi circonda, andate al Giardino delle Rose.Per chi invece preferisce scoprire qualcosa poco noto, c’è il giardino Torrigiani. si trova fra le antiche mura di viale Petrarca e via dei Serragli ed è stato concepito in chiave massonica. Sei ettari di verde creati da Digny dove non mancano statue allegoriche e suggestive costruzioni. Poi c’è il parco del museo Stibbert, accessibile gratuitamente e suddiviso in tre parti: quella romantica, quella botanica e quella dedicata alle simbologie esoteriche strettamente legate alla massoneria.

Firenze vi aspetta con le sue meraviglie. Appena passate di qua ricordatevi di venire a salutarmi presso la mia dimora eterna. Mi trovate nella Chiesa di Santa Croce, assieme ad altri personaggi passati a miglior vita dei tempi andati. Vi aspetto lì, portatemi un pensiero.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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Parco Stibbert

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Giardino Torrigiani

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Ricostruzione della Fontana di Sala Grande di Bartolomeo Ammannati, Museo del Bargello