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La Colonna Traiana

La Colonna Traiana è uno dei simboli più iconici di Roma. Fu eretta su ordine dell’imperatore Traiano nel lontano 113 d.C con lo scopo di celebrare le sue imprese in Dacia, l’attuale Romania.

La Colonna Traiana è uno dei rari monumenti romani arrivati pressoché intatti fino ai vostri giorni. È alta 29 metri più 6 di base, arrivando a sfiorare 35 metri: quanto un edificio di 12 piani. Si tratta della prima colonna coclide eretta a Roma, ovvero con le decorazioni che si avvolgono a spirale per tutto il fusto, seguita poi da quella di Marco Aurelia innalzata nel 192 sempre nella città eterna.

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Fu pensata e progettata dall’architetto Apollodoro di Damasco. Eretta nel cuore di Roma, nei Fori Imperiali, è formata da 18 rocchi monolitici in pregiato marmo di Carrara incastrati gli uni agli altri talmente bene, che a distanza di oltre 1900 anni, invasioni e terremoti, la Colonna Traiana è ancora al suo posto. I blocchi di marmo hanno hanno un diametro di quasi 4 metri per un peso approssimativo di 40 tonnellate ciascuno.

La spirale che la decora esegue 23 giri prima di arrivare all’apice della colonna. Se la svolgessimo ci troveremmo dinnanzi a una sorta di pellicola cinematografica lunga 220 metri con la narrazione delle campagne militari di Traiano contro i Daci, condotte per rendere più stabili i confini dell’Impero Romano sulle sponde del Danubio.

Per correggere la deformazione prospettica che si ha verso l’alto, il fregio diventa mano a mano più alto andando verso il vertice: da un minimo do 0,89 centimetri nella parte più attigua alla base a un massimo di 1,25 metri all’apice.

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L’interno cavo della colonna

L’interno della colonna è cavo e contiene una scala a chiocciola con 185 gradini che porta alla sommità. Anche Goethe nel 1787, durante il suo soggiorno romano, ebbe modo di percorrere la scala e arrivare fino alla cima.

Salii verso sera sulla Colonna Traiana, da cui si gode un panorama incomparabile. Visto da lassù, al calar del sole, il Colosseo sottostante si mostra in tutta la sua imponenza; vicinissimo è il Campidoglio, più addietro il Palatino e il rimanente della città. Poi, a tarda ora, tornai a casa passeggiando lentamente per le vie. Un luogo straordinario è la Piazza di Monte Cavallo con l’obelisco. – Goethe –

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La colonna traiana come mausoleo

Oltre a celebrare la conquista della Dacia, la Colonna Traiana aveva anche un altro scopo ben preciso. Sarebbe divenuta infatti il mausoleo dell’imperatore che la commissionò.

Dopo la morte di Traiano avvenuta l’8 agosto del 117, all’interno della camera funeraria posta alla base della colonna fu messa un’urna dorata, oggi scomparsa, contenente le sue ceneri e quelle della moglie Plotina. Poco dopo sulla sommità fu posta una scultura un bronzo dorato che poi andò perduta nel corso del Medioevo.

Papa Sisto V, fra il 1585 e il 1590, pensò di rimpiazzare l’opera mancante in bronzo con una nuova di zecca raffigurante San Pietro. L’opera venne collocata lassù dove ancora oggi è il 28 settembre del 1587 sotto la guida di Domenico Fontana.

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I rilievi della Colonna Traiana

Sono 2500 i personaggi scolpiti lungo il fusto della colonna. Pensate che l’imperatore Traiano viene ritratto addirittura 59 volte nelle 154 scene che si susseguono una dopo l’altra.

Nella parte inferiore della colonna viene raffigurata la prima campagna nella Dacia fra il 101 e il 102 mentre nella parte superiore è stata scolpita a bassorilievo la narrazione della seconda, combattuta fra il 105 e il 106. Le sezioni sono separate fra di loro dalla personificazione della vittoria.

Un tempo tutta la colonna come altre opere in marmo romane, era interamente dipinta ma lo scorrere del tempo s’è portato ogni traccia di colore. Siamo talmente abituati a vedere i marmi bianchi che non ci si pensa quasi mai ma un tempo le opere in marmo erano dipinte con ocra, cinabro, minio e altri pigmenti.

Il fregio della Colonna Traiana ha permesso agli storici di ottenere un gran numero di informazioni sull’esercito romano dell’epoca. Se oggi infatti sappiamo come fossero armati i legionari, che aspetto avessero, le loro tecniche di battaglia e altri dettagli, lo dobbiamo proprio alla narrazione immortalata nel marmo.

SENATVS·POPVLVSQVE·ROMANVS
IMP·CAESARI·DIVI·NERVAE·F·NERVAE
TRAIANO·AVG·GERM·DACICO·PONTIF
MAXIMO·TRIB·POT·XVII·IMP·VI·COS·VI·P·P·
AD·DECLARANDVM·QVANTAE·ALTITVDINIS
MONS·ET·LOCVS·TANT<…>IBVS·SIT·EGESTVS

Questa è l’incisione scritta a leggere maiuscole quadrate romane che si legge sulla base che più o meno recita così in italiano “Il Senato e il popolo romano, all’ imperatore Cesar Nerva Trajano Augusto Germánico Dacico, figlio del divino Nerva, Pontefice massimo, tribuno per la diciassettesima volta, imperatore per la sesta volta, console per la sesta volta, padre della patria, per mostrare l’altezza della montagna e il luogo scavato con sforzi tanto grandi.” Secondo questa antica iscrizione, la colonna raggiuge la stessa altezza che aveva la collina che era situata in quel luogo.

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Curiosità

Napoleone III, fra il 1861 e il 1862, volle fossero realizzati dei calchi in gesso di tutti i rilievi della Colonna Traiana. Oggi è possibile vedere questi calchi allineati presso il Museo Nazionale Preistorico Etnografico Pigorini di Roma.

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