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Cosimo I a cavallo in Piazza della Signoria

Ero già morto e stecchito quando Ferdinando I de’ Medici chiese al Giambologna di realizzare un’opera in bronzo per celebrare la memoria del su babbo Cosimo I, Granduca di Toscana.

La commissione

Correva l’anno 1587 e ben dopo quindici anni dalla morte di Cosimo I, il su figliolo volle omaggiarlo con un’opera realizzata da uno degli scultori in voga a Firenze in quel momento: il fiammingo Jean de Boulogne che in città lavorava da parecchio tempo.

Era arrivato a Firenze nel 1552, ospitato dal ricco e colto Bernardo Vecchietti. Fu proprio lui a introdurlo alla corte dei Medici. All’inizio fu dura farsi spazio: la concorrenza era agguerritissima. Pensate che in quel frangente c’erano il Bandinelli che tanto faceva orrore a me quanto piaceva a Cosimo I e alla su moglie ma anche grande Cellini che da poco aveva terminato il suo Perseo.

Quando gli fu commissionata la statua equestre di Cosimo I oramai aveva già realizzato i suoi più grandi capolavori come il Mercurio e il Ratto delle Sabine. Era ormai un artista affermato e molto apprezzato.

La lavorazione

Per realizzare la più grande scultura in bronzo che mai fosse stata ultimata in città, il Giambologna dovette creare una fonderia di grandi dimensioni capaci di accogliere tanta maestosità. Prese probabilmente ispirazione dal monumento equestre del Gattamelata di Donatello che si trova a Padova ma anche dalla testa di cavallo ellenistica appartenente alle collezioni medicee, oggi al Museo Archeologico di Firenze.

Per finire l’opera il Giambologna impiegò dodici anni se si considerano anche i bassorilievi con le storie del Granduca posizionate sul basamento. Il cavallo fu realizzato con una sola gittata: impresa assai ardita dal risultato però eccellente.

I tre bassorilievi rappresentano l’elezione a duca di Cosimo I, la conquista di Siena e il conferimento del titolo di Garanduca nel 1569. Tutti i bassorilievi sono accompagnati da un cartiglio posto in alto scritto in latino che racconta il loro significato a chi ha la pazienza di sostare a leggerli. Sul piedistallo non mancano i caratteristici capricorni, simboli propri di Cosimo I.

Il successo dell’opera

La scultura equestre di Cosimo I riscosse un enorme successo tanto che al Giambologna furono commissionate opere con temi simili per Parigi, Madrid e anche per Firenze.

Il libro

Se volete approfondire la vostra conoscenza sul Giambologna e sulle sue opere, vi consiglio il libro edito dalla Giunti Giambologna. Gli dei, gli eroi. Genesi e fortuna di uno stile europeo nella scultura a cura di Paolozzi Strozzi. Con le sue immortali opere lo scultore fiammingo Jean de Boulogne ha aggiunto lustro alla città Firenze apportando il suo personalissimo contributo artistico.

Il libro lo trovate QUA. Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi racconti

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