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24 marzo 1844: muore Thorvaldsen

Oggi voglio rendere omaggio allo scultore danese Berthel Thorvaldsen. Passò a miglior vita il 24 marzo del 1844 nella città che lo aveva visto nascere nel 1770: Copenaghen.

Origini e formazione

La sua famiglia, originaria dell’Islanda, aveva origini molto umili. Il su babbo per tirare avanti realizzava intagli in legno per i grandi bastimenti e a tutti gli effetti fu il suo primo maestro.

Thorvaldsen, che già a undici anni aveva ben imparato il mestiere del babbo, fu ammesso alla Royal Academy of Arts a undici anni al corso di disegno e successivamente a quello di modellazione.

Le Tre Grazie di Thorvaldsen

La sua bravura non passò inosservata e, fra i molti premi che ottenne, ricevette uno stipendio dalla corona danese che gli avrebbe consentito di portare a termine i suoi studi nella città eterna: Roma.

L’arrivo e il successo a Roma

L’8 marzo del 1797 arrivò a Roma e trovò casa dinnanzi a Piazza di Spagna, in via Sistina e nel corso del tempo riuscì a trovare un grande spazio per mettere su la sua bottega: le scuderie di Palazzo Barberini.

Il Cristo di Thorvaldsen

Fu l’archeologo danese Georg Zoega a prendere sotto la sua ala protettrice il giovane ma promettentissimo Thorvaldsen e lo aiutò a farsi largo nel mondo della scultura nonostante i grandi nomi che c’erano al tempo. Un nome su tutti? Antonio Canova.

Fu proprio Canova a rimanere affascinato dalla bravura del giovane danese e apprezzò in modo particolare il modello del suo Giasone. Le sue opere cominciarono a essere molto ambite e ricevette numerose commissioni tanto che quel Giasone riuscì a tradurlo in scultura e completarlo venticinque anni più tardi.

Ganimede e l’Aquila

Thorvaldsen divenne presto un artista molto impegnato tanto che per finire il suo Giasone ci mise 25 anni. Aveva così tanto lavoro che iniziò ad avvalersi del lavoro di numerosi aiutanti per non rimanere troppo indietro con i lavori.

Sono numerose le opere che ha lasciato a voi posteri in eredità come il meraviglioso Ganimede con l’aquila che tanto piace a me o la Danza delle Muse a Helicon o Cupido e Psiche.

Cupido e Psiche, Thorvaldsen

La grande commissione danese

Nel 1819 ricevette un’importante commissione dalla sua patria: la grande scultura del Cristo e dei dodici apostoli da collocare nella Vor Frue Kirke. Quasi vent’anni dopo portò a termine la commissione e rientrò a Copenaghen per consegnare quel grandioso lavoro.

Thorvaldsen morì improvvisamente il 24 marzo del 1844 mentre se ne stava tranquillo a godersi uno spettacolo teatrale.

Sapete, a Thorvaldsen spettò l’onore di realizzare la tomba di papa Pio VII ed è l’unico artista non italiano ad avere qualcosa di suo nella Basilica di San Pietro.

La Tomba di papa Pio VII di Thorvaldsen, Basilica di San Pietro

Finisce qua il mio omaggio al grande scultore danese neoclassico che molto si ispirò alle opere di Canova.

Libri

Se volete approfondire la conoscenza di Berthel Thorvaldsen e delle sue opere, vi consiglio il libro scritto da Grandesso che potete trovare cliccando QUA.

Altro ottimo libro sullo scultore è il catalogo della mostra Canova-Thorvaldsen, la nascita della scultura moderna che da poco ha chiuso i battenti alle Gallerie d’Italia a Milano. Lo trovate QUA.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi racconti

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