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La libreria Piccolomini, con VIDEO

Uno dei luoghi più belli che abbiamo nel nostro Paese è la Libreria Piccolomini. Si trova nella navata sinistra della cattedrale di Siena e fu fatta edificare nel 1492, anno della scoperta dell’America e della morte del Magnifico, dal cardinale Francesco Piccolomini Todeschini che, in quel frangente, ricopriva il ruolo di arcivescovo di Siena.

Entrare nella libreria è un po’ come tornare ai fasti di quei tempi. Gli affreschi del Pinturicchio sono resi ancora più preziosi da abbondanza di lapislazzuli e oro.

La storia

Il cardinale Francesco Piccolomini Todeschini che negli anni a venire sarebbe stato eletto al soglio pontificio col nome di papa Pio III, volle far realizzare questo ambiente per raccogliere il suo grande patrimonio librario che aveva ereditato dallo zio materno: papa Pio II. Non voleva certo mettere quei volumi in un luogo qualsiasi ma aveva in mente qualcosa di grandioso.

Così nel 1492 fece edificare una libreria sfruttando i locali della vecchia canonica del duomo. Successivamente, nel 1502, chiamò Pinturicchio affinché si dedicasse alle decorazioni dell’ambiente realizzato qualche annetto prima. In cinque anni il pittore, coadiuvato da aiutanti molto talentuosi fra i quali un giovanissimo Raffaello Sanzio e il bolognese Aspertini, ricoperse soffitto e pareti con mirabili affreschi.

Gli affreschi

La volta della libreria venne decorata con motivi a grottesche e figure allegoriche ma anche scene di vita pastorale e baccanali. Nei riquadri maggiori Pinturicchio rappresentò due scene prese dalla mitologia: il ratto di Proserpina e Diana con Endimione. Al centro della volta si vede bene lo stemma del cardinale Piccolomini con il galeone e le cinque mezze lune.

Mentre un lato della libreria è occupato dalle finestre, gli altri tre sono stati affrescati con le Storie della vita di Enea Silvio Piccolomini. Una sorta di biografia dipinta in successione temporale.

La parete nord-est è decorato con la Giovinezza di Enea, il Concilio di Basilea e la nomina a vescovo. Su quella a sud-est invece si ravvisa il momento della nomina a cardinale e l’esercizio delle sue funzioni. Infine, nella parete sud-ovest ci sono le quattro scene in cui vengono narrate le sue vicissitudini da papa.

Il Pinturicchio, per dipingere le scene della vita di Pio II, si rifece al testo scritto da Giovanni Antonio Campano che altro non era che il segretario dello stesso Enea Silvio Piccolomini.

La scena più celebre di tutte quelle affrescate è senza dubbio l’incontro fra l’imperatore Federico III con Eleonora di Portogallo del 24 febbraio. L’incontro avvenne a Porta Camollia, nel 1452. Pinturicchio, oltre ad aver dipinto dettagliatamente gli abiti soffermandosi sui tessuti, su decori e ricami pare volle rappresentare anche il suo collaboratore Raffaello che compare abbigliato con un paio di calze rosse e sé stesso, indossando un copricapo rigorosamente rosso pure quello.

Le tre grazie

Proprio al centro della biblioteca è posizionato il gruppo delle Tre Grazie. S i tratta di una copia di epoca romana che il cardinale Todeschini Piccolomini aveva comprato a Roma dal porporato Prospero Colonna.

Nella speranza che questa emergenza sanitaria finisca il più presto possibile, vi mostro questo video particolarmente bello che ho trovato in rete dove vi sembrerà di essere all’interno della Libreria Piccolomini a Siena.

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