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La Villa d’Este a Tivoli

Ho pensato a dove avrei potuto farvi viaggiare con me oggi, seppur in modo virtuale. Che ne dite se andiamo assieme alla Villa d’Este di Tivoli? E’ un capolavoro del rinascimento e dal 2001 è stata inserita nel patrimonio dell’umanità Unesco.

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La storia

La villa fu edificata su un sito che già era stato la sede di un’antichissima villa romana. Fu Ippolito d’Este, figliolo di Lucrezia Borgia e Alfonzo I a voler far costruire in quel luogo così suggestivo una nuova villa.

Il cardinale Ippolito d’Este era un amante del bello. Sperava nell’elezione pontificia ma al suo post venne eletto papa Giulio III. Il pontefice per ringraziarlo per il suo contributo a farlo eleggere volle però sdebitarsi e lo nominò governatore di Tivoli e del territorio attiguo. Era il 1550.

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I lavori vennero messi nelle mani dell’architetto Pirro Ligorio coadiuvato da un gran numero di artigiani e artisti. Dato che la villa avrebbe avuto un enorme parco, sempre per volere del cardinale d’Este, fu necessario comprare ancora terreno dai possedimenti attigui di due chiese. Le contrattazioni si protrassero a lungo, fino al 1566, rallentando di non poco i lavori.

La villa con il maestoso giardino fu terminata dopo ventidue anni e Ippolito d’Este ebbe modo di inaugurarla nel settembre del 1572, onorato dalla visita di papa Gregorio XIII. Il cardinale morì nel dicembre del medesimo anno senza poter dimorare a lungo nella villa da lui voluta.

Nel corso dei decenni furono aggiunte molte cose ancora per arrivare all’aspetto che ha oggi. Pensate che uno degli ultimi interventi risale al 1928, quando lo Stato chiese a Emilio Notte di affrescare una sala della villa chiedendo un soggetto che avessero per protagonisti i mestieri e le arti.

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La villa

Il piano nobile di Villa d’Este fu affrescato da un nugolo di artisti diretti da Livio Agresti da Forlì.

Fra gli ambienti più belli affrescati vale la pena menzionare il Salone del Consiglio degli Dei che deve il suo nome all’affresco del soffitto.

la villa è possibile ammirare numerose sale affrescate, come quella dedicata alla caccia o il salone del Concilio degli Dei, che prende il nome dall’affresco che ne decora il soffitto.

Salone del Consiglio degli Dei
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Il giardino e i giochi d’acqua

Giochi d’acqua sorprendenti e fontane caratterizzano il giardino di Villa d’Este. Anche questo è un progetto di Pirro Ligorio e ha inizio dalla facciata posteriore del palazzo. E’ un susseguirsi di pendii, terrazze e fontane che creano spettacolari giochi d’acqua.

Il Viale delle Cento Fontane è una delle zone più suggestive dell’intero giardino. Collega la Rometta alla Fontana dell’Ovato e si sviluppa su tre piani diversi. Sono circa cento le fontane che lo caratterizzano decorate con aquile, obelischi e gigli raffigurando la casata estense. I tre livelli raffigurano i tre fiumi che nascono nei monti tiburtini ovvero l’Aniene, l’Albuneo e l’Ercolano che poi sfociano nel Tevere, rappresentato in questo caso dalla Fontana Rometta.

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La Fontana dell’Ovato, chiamata così per la sua forma a esedra semi circolare. Si trova al termine del Viale delle Cento Fontane e viene alimentata con le acque del fiume Aniene. La fontana è decorata con quattro sculture ovvero la Sibilla Albunea con Melicerte e la rappresentazione dei due fiumi Ercolano e Aniene.

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Libri

Se volete leggere un bel libro che vi racconti per filo e per segno la storia della Villa d’Este e le sue meraviglie ne ho due da consigliarvi. Il primo è di Emmanuel Cruvelier e lo potete trovare cliccando QUA mentre l’altro dal titolo “Villa d’Este a Tivoli. Quattro secoli di storia e restauri. Ediz. illustrata” di Alessandra Centroni, lo trovate QUA.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi racconti e viaggi, seppur in questo momento virtuali.

The Villa d’Este in Tivoli

I thought about where I could have you travel with me today, albeit in a virtual way. How about if we go together to the Villa d’Este in Tivoli? It is a Renaissance masterpiece and has been included in the UNESCO World Heritage Site since 2001.

History

The villa was built on a site that had already been the seat of an ancient Roman villa. It was Ippolito d’Este, son of Lucrezia Borgia and Alfonzo I who wanted to have a new villa built in that suggestive place.

Cardinal Ippolito d’Este was a lover of beauty. He hoped for a papal election but Pope Julius III was elected after him. The pontiff, to thank him for his contribution in getting him elected, however, wanted to repay and appointed him governor of Tivoli and the adjacent territory. It was 1550.

The work was placed in the hands of the architect Pirro Ligorio assisted by a large number of artisans and artists. Since the villa would have had a huge park, again at the behest of the Cardinal d’Este, it was necessary to buy more land from the adjacent possessions of two churches. The negotiations went on for a long time, until 1566, slowing down the work considerably.

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The villa with the majestic garden was finished after twenty-two years and Ippolito d’Este was able to inaugurate it in September 1572, honored by the visit of Pope Gregory XIII. The cardinal died in December of the same year without being able to stay long in the villa he wanted.

Over the decades, many more things were added to get to what it looks like today. Just think that one of the last interventions dates back to 1928, when the State asked Emilio Notte to fresco a room of the villa asking for a subject that had crafts and arts as protagonists.

La Fontana dell’Ovato

The Villa

The noble floor of Villa d’Este was frescoed by a group of artists directed by Livio Agresti from Forlì.

Among the most beautiful frescoed rooms it is worth mentioning the Hall of the Council of the Gods which owes its name to the fresco on the ceiling.

the villa you can admire numerous frescoed rooms, such as the one dedicated to hunting or the hall of the Council of the Gods, which takes its name from the fresco that decorates the ceiling.

The garden and the water games

Surprising water features and fountains characterize the garden of Villa d’Este. This too is a Pirro Ligorio project and starts from the rear facade of the building. It is a succession of slopes, terraces and fountains that create spectacular water games.

Viale delle Cento Fontane is one of the most evocative areas of the entire garden. It connects the Rometta to the Fontana dell’Ovato and is spread over three different floors. There are about one hundred fountains that characterize it decorated with eagles, obelisks and lilies depicting the Este family. The three levels depict the three rivers that arise in the Tiburtini mountains, namely the Aniene, the Albuneo and the Ercolano which then flow into the Tiber, represented in this case by the Rometta Fountain.

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The Fontana dell’Ovato, named for its semi-circular exedra shape. It is located at the end of Viale delle Cento Fontane and is fed with the waters of the Aniene river. The fountain is decorated with four sculptures or the Sibyl Albunea with Melicertes and the representation of the two rivers Herculaneum and Aniene.

Always yours Michelangelo Buonarroti with his stories and travels, albeit virtual at this moment.

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