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L’Adolescente: storia, passaggi e considerazioni sull’attribuzione

L’Adolescente è uno delle opere di maggior pregio che possiede l’Hermitage Museum di San Pietroburgo, in Russia. La testa nascosta fra le gambe piegate e le spalle incurvate lo rendono parecchio malinconico, addolorato e fa sussultare al solo osservarlo.

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La sua attribuzione ancora suscita qualche perplessità e ammetto che alcuni di questi dubbi, a mio avviso, sono del tutto plausibili e non privi di fondamento. Come è arrivata quest’opera comunque pregevole fino in Russia? Ebbene, nel 1785 Caterina II volle acquistare dal direttore della Banca d’Inghilterra John Lynde Brown tutta la sua collezione di opere d’arte. Nel primo catalogo scritto a mano di questa collezione (1768) non viene citato affatto l’Adolescente mentre nel secondo risalente al 1779 c’è questa dicitura “Statua bozzata d’un giovanecavandosi una spina dal piede, opera molto lodata di Mich. Angelo; è nudo e l’anatomia è assai ben intesa, si dice fosse già nella Galleria Medici”.

Dunque l’opera potrebbe essere stata fra le ultime acquistate dal banchiere, probabilmente fra il 1768 e il 1779. Non esistono però fonti antecedenti che citano l’opera tanto meno che la attribuiscano a me. Possibile che se fosse appartenuta ai Medici non compaia precedentemente in alcun inventario? Può essere vero tutto e il contrario di tutto.

Lo studioso Alessandro Parronchi ipotizzò che l’opera si trovasse nella Sagrestia Nuova quando la abbandonai per dirigermi alla volta di Roma nel 1534. Le sculture che non furono usate per allestire le tombe finirono nella mia casa di via Mozza, come annota il Vasari in una lettera indirizzata a Cosimo I il 29 dicembre del 1564.

Come già avrete capito quest’opera nel corso dei secoli ha subito non pochi spostamenti e la sua vita in terra russa non è stata certamente meno semplice. Anche lì fu riposizionata più volte e addirittura finì nella casa privata dell’architetto di corte Vincenzo Brenna.

Nel 1822 Ann Popp, una studiosa di origine tedesca, ha fatto notare come figuri simili all’Adolescente le avessi inserite all’interno di uno dei progetti ideati per la Sagrestia Nuova ( un disegno che appartiene al British Museum). Insomma, la strada per l’attribuzione a mio avviso ancora è in salita e qualche dubbio in merito vi confesso che ce l’ho.

L’Adolescente ha una particolarità e riguarda il marmo in cui è stato scolpito. Mentre tutte le opere presenti all’interno della Sagrestia Nuova sono in marmo statuario di Carrara di prima scelta, quello adoperato per il ragazzo accovacciato ha una qualità decisamente inferiore. E’ un marmo non bello da vedere e nemmeno facile da lavorare. Potrebbe essere stato un pezzo di recupero, trovato chissà dove e chissà come.

Non avevo molti problemi a reperire materiale della migliore qualità e a corrisponderne per intero il prezzo anche di tasca qualora fosse stato necessario. Perché allora questa scelta? Chissà…forse perché lavorai a quest’opera quando m’ero nascosto nella Stanza Segreta al di sotto della Basilica di San Lorenzo, con il supporto del priore Figiovanni. In quella stanza ci rimasi per due mesi circa, probabilmente a partire dal 12 agosto del 1530, ovvero dal giorno della caduta di Firenze. Dietro questa scelta potrebbero esserci altri motivi però… mica facile capire dove stia la verità.

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Altra cosa che un po’ lascia perplessi è il modo con cui è stato lavorato. Sebbene la posa della figura pare ideata da me, è l’esecuzione materiale che fa un po’ pensare. Come tempo fa mi fece notare Filippo Tuena che ben conosce le opere mie, la lavorazione con le gradine è poco accurata. Le tracce lasciate non seguono in modo impeccabile l’andamento della muscolatura, delle forme del corpo ma sembrano più sommarie. Pare ci sia più la mano di un mio collaboratore lì che la mia. Chi? Forse il Calcagni, il Cosini o il Montelupo?

Vi saluto insinuando il dubbio. Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i sui racconti.

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1 commento »

  1. Tra una settimana sarò a Roma per vederlo… anche se l’attribuzione non è chiara, il mistero che aleggia sull’opera mi attira non poco. Ho ben presente il metodo di lavoro sui non finiti della galleria dell’accademia, infatti non vedo l’ora di vedere da vicino i segni della gradina per confrontarli.

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