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40 sculture per Giulio II

Papa Giulio II, affetto da manie di grandezza smisurate, volle commissionare a me il suo monumento funebre. Non una roba qualsiasi ma una grandiosa opera che avrebbe fatto parlare di sè tutto il mondo allora conosciuto. Il papa sapeva bene quanto fossi ambizioso nel lavoro e che avrei fatto di tutto per creare qualcosa di unico e irraggiungibile.

Il primo progetto che ideai aveva l’aspetto di un mausoleo ciclopico. In un primo momento il papa aveva pensato di posizionarlo dove adesso c’è l’altare Maggiore, proprio sopra la tomba di Pietro. Giulio II non era secondo a nessuno in quanto a megalomania: si credeva all’altezza del suo Santo predecessore.

Il compenso dell’intera opera si aggirava attorno ai 10mila ducati di Camera. Mi venne offerta anche una casa per lavorare dietro Santa Caterina, vicino alla nuova Basilica di San Pietro in fase di costruzione.

Nel progetto originale il complesso scultoreo, ispirato alla fastosità dei sepolcri degli imperatori romani, aveva una forma piramidale e si sviluppava su tre livelli successivi. Includeva 40 culture in marmo di Carrara e rilievi in bronzo. La pianta di 77 metri quadrati avrebbe accolto il sarcofago con le mortali spoglie del pontefice.

Partendo dai manoscritti miei pervenuti fino ai vostri tempi, Charles de Tolnay ha ricostruito il progetto iniziale del mausoleo che rende bene l’idea di quanto ambiziosa potesse essere la sua realizzazione.

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Il livello inferiore doveva accogliere le Vittorie alternate ai Prigioni, costretti e messi in tensione da lacci. Il secondo livello invece era quello dedicato al Mosè, al San Paolo, alla Vita Attiva e alla Vita Contemplativa. Infine, nella parte superiore sarebbe stata posizionata la scultura raffigurante Giulio II, sostenuta da due angeli e affiancata da due allegorie: la Terra e il Cielo. La terra piangente per aver perso il Pontefice e il Cielo sorridente per la sua ascesa.

Non esitai a definire la tomba di Giulio II come la tragedia della mia vita. La costruzione del complesso monumentale durerà per quarant’anni e il disegno originale subirà svariati cambi e tutti apportarono modifiche mirate a ridurre le sue dimensioni.

“Meglio m’era nei primi anni che io mi fussi messo a fare zolfanelli ch’io non starei in tanta passione. Io mi truovo aver perduto tutta la mia giovinezza, legato a questa sepoltura…”

il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi racconti quotidiani

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