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Sul far della sera

Ancora qualche ora di luce e poi sarà di nuovo notte: un’altra notte da far scorrere fra pensieri, angustie e voli pindarici. Sul far della sera è mia abiturine risfogliare i miei antichi versi. Mi tengono compagnia: leniscon qualche dolore e mi riportano alla mente momenti felici, alternati ad altri che mi sarebbe piaciuto lasciarmi indietro per sempre. Niente da fare, son poche le cose che si dimenticano e quasi mai son degne di nota.

Vi ripropongo stasera questi versi…

 Quand’el ministro de’ sospir mie tanti
al mondo, agli occhi mei, a sé si tolse,
natura, che fra noi degnar lo volse,
restò in vergogna, e chi lo vide in pianti.
    Ma non come degli altri oggi si vanti
del sol del sol, c’allor ci spense e tolse,
morte, c’amor ne vinse, e farlo il tolse
in terra vivo e ‘n ciel fra gli altri santi.
    Così credette morte iniqua e rea
finir il suon delle virtute sparte,
e l’alma, che men bella esser potea.
    Contrari effetti alluminan le carte
di vita più che ‘n vita non solea,
e morto ha ‘l ciel, c’allor non avea parte.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che vi saluta lasciandovi una foto di Roberto Zucca

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