Gli occhi di Adamo

Durante l’ultimo restauro degli affreschi della Sistina sono venuti alla luce numerosi dettagli che fino al momento erano rimasti praticamente sconosciuti. Ogni figura affrescata presenta delle innovazioni geniali adottate per motivi differenti: velocità nella realizzazione delle figure, praticità, per dare leggerezza ai tessuti e ai capelli o per creare volutamente effetti originali.

Questi particolari così interessanti, nel corso del tempo erano stati sepolti sotto numerosi strati di colla animale che, con il tempo, avevano creato una patina oscurante assieme alla polvere e al nerofumo delle candele di sego e cera d’api adoperate nel corso delle cerimonie solenni. Perché vennero stese le colle animali? Beh, soprattutto per mascherare le macchie di salnitro che iniziarono a comparire quando ancora ero in vita.

La figura di Adamo è sicuramente una di quelle più celebri e amate della volta della Sistina. Per dare profondità al suo sguardo non affrescai la sclera dell’occhio ma lasciai l’intonaco a vista. In pratica, invece di adoperare il colore bianco con una punta di nero vite, preferii lasciare scoperto il grigio azzurro della malta impastata con la pozzolana nera. in questo modo non solo riuscii a dare profondità allo sguardo ma riuscii a dare luminosità alla sclera che nei ragazzi è sempre molto bianca e tende quasi all’azzurro.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

Michelangelo,_Creation_of_Adam_05.jpg

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