Alcuni dettagli sul Tondo Doni che forse non conoscete

Il Tondo Doni è l’unica opera pittorica su supporto mobile data per certa mia. Esistono altre tavole dipinte attribuite a me ma ci sono pareri contrastanti in merito come ad esempio la Madonna di Manchester o la Pietà per Vittoria Colonna. Questo dipinto mi fu commissionato da Agnolo Doni in concomitanza con il suo matrimonio con Maddalena Strozzi o forse in occasione della nascita dei suoi figli. A ereditare per primo l’opera fu Giovan Battista Doni, uno dei figli della coppia. Da lì in poi l’opera passerà di mano in mano fino ad arrivare alla Galleria degli Uffizi.

Il Tondo Doni però, il 19 Giugno del 1940, con parecchia preoccupazione venne fatto uscire dalla Galleria per essere nascosto nella Villa Medicea di Poggi a Caiano con l’intenzione di metterlo al sicuro durante la Seconda Guerra Mondiale. Pochi mesi dopo, il 23 ottobre del 1940, venne nascosto nel Castello di Poppi, considerato un luogo inespugnabile anche se poi non fu così. L’opera rientrò nel Deposito degli Uffizi il 10 Giugno del 1495 e fu ricollocata nella Galleria qualche anno più tardi ovvero il 24 giugno del 1948.

L’attentato di Via de’ Georgofili del 27 maggio del 1993 avrebbe potuto distruggere per sempre o danneggiare in maniera importante l’opera come avvenne per altri importanti capolavori. Se si salvò fu grazie al vetro anti proiettili che dal 1985, dopo il suo restauro, fu collocato a protezione del Tondo.

L’opera nel corso della storia è stata sottoposta a due restauri importanti: uno nel 1984 effettuato da Ezio Bussegoli, durato un anno e mezzo, e l’altro nel 2003 per mano di Celesia.

Se volete vedere il Tondo Doni in alta definizione e ingrandire i particolari che vi interessa osservare a distanza ravvicinata, cliccate qui. L’azienda di Novara Haltadefinizione, su concessione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, ha riprodotto l’opera a una definizione 1600 volte superiore  a quella di una comune macchina fotografica.

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