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10 luglio 1945: la Madonna di Bruges esce dalle Miniere di Sale di Altaussee

Era il 10 luglio del 1945 quando finalmente la Madonna di Bruges rivide la luce dopo mesi di oblio.

Trafugata dai nazisti nella notte fra il 6 e il 7 settembre 1944, l’opera era stata nascosta nelle miniere di sale di Altaussee assieme ad altre 6500 opere  fra dipinti, sculture, libri miniati e molti altri oggetti preziosi provenienti da ogni angolo d’Europa.

Quel 10 di luglio il tenente George Stout coadiuvato dalla sua squadra composta da Stephen Kovalyak e Thomas Carr Howe, con non poca fatica e sangue freddo, riuscirono a far uscire l’opera senza danneggiarla dalle miniere di sale e a caricarla su un camion che il giorno seguente l’avrebbe portata fino al punto di raccolta allestito a Monaco, assieme a tante altre opere.

George Stout alle prese con il salvataggio della Madonna di Bruges di Michelangelo
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La scelta delle miniere di sale di Altaussee come nascondiglio per le opere d’arte non fu affatto casuale. Era infatti il luogo ideale per tentare di salvarle dalla distruzione dalla guerra ma le cose si sa, a volte cambiano repentinamente il corso della storia.

Quelle miniere furono all’inizio scelte dai musei viennesi per stipare le loro opere fin dal principiare degli scontri armati per tentare di salvarle dalla distruzione dei bombardamenti.

Scavate in orizzontale all’interno della montagna, avrebbero resistito senza grandi problemi a qualsiasi bombardamento aereo. Il salgemma presente assorbiva l’umidità e le temperature rimanevano costantemente comprese fra i 4 e gli 8°C durante tutto il corso dell’anno.

Sculture, stampe e quadri potevano essere conservate così in ottime condizioni mentre gli oggetti metallici come le armature, avrebbero dovuto essere ricoperti di uno strato di grasso per evitare la corrosione.

William Kelly di Dansville si trova all’estrema destra, all’interno della miniera di sale in Austria e osserva la scultura della Madonna di Bruges assieme agli altri Monuments Man
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Poco dopo però Hitler requisì le miniere per metterci dentro tutte le opere che aveva fatto trafugare per allestire alla fine del conflitto il museo dei suoi sogni, a Linz. Ecco perché la Madonna di Bruges, dopo aver fatto un lungo viaggio prima per mare e poi per terra, fu nascosta lì dentro.

Il 12 maggio del 1945 i Monuments Man Posey e Kirstein riuscirono ad arrivare alla miniera di Altaussee intuendo cosa ci fosse nascosto dentro ma si trovarono dinnanzi a un problema enorme. I minatori, attraverso esplosioni controllate, avevano sigillato letteralmente l’entrata. Non avevano idea in quali condizioni avrebbero ritrovato le opere e se fossero state danneggiate terribilmente.

Quelle esplosioni furono fatte sia per proteggere le opere ma anche per il timore che le miniere venissero devastate mettendo a repentaglio il lavoro dei minatori.

Posey e Kirstein riuscirono strisciando ad accedere all’interno della miniera attraverso un passaggio stretto fra le macerie. Immaginatevi il loro stupore quando si ritrovarono proprio dinnanzi alla Madonna di Bruges, appoggiata sopra lo stesso materasso a righe che era stato adoperato per portarla fin lì dal Belgio.

“La luce delle nostre lampade rimbalzava sulle morbide pieghe della veste della Madonna, sulle sue fattezze delicate. Il suo sguardo serio sembrava appena consapevole della presenza del Cristo ai suoi piedi”

Thomas Carr Howe Jr

Il giorno prima di riuscire a portare fuori da lì la scultura, fu imballata con carta e cappotti tenuti ben fermi con delle corde.

Una tonnellata da spostare da un luogo così angusto e in quelle condizioni tutt’altro che agevoli non era certo un gioco da ragazzi. Con un sistema di pulegge ideato al momento da Stout, fu possibile sollevarla e portarla verso l’esterno delle miniere e caricata su un convoglio assieme a molte altre opere. Scortata da semicingolati partì alla volta di Monaco.

La cerimonia di ritorno del 12 novembre al Palazzo Provinciale in piazza Markt Foto: © Stadsarchief Brugge
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Il 22 settembre del 1945 la Madonna di Buges assieme a diciassette dipinti fu portata dal punto di raccolta di Monaco fino in Belgio, a poco più di un anno di distanza dal suo trafugamento. Prima la mia scultura fu esposta al Museo Reale delle Belle Arti a Bruxelles e poi finalmente, il 12 novembre del 1945 tornò nella sua collocazione originaria, nella nicchia in marmi neri della Chiesa di Notre Dame di Bruges dopo aver fatto una breve tappa nel Palazzo Provinciale in piazza Markt.

Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta ricordando con grande gioia questa giornata in cui la Madonna di Bruges finalmente uscì dalle miniere di sale di Altaussee, in Austria, grazie all’importantissimo lavoro che svolsero i Monuments Man.

July 10, 1945: Our Lady of Bruges leaves the Altaussee Salt Mines

It was July 10, 1945 when the Madonna of Bruges finally saw the light again after months of oblivion.

Stolen by the Nazis in the night between 6 and 7 September 1944, the work had been hidden in the salt mines of Altaussee together with other 6,500 works including paintings, sculptures, illuminated books and many other precious objects from every corner of Europe. .

That 10th of July, Lieutenant George Stout assisted by his team composed of Stephen Kovalyak and Thomas Carr Howe, with no little effort and cold blood, managed to get the work out without damaging it from the salt mines and to load it on a truck that day following would take it to the collection point set up in Munich, together with many other works.

The choice of the Altaussee salt mines as a hiding place for works of art was not accidental at all. It was in fact the ideal place to hide the works trying to save them from destruction by war but things are known, sometimes they suddenly change the course of history.

Those mines were initially chosen by the Viennese museums to cram their works from the beginning of the armed clashes to try to save them from the destruction of the bombings.

Dug horizontally inside the mountain, they would have withstood any air bombardment without major problems. The rock salt absorbed moisture and temperatures remained constantly between 4 and 8 ° C throughout the year.

Sculptures, prints and paintings could thus be kept in excellent condition while metal objects such as armor would have to be coated with a layer of grease to prevent corrosion.

Shortly after, however, Hitler requisitioned the mines to put inside all the works that he had stolen to set up at the end of the conflict the museum of his dreams of him, in Linz. This is why Our Lady of Bruges, after having made a long journey first by sea and then by land, was hidden in there.

On May 12, 1945, the Monuments Man Posey and Kirstein managed to get to the Altaussee mine, sensing what was hidden inside, but they were faced with a huge problem. The miners, through controlled explosions, had literally sealed the entrance. They had no idea in what conditions they would find the works and if they had been terribly damaged.

Those explosions were made both to protect the works but also for the fear that the mines would be devastated, endangering the work of the miners.

Posey and Kirstein managed to crawl into the mine through a narrow passage in the rubble. Imagine their astonishment when they found themselves right in front of the Madonna of Bruges, resting on the same striped mattress that had been used to bring her there from Belgium.

“The light from our lamps bounced off the soft folds of the Madonna’s robe, on her delicate features. Her serious gaze seemed barely aware of the presence of Christ at her feet ” Thomas Carr Howe Jr

The day before she was able to get the sculpture out of there, she was packed with paper and coats held tightly in place with ropes. A ton to move from such a narrow place and in those conditions far from easy it was certainly not child’s play. With a pulley system designed at the time by Stout, it was possible to lift it and take it to the outside of the mines and loaded onto a convoy along with many other works. Escorted by half-tracks, she left for Munich.

On 22 September 1945 the Madonna of Buges together with seventeen paintings was brought from the collection point in Munich to Belgium just over a year after its stealing. First my sculpture was exhibited at the Royal Museum of Fine Arts in Brussels and then finally, on November 12, 1945 it returned to its original location, in the black marble niche of the Church of Notre Dame in Bruges after making a brief stop in the Provincial Palace in Markt square.

For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you, recalling with great joy this day when the Madonna of Bruges finally came out of the salt mines of Altaussee, Austria, thanks to the very important work carried out by the Monuments Man.

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