La Madonna di Bruges per non vedenti ai Musei Vaticani

Da un po’ di tempo a questa parte ai Musei Vaticani è presente una fedele copia in bronzo della Madonna di Bruges inserita nel percorso ideato per le persone con minoranze visive. L’opera in bronzo è stata realizzata mediante l’utilizzo del calco originale appartenente alla Casa di Caravaggio.

I non vedenti e gli ipovedenti potranno così conoscere a fondo questa opera esplorandola con il tatto. A realizzare materialmente la fusione in bronzo a cera persa è stata la storica Fonderia Marinelli di Firenze. Dal 1905, anno della sua apertura, fino a oggi, ha realizzato opere importanti e apprezzate in tutto il mondo. Un esempio? I fregi in bronzo che decorano il celeberrimo scalone a doppia spirale elicoidale dei Musei Vaticani.

La donazione della Madonna di Bruges in bronzo, attualmente esposta all’ingresso della Pinacoteca Vaticana, è stata fatta da Ronald e Susan Welborn, Patron del Texas.

Chi sono i Vatican Patrons? Beh, avrò modo di approfondire la questione in un post che scriverà a breve. In ogni modo posso accennarvi per il momento che è un’organizzazione no profit molto simile a Friends of Florence ma che si occupa di raccogliere fondi per la conservazione del patrimonio presente nei Musei Vaticani.

 Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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La Madonna di Bruges al porto di Viareggio

Il tempo modifica, cambia, stravolge persone, cose e luoghi. Il porto di Viareggio oggi è diverso da ieri. Non solo accoglie un gran numero di yacht lussuosi provenienti da ogni angolo del mondo, ma la sua cantieristica è fra le più apprezzate proprio per la realizzazione di imbarcazioni a cinque stelle destinate a danarosi personaggi.

Un tempo però mica era così, come v’ho accennato, pare che tutto sia destinato a cambiare in qualche modo e non è detto che i cambiamenti siano sempre in positivo. Il porto di Viareggio era un porto di carico e scarico merci. Anche di là son partiti parecchi marmi, caricati sui bastimenti e arrivati chissà dove.

Sapete, anche la mia Madonna di Bruges venne imbarcata al porto di Viareggio alla volta delle Fiandre. Giovanni Balducci mi scrisse una lettera datata 14 agosto del 1506 nella quale in pratica mi chiedeva il nulla osta ( ma anche i danari) per far arrivare la Madonna da Firenze a Viareggio e da lì poi imbarcarla alla volta della sua destinazione finale. Ad occuparsi dei vari spostamenti sul campo sarebbe stato un uomo dabbene, come si diceva al tempo ovvero un uomo fidato: Francesco del Pugliese. Come vi ho detto in più occasioni la paura mia non era esclusivamente quella che l’opera in qualche modo potesse rovinarsi durante il trasporto, ma bensì che rimanesse segreta. Insomma, nessuno doveva vederla per poterla copiare.

Roma, 14 agosto del 1506

Michelagnolo carissimo, resto avisato chome Francesco del Pugl[i]ese arebbe chomodità al mandarla a Vioreggio, e da Vioreggio in Fiandra.

La qual chosa mi sarebbe piacere grande, che la chosa pasassi per mano di huomo da bene quale è lui. Per tanto vi dicho che, volendo Francesco del Pugl[i]ese pigl[i]are la chura di mandarla a Vioreggio, e da Vioregio in Fiandra, lien’aloghiate. El pregio farete d’achordo, ché lui è homo da bene e non vorrà se non l’onesto; e tutto che farete afermerò per ben fatto, che son cierto farete megl[i]o non vi saperò dire.

E quando chon lui siate d’achordo, la adirizate in Fiandra, cioè a Bruggia, a’ rede di Giovanni e Alexandro Moscheroni e compagni, chome chosa loro. E quando Francesco non potessi mandarla in Fiandra, la mandate a Vioregio a Giuliano d’Adamo, per seghuirne l’ordine de’ Bonvisi di Lucha; e tutto che spendete vi fate paghare a Bonifazio Fazzi e compagni, con darne avixo.

E di tanta brigha pigl[i]ate per me abiate pazienza, ché non si può fare non si serva li amici e piglisi sichurtà di chi si vuol bene a ristorarvi. Richordovi son senpre vostro. Che Christo vi guardi. Vostro Giovanni Balducci in Roma.Domino Michelagnolo Bonaroti in Firenze.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi racconti che prima di salutarvi vi regala una foto del brigantino goletta Ester di Viareggio costruito nel 1899 da Gino Benetti. Un omaggio a Viareggio, ai suoi marinai e ai suoi maestri d’ascia e calafati.

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A tutte le mamme un abbraccio

Oggi si celebra la festa della mamma. Ricordatevi delle vostre: di quelle che ancora ci sono e di quelle che già sono state chiamate altrove. A tutte le mamme del mondo un abbraccio.

Il vostro Michelangelo Buonarroti che la sua di mamme l’ha persa da piccino e appena se la ricorda.

Ops, m’è appena arrivata una segnalazione da una lettrice: pare che la festa della mamma sia la prossima domenica. Ebbene sì, ho sbagliato clamorosamente settimana contando il primo maggio come se fosse stato di domenica…vogliate scusarmi, son vecchio e ogni tanto perdo i colpi. Va be’, buona festa della mamma a tutte con una settimana di anticipo 😀

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Opere da tener segrete

Allora come oggi c’era sempre chi cercava nuove idee avute da altri per realizzare opere proprie. Raffaello era uno dei tanti e, poiché amava particolarmente le creazioni mie ma anche per altre ragioni che non sto adesso a raccontarvi, non mi andava proprio a genio.

Fatto sta che quando mettevo mano a un’opera innovativa speravo sempre mi stesse alla larga. Tanto lo sapevo già che dopo un po’ avrei rivisto i suoi personaggi negli atteggiamenti che io avevo studiato e messo a punto con non poco impegno.

Sapete, per evitare che lui ma anche altri artisti contemporanei mi copiassero la composizione della Madonna di Bruges, la tenni nascosta da sguardi indiscreti fino al momento della spedizione a Livorno verso la sua destinazione finale nelle Fiandre.

Scrissi anche una lettera al mi babbo nella quale gli chiedevo di non mostrarla ad alcuno: “Prego voi che duriate un pocho di fatica in questa dua cose, cio è in fare riporre quella cassa al coperto in luogo sichuro; l’altra è quella nostra Donna di marmo, similmente vorrei la faciessi portare chostì in casa e non la lasciassi vedere a persona…io non vi mando e’ danari per queste dua cose, perché stimo sia piccola cosa”.

Nemmeno il Vasari e il Condivi videro l’opera di persona e fanno riferimento all’opera in maniera sommaria e il Vasari né da una descrizione tanto fantasiosa quanto inesatta.

Nonostante tutte le precauzioni prese mi sa tanto che Raffaello comunque riuscì a vederla prima che espatriasse. Ancora mi domando come abbia fatto eppure, la sua Madonna del Cardellino ha la medesima composizione della mia Madonna di Bruges.

Da questa parte dell’esistenza ancora Raffaello non l’ho visto. Non credo gli sia toccato andare all’inferno, troppa grazia ha lasciato per finire in un posto così oscuro. Sicuramente starà da qualche parte dove è sicuro che io mai andrò…già sa che due spiegazioni me le deve.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi racconti.

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Il ritrovamento della Madonna di Bruges e i Monuments Man

Trecentocinquanta persone di tredici differenti nazioni che niente avevano a che fare con la guerra e con le armi, si misero al servizio della Monuments Fine Arts and Archives degli eserciti alleati con lo scopo di recuperare il maggior numero possibile di capolavori trafugati, sepolti dalle macerie di un’Europa in fiamme o finiti chissà dove e chissà come.

I cosiddetti Monuments Man erano donne e uomini archivisti, storici dell’arte, restauratori e archeologi che si spesero non poco per cercare le opere più preziose scomparse. Le armate tedesche, dopo aver invaso un nuovo paese, rubavano sistematicamente opere scultoree e dipinti. Per evitare questa razzia sistematica e per ritrovare i tesori trafugati, venne fondata la MFAA. Con il bombardamento su Milano dell’agosto del 1943 il Cenacolo di Leonardo aveva corso seri rischi e la costituzione di questo corpo fu quasi un modo per non dico scusarsi ma quasi.

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L’addestramento del gruppo iniziò nella primavera del ’44 in Inghilterra. Sbarcarono in Normandia assieme a tutte le altre truppe e si diressero verso gli edifici storici più importanti come castelli, musei, chiese e quant’altro. Dinnanzi a ogni edificio storico appendevano un cartello nel quale si intimava agli altri militari di rimanere alla larga.

Chiedevano notizie delle opere scomparse ai residenti, ai preti, ai funzionari dei musei e a coloro che fino a quel momento si erano occupati dei capolavori in questione per cercare di comprendere come fossero scomparsi e dove potessero essere stati nascosti.

Molte opere venivano nascoste all’interno del superbo castello di Neuschwanstein voluto da Re Ludwig II. Quando i Monuments Man varcarono le soglie di questo edificio si trovarono dinnanzi un quantitativo enorme di sculture, dipinti e preziosi oggetti da collezione. Impiegarono ben sei settimane per svuotarlo completamente.

Un altro luogo simbolo di raccolta delle opere trafugate fu la miniera di sale di Altaussee, a poca distanza da Salisburgo. Lì vennero nascosti 6500 opere fra dipinti, sculture, libri miniati e molti altri oggetti preziosi provenienti da ogni angolo d’Europa.

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Proprio in questa miniera era stata nascosta la mia Madonna di Bruges. Venne ritrovata chiusa in un cassone nel maggio del 1945e a poca distanza da lei c’erano anche il dipinto l’Astronomo di Veermeer letteralmente rubato al Louvre e altri preziosi capolavori.

Durante il ritrovamento delle opere vennero alla luce anche diversi cassoni con la dicitura: “marmi, maneggiare con cautela”. In realtà al loro interno i Monuments Man trovarono degli ordigni che sarebbero fatti esplodere distruggendo tutte le opere in caso di disfatta: un’operazione folle che avrebbe distrutto per sempre secoli di storia dell’arte.

Le restituzioni delle opere ritrovate venne effettuata con non poche difficoltà all’interno di un’Europa devastata da anni di guerra.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi racconti quasi quotidiani

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La vita complicata della Madonna di Bruges

Eccomi di nuovo qua a raccontarvi di me attraverso i miei post. Mi sono assentato per una giornata intera. Ho voluto di proposito rimanere lontano da questo trabiccolo che chiamate computer per riorganizzare perbenino il mi povero cervello. Le idee a volte son troppe e si ingarbugliano fra di loro divenendo indecifrabili. Già era un bel casino da vivo, ora che son morto è ancora peggio. Non vi illudete: anche nell’esistenza eterea avrete un bel po’ da fare quasi tutti i gironi. Però almeno la domenica si riposa, non si fa nulla o al limite si guardano le partite in televisione.

Cosa vi racconto oggi? La conoscete la mia Madonna di Bruges? Ebbene, mentre ero tutto preso nella realizzazione del David, non mi mancò l’occasione di accettare altre commissioni. Già, nonostante mi portasse via un bel po’ di tempo trovavo anche il modo di dedicarmi ad altro.

Una potente famiglia di mercanti fiamminghi mi commissionò la realizzazione di una Madonna con Bambino da collocare nella loro cappella di famiglia presente nella chiesa di Notre Dame di Bruges. Erano clienti della banca del Galli, non potevo dirgli di no.

Ideai una composizione mai vista prima e siccome i ladri d’idee erano più scaltri che mai, impedii a tutti di vederla e la feci imbarcare su un bastimento al porto di Livorno nel 1506 alla volta della sua destinazione finale.

Tanto era sconosciuta che addirittura nemmeno i miei biografi la conoscevano. O meglio, la citarono ma in modo del tutto fantasioso. Il Varchi e il Condivi nei loro testi fanno riferimento a una Madonna con Bambino in bronzo mentre il Vasari racconta la realizzazione di un tondo.

Tuttavia nonostante tutte le precauzioni che presi ho paura che quel giovanetto di Raffaello abbia fatto in tempo a darle una sbirciata prima che la imbarcassi. In qualche sua opera io ce a rivedo tutta la mi Madonna.

Quante ne ha passate quella scultura!

I Musucron mi pagarono 4mila fiorini a opera conclusa: una cifra considerevole per l’epoca che nessun artista si sarebbe mai sognato di ricevere per un’opera di quelle dimensioni. Arrivò nelle fiandre nel 1508 e inizialmente fu collocata nella cappella di famiglia dove il pittore Durer la vide.

Durante il periodo dell’occupazione napoleonica, la mia Madonna di Bruges venne rapita e portata a Parigi. Nel 1815 fu restituita alla nazione legittima proprietaria ma poco più di un secolo dopo, nel 1944, la trafugarono i tedeschi durante la ritirata. Per non dare nell’occhio l’avevano infagottata nei materassi e caricata su un convoglio della Croce Rossa.

Da allora se ne persero le tracce. Grazie a Dio due anni dopo fu rinvenuta in Austria e per la precisione in una miniera di Altaussee, in Austria e riportata in Belgio.

Da allora è sempre rimasta lì sull’altare della famiglia Musucron… se si esclude la sua esposizione temporanea a Firenze al Museo del Bargello in occasione di una mostra che comprendeva il noto Trittico Portinari del fiammingo Hugo van der Goes, solitamente esposto agli Uffizi.

E chi l’ha detto che le sculture hanno una vita monotona e poco movimentata? Di sicuro non la mia Madonna di Bruges!

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che stasera è allegro e vi regala anche un sorriso, si sì, un sorriso vero e non quelli fatti a mezza bocca!

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Madonna con Bambino

Ma che sia sempre festa? Mah

Scusate la mia assenza. Sono sparito per un paio di giorni… sarà l’avvicinarsi del Natale che mi mette malinconia oppure i tanti casini della vita quotidiana. E chi lo può dire, sarò pure morto ma mi tocca lavorare più che da vivo e vegeto.

Quattordici giorni al Natale e mi guardo in giro a dir poco perplesso. Luci, colori, insegne luminose a tutto spiano che pubblicizzano i loro prodotti scontatissimi…

Boh, non ci sono abituato a tutto ciò. A volte vorrei tornare indietro nel tempo e vivere il Natale dei miei tempi. Era l’unica vera festa che si faceva nell’arco dell’anno. Adesso è sempre festa  almeno ogni pretesto sembra buono per dimenticarsi di tutto e di tutti.

Spero che almeno qualcuno festeggi per davvero il Natale, ricordandosi che è il compleanno di un Bambino speciale.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti, a volte disorientato fra tanto clamore.

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Versi e rimembranze

Il vostro Michelangelo Buonarroti, fra pensieri e nostalgie, oggi vi riporta qualche verso appassionato. Son parole che scrissi secoli fa ma ancora me le sento bruciare sotto la pelle, scorrere nelle vene e rimbombare nella testa.

Son per voi, fatene ciò che ne volete.

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   Quanta dolcezza al cor per gli occhi porta
quel che ‘n un punto el tempo e morte fura!
Che è questo però che mi conforta
e negli affanni cresce e sempre dura.
Amor, come virtù viva e accorta,
desta gli spirti ed è più degna cura.
Risponde a me: – Come persona morta
mena suo vita chi è da me sicura. –
Amore è un concetto di bellezza
immaginata o vista dentro al core,
amica di virtute e gentilezza.

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Il mio ultimo scampo

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 Il mio refugio e ‘l mio ultimo scampo
qual più sicuro è, che non sia men forte
che ‘l pianger e ‘l pregar? e non m’aita.
    Amore e crudeltà m’han posto il campo:
l’un s’arma di pietà, l’altro di morte;
questa n’ancide, e l’altra tien in vita.
    Così l’alma impedita
del mio morir, che sol poria giovarne,
più volte per andarne
s’è mossa là dov’esser sempre spera,
dov’è beltà sol fuor di donna altiera;
ma l’imagine vera,
della qual vivo, allor risorge al core,
perché da morte non sia vinto amore.

il vostro Michelangelo Buonarroti, libero

Madonna con Bambino

La mia Madonna in Belgio

La Madonna di Bruges è l’unica opera ha varcato il confine italiano quando ancora ero in vita. Me la commissionarono due commercianti di tessuti: i Musucron. Volevano una Madonna con Bambino a collocare all’interno della loro cappella di Notre Dame di Bruges, in Belgio.

Mi impegnai a fondo per studiare una composizione del tutto originale e il risultato mi piacque così tanto che impedii a tutti di vederla prima dell’espatrio perché non volevo che me la copiassero. Neanche il Vasari né il Condivi, entrambi miei biografi, la videro. Infatti ne parlarono per sommi capi senza fare riferimenti precisi ai panneggi o all’atteggiamento del Bambino.

Presi mille precauzioni per tenerla nascosta ma Raffaello quasi sicuramente la vide. Come faccio a saperlo? Guardate la sua Madonna del Cardellino e ditemi se non ha copiato anche quella da me. Diciamo che Raffaello per tutta la sua vita si è preso molte liberà nei confronti delle mie opere. Se fossi vissuto in questi tempi moderni, c’avrei messo di mezzo l’avvocato!

La Madonna di Bruges ha subito traslochi, è stata trafugata ma adesso si trova nella sua collocazione originaria, nella Chiesa di Notre Dame di Bruges. Se volete vederla, fate una gita in Belgio…Lei vi aspetta là assieme al suo Bambino.

il vostro Michelangelo Buonarroti

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