Un Pietro da Cortona da salvare a Seravezza

Pietro da Cortona ha lasciato ai posteri un gran numero di opere. Fra le più belle vale la pena menzionare il Trionfo della Divina Provvidenza a Palazzo Barberini (Roma) e le sue volte affrescate nella Galleria Palatina a Firenze come quella della Sala di Giove e quella della Sala di Venere. Altri suoi dipinti importanti si trovano un po’ in tutto il mondo: dal Prado di Madrid al National Gallery di Londra, dal Kimbell Art Museum di Forth Worth al Louvre di Parigi passando per l’Ermitage di San Pietroburgo. Le sue opere in Italia non si contano e sono dislocate nei più prestigiosi musei: Galleria Borghese, Palazzo Barberini, Palazzo dei Conservatori ma anche presso i Palazzi Vaticani e precisamente negli appartamenti del Borgia.

Insomma, Pietro da Cortona non è proprio l’ultimo arrivato e sapeva il fatto suo. Ora ditemi, com’è possibile che una sua opera possa venire dimenticata e lasciata in uno stato di totale abbandono. Io il perché non l’ho ancora capito e ancora me lo domando giorno e notte.

Pare incredibile eh? Eppure le sue Tre Marie al Sepolcro si stanno consumando a vista d’occhio all’interno della Chiesa consacrata alla Santissima Annunziata di Seravezza (LU).

Ogni volta che piove ci son pozzanghere d’acqua sul pavimento e le travature in legno se le stanno divorando i tarli neanche tanto lentamente. La prima volta che vidi le Tre Marie di Pietro da Cortona lì dentro mi sentii male. Oramai i colori sono talmente scuri da rendere l’opera a tratti quasi illeggibile. Il tasso di umidità è elevatissimo e la cura che viene messa nella conservazione di quell’opera lì è nulla.

Seppur su qualche opuscolo stampato a scopo turistico della zona l’opera viene nominata, chi vuol vederla con i propri occhi si troverà dinnanzi a una porta chiusa. Eh sì, perché la Chiesa in questione è permanentemente chiusa e viene aperta solo in rare occasioni. Certo si può richiedere la chiave alla Misericordia attigua o al custode ma chi arriva da chissà dove mica le sa queste cose qui e se ne torna a casa con la coda fra le gambe senza aver potuto vedere il quadro.

Mi pare che nemmeno sia necessario sottolineare che un’opera del genere di un grande autore non si più trattare in questo modo. E poi per quanto? Chiusa in quel posto lì la sua fine è prossima. Dopo aver tenuto duro per secoli è destinata a far unna brutta fine in mezzo a umido e tarli voraci.

A mio avviso le soluzioni possibili sono solamente due: o la musealizzazione all’interno di un luogo più consono per un’opera simile oppure il recupero di tutta la Chiesa. In entrambi i casi le Tre Marie hanno bisogno di un bel restauro perché come sono adesso rischiano di perdersi per sempre senza lasciare traccia di sé.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti in cerca di un miracolo che salvi dal degrado le Tre Marie al Sepolcro di Pietro da Cortona.

Pietro_da_cortona.jpg

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