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Il Venerdì Santo nell’arte

Oggi è Venerdì Santo, il giorno nel quale si ricorda la Passione di Cristo. La condanna, il Calvario, la Crocifissione e la Deposizione sono state raffigurate e scolpite da decine e decine di artisti nel corso dei secoli. Da Giotto a Caravaggio, da Raffaello a Ciseri, da De la Croix a Dalì: in epoche diverse ciascuno ha voluto dare il proprio contributo, spesso su commissione, a questo giorno tanto importante per la cristianità.

Anch’io c’ho messo del mio con le tre pietà scolpite, qualche crocifissione disegnata e molto altro ancora. Se oggi vi parlassi di tutte le opere attinenti alla Passione che sono state realizzate nel corso dei secoli 24 ore non mi basterebbero. Ve ne cito alcune fra le più note tralasciandone molte altre comunque celeberrime.

Fra le Pietà più note sicuramente c’è la mia che realizzai da ragazzo: la Pietà Vaticana. Chi non conosce quel viso della Madonna addolorato ma non straziato? Quel corpo del Cristo poi che sembra aver appena perso il soffio vitale, abbandonato sulle ginocchia della Madre.

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La Deposizione che invece vi propongo a seguire è quella dipinta dal Pontormo ubicata nella Chiesa di Santa Felicita a Firenze. Fu Ludovico Capponi nel 1525 a commissionare al Pontormo la decorazione della cappella di famiglia appena acquistata. L’artista ideò questa pala d’altare, molto studiata e osservata nei secoli a venire. La decorazione dell’intera cappella Capponi venne protetta con pannelli di legno fino alla completa esecuzione. Quando nel 1528 si conclusero i lavori, Firenze rimase affascinata dal lavoro del Pontormo.

 

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Fra le più note deposizioni c’è sicuramente quella dipinta da Raffaello, conosciuta come Pala Baglioni o Deposizione Borghese. Si tratta di  un dipinto a olio su tavola conservato presso la Galleria Borghese a Roma realizzato nel 1507. In basso a sinistra, proprio sopra il gradino roccioso, l’artista volle firmare la sua opera con il suo nome e la data del termine dei lavori: RAPHAEL URBINAS MDVII.

Quest’opera venne commissionata da Atalanta Baglioni per ricordare il figlio ucciso e venne eseguita dopo una lunga elaborazione da parte dell’artista. Sono innumerevoli i disegni che realizzò prima della sua esecuzione che tutt’oggi si conservano sia in gallerie italiane che estere. In origine questa Deposizione si trovava nella cappella della famiglia committente all’interno della Chiesa di San Francesco da Prato. Il successo di questo lavoro fu tale che l’anno seguente Raffaello fu chiamato a Roma da quel gran mecenate e guerrafondaio di Papa Giulio II.

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Questa che vedete sopra è la Crocifissione dipinta a olio su tela dal Tintoretto nel 1565 ed è visibile presso la Scuola Grande di San Rocco a Venezia.

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La mia carrellata di opere dedicate al giorno del Venerdì Santo prosegue con la superba Deposizione di Caravaggio conservata presso la Pinacoteca dei Musei Vaticani. Quest’oper venne commissionata da Girolamo Vittrice per la cappella dedicata proprio alla Pietà ubicata in Santa Maria in Valicella a Roma. La Deposizione rimase nella sua collocazione originaria fino al 1797 quando dopo il Trattato di Tolentino, venne tolta dalla Chiesa e trasferita a Parigi da Valadier. Successivamente entrò a far parte del Musée Napoleon ma poi venne restituita nel 1816 e collocata dove tutt’ora si trova.

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Le opere che raccontano gli episodi del Venerdì Santo sono innumerevoli e come già vi ho accennato, menzionarle tutte sarebbe un lavoro certosino che richiederebbe ore e ore di lavoro. La mia carrellata termina qua ma solo dopo avervi mostrato un’opera che mi sta molto a cuore: Ecce Homo di Ciseri. Fu commissionata all’artista dal Governo Italiano nel 1870. Prima di metter mano alla tela, Ciseri realizzò innumerevoli disegni preparatori e studiò a fondo lo schema compositivo.

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Lavorò costantemente all’opera fino alla morte sperando di ottenere l’approvazione da parte di tutti. Così effettivamente fu e dopo l’esposizione postuma pubblica l’opera riscosse molto successo. L’inquadratura scelta per il soggetto è paragonabile a fotografia moderna. In primo piano si vede Pilato di spalle che propone alla folla lo scambio tra Barabba e Gesù. I dettagli più minuti come i bassorilievi sulla colonna in secondo piano, vennero dipinti con la massima attenzione. Ecce Homo è conservato a Firenze nella Galleria di Arte Moderna presso Palazzo Pitti.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta e se ne va ad ammirare lo splendido sepolcro che è stato allestito nella Cappella dei Principi del San Lorenzo, qui a Firenze.

Good Friday in the art world

Today is Good Friday, the day when we remember the Passion of Christ. The condemnation, the Calvary, the Crucifixion and the Deposition were depicted and sculpted by dozens and dozens of artists over the centuries. From Giotto to Caravaggio, from Raphael to Ciseri, from De la Croix to Dalì: in different eras each wanted to make his own contribution, often on commission, to this day so important for Christianity.

I too have put in my own with the three carved pity, some crucifixion designed and much more. If today I talked to you about all the works related to the Passion that were realized over the centuries 24 hours would not be enough for me. I will mention some of the most well-known, leaving out many other, however, very famous ones.

Among the most famous Pietas, surely there is mine that I realized as a boy: the Vatican Pietà. Who does not know that face of the Madonna pained but not torn? That body of Christ which then seems to have just lost the vital breath, abandoned on the knees of the Mother.

The Deposition I propose instead to follow is the one painted by Pontormo located in the Church of Santa Felicita in Florence. It was Ludovico Capponi in 1525 who commissioned Pontormo to decorate the newly purchased family chapel. The artist designed this altarpiece, very studied and observed in the centuries to come. The decoration of the entire Capponi chapel was protected with wooden panels until complete execution. When the works were completed in 1528, Florence was fascinated by Pontormo’s work.

Among the most famous depositions there is certainly that painted by Raphael, known as Pala Baglioni or Deposition Borghese. This is an oil painting on wood preserved in the Galleria Borghese in Rome, made in 1507. Below left, just above the rocky step, the artist wanted to sign his work with his name and the date of the end of the work : RAPHAEL URBINAS MDVII.

This work was commissioned by Atalanta Baglioni to commemorate her slain son and was executed after a long elaboration by the artist. There are countless drawings that he made before his execution, which are still preserved both in Italian and foreign galleries. Originally this Deposition was in the chapel of the client family inside the Church of San Francesco da Prato. The success of this work was such that the following year Raphael was called to Rome by that great patron and warmonger of Pope Julius II.

This is the Crucifixion painted in oil on canvas by Tintoretto in 1565 and is visible at the Scuola Grande di San Rocco in Venice.

My roundup of works dedicated to the day of Good Friday continues with the superb Deposition by Caravaggio preserved in the Pinacoteca of the Vatican Museums. This work was commissioned by Girolamo Vittrice for the chapel dedicated to the Pietà located in Santa Maria in Valicella in Rome. The Deposition remained in its original location until 1797 when, after the Treaty of Tolentino, it was removed from the Church and transferred to Paris by Valadier. Later it became part of the Napoleon Museum but then it was returned in 1816 and placed where it is still located.

The works that tell the episodes of Good Friday are innumerable and as I have already mentioned to you, mentioning them all would be a painstaking job that would require hours and hours of work. My round-up ends here but only after showing you a work that is very close to my heart: Ecce Homo by Ciseri. It was commissioned to the artist by the Italian Government in 1870. Before starting to work on the canvas, Ciseri made countless preparatory drawings and thoroughly studied the compositional scheme.

He worked constantly at work, hoping to get approval from everyone. So effectively it was and after the posthumous exhibition publishes the work received much success. The framing chosen for the subject is comparable to modern photography. In the foreground we see Pilate from behind who offers the crowd the exchange between Barabbas and Jesus. The most minute details like the bas-reliefs on the column in the background, were painted with the greatest attention. Ecce Homo is preserved in Florence in the Gallery of Modern Art at Palazzo Pitti.

Your Michelangelo Buonarroti always greets you and goes to admire the splendid sepulcher which was set up in the Chapel of the Princes of San Lorenzo, here in Florence.

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