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Io come Eraclito nella Scuola di Atene

Raffaello da Urbino era un giovinetto quando io già m’arrampicavo per i ponteggi della Sistina nell’intento di dipingere la volta. Era talentuoso e presto sarebbe divenuto quel Raffaello che oggi tutti o quasi conoscono per la bellezza delle sue opere come l’emozionante Madonna della seggiola o per la celeberrima Stanza delle Segnature. Era parecchio furbo e a me i furbi non sono mai andati a genio. Copiò parecchio da me ma a distanza di secoli l’ho quasi perdonato, quasi, non del tutto.

Mi fece anche un bel ritratto nel quale mi ritrovo in tutto e per tutto. Guardate bene la sua Scuola di Atene: io son lì seduto sopra un blocco di marmo squadrato nelle sembianze di Eraclito. Sembro assorto nei miei pensieri, indifferente alla scena che si svolge attorno. La mia corporatura robusta è quella che avevo nella realtà, la barba poco folta e biforcuta, i capelli folti ma che se ne andavano un po’ qua e un po’ di là. E già, quell’Eraclito lì son proprio io.

Guardate anche i piedi: proprio come scrisse il Vasari nella mia biografia son vestiti con “stivali di pelle sopra lo ignudo”. Come Eraclito non ero apprezzato dalla folla, sempre nemica dei migliori e ubbidivo alle leggi della ragione universale.

Era un po’ antipatico Raffaello ma con questo ritratto confesso che in parte s’è riconquistato un pochetto la mia stima.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti, stanco, appesantito e rimasto senza un goccio di Chianti da bere. Se il Canova s’azzarda a bere di nuovo l’ultimo bicchiere del fiasco, la prossima volta mi sente!

I like Heraclitus in the School of Athens

Raffaello da Urbino was a young man when I was already climbing up the Sistine scaffolding in order to paint the vault. He was talented and would soon become that Raphael who today almost all know for the beauty of his works as the exciting Madonna of the chair or for the famous Stanza delle Segnature. He was very clever and I never liked the clever ones. He copied a lot from me but, after centuries, I almost forgave him …. almost, not entirely.

He also gave me a beautiful portrait in which I find myself in all respects. Look closely at his School of Athens: I am there sitting on a block of marble squared in the shape of Heraclitus. I seem absorbed in my thoughts, indifferent to the scene that takes place around. My sturdy body is the one I had in reality, the beard not very thick and forked, the thick hair but that went a bit ‘here and a bit’ of there. And yet, that Eraclito there is just me.

Look at your feet too: just as Vasari wrote in my biography they are dressed in “leather boots over the naked”. Like Heraclitus, I was not appreciated by the crowd, always the enemy of the best and obeying the laws of universal reason.

Raffaello was a bit unpleasant, but with this portrait I confess that in part my esteem has regained a little.

Your always Michelangelo Buonarroti, tired, burdened and left without a drop of Chianti to drink. If Canova gets ready to drink the last glass of the flask again, he hears me next time!

Raffaello2_big
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