Lo sguardo

Uno sguardo può tutto. Basa un’occhiataccia ben assestata per comunicare più di mille parole o uno sguardo suadente per dire ciò che l bocca non osa proferire.

Non a caso ho prestato sempre particolare attenzione agli sguardi delle mie opere pittoriche ma soprattutto scultoree. La resa degli occhi non è cosa semplice nel marmo. Per dare al Bacco uno sguardo trasognato dato dal troppo vino bevuto incavai leggermente le pupille mentre per creare un misto di emozioni nel volto del Cristo venato commissionatomi dal Vari usai lo stesso metodo cambiando però la forma delle arcate sopracciliari.

E che dire dello sguardo irato ma fermo del David che mira al suo nemico poco prima di affrontarlo? Inventai uno stratagemma nuovo che avrebbero ripreso in seguito parecchi artisti. Scavai a fondo le pupille rendendole penetranti, cariche di emozioni e terribili.

Il David senza il suo sguardo perderebbe parte del suo fascino.

A proposito, prima che la mia mente evanescente da morto rinsecchito faccia cilecca, vi ricordo che domani, essendo la prima domenica del mese, c’è la possibilità di entrare gratis nei musei statali. uscite di casa e andate a vedere i tesori delle vostre città: non dovrete sborsare nemmeno un fiorino. Se vi trovate a Firenze andate a trovare il mio David con tutta la corte dei prigioni: è gratis!

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che sempre spera nel potere della bellezza.

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