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Palazzo Spinola, restaurate le antiche mappe olandesi del Seicento: tesori di carta che raccontano il mondo

A Palazzo Spinola, a Genova, si è concluso il restauro della preziosa collezione di carte geografiche olandesi del XVII secolo.

Quattordici mappe di grande formato, tra cui un magnifico planisfero realizzato ad Amsterdam intorno al 1660-1663, testimoniano come gli europei del Seicento immaginavano e rappresentavano il mondo. Un patrimonio storico e artistico di grande rarità, conservato nelle raccolte dei Musei Nazionali di Genova e restituito a migliori condizioni conservative grazie al sostegno della Fondazione Friends of Genoa.

Le mappe del Seicento tornano a raccontare il mondo a Palazzo Spinola

La collezione delle carte geografiche olandesi conservate al Museo di Palazzo Spinola sono quattordici a grande formato, esposte a rotazione lungo lo scenografico scalone monumentale del palazzo. Le opere appartengono alla raccolta storica della Galleria, donata dai Marchesi Spinola nel 1958, e rappresentano una testimonianza preziosa della cultura geografica europea della seconda metà del XVII secolo.

L’intervento ha interessato le ultime sei carte ancora da restaurare, completando un percorso di recupero che aveva già coinvolto il grande planisfero e altre sette mappe di dimensioni minori.

A sostenere il progetto è stata la Fondazione Friends of Genoa, il cui contributo ha permesso di proseguire il lavoro di conservazione di opere delicate, nelle quali il valore artistico si intreccia con quello storico e documentario.

Il planisfero del 1660-1663 e le allegorie dei quattro continenti

Tra i protagonisti della collezione spicca la Nova totius terrarum orbis tabula, un grande planisfero realizzato ad Amsterdam intorno al 1660-1663.

La carta è arricchita dalle allegorie dei quattro continenti allora riconosciuti dagli europei: Europa, Asia, Africa e America.

Queste figure trasformano la mappa in una composizione ricca di significati, nella quale le informazioni geografiche convivono con immagini simboliche e dettagli decorativi. Il mondo viene descritto attraverso i territori, ma anche attraverso le idee, le gerarchie culturali e le rappresentazioni che l’Europa del tempo costruiva delle altre popolazioni.

Le carte geografiche seicentesche erano infatti oggetti di conoscenza, ma anche opere di prestigio. La precisione del disegno, la ricchezza delle illustrazioni e la complessità delle informazioni testuali contribuivano a renderle strumenti di studio e manufatti capaci di suscitare meraviglia.

Il planisfero di Palazzo Spinola permette così di osservare un momento particolare della storia della cartografia, quando le conoscenze accumulate attraverso viaggi, esplorazioni e scambi commerciali contribuivano a modificare progressivamente l’immagine del pianeta.

Le antiche Fiandre divise tra Spagna e indipendenza

Un’altra opera di grande interesse è la Tabula Nova XVII Belgi Provinciarum, una carta che documenta l’assetto territoriale delle antiche Fiandre.

La mappa restituisce una situazione politica complessa: i territori meridionali erano sotto il dominio spagnolo, mentre quelli settentrionali appartenevano alle Province Unite indipendenti.

La geografia diventa così una testimonianza diretta della storia europea. I confini disegnati sono il risultato di conflitti, trasformazioni politiche e rapporti di potere che segnarono profondamente il continente.

Europa, Asia, Africa e America: quando la cartografia incontra l’immaginario

Particolarmente suggestiva è la serie dedicata ai quattro continenti, nella quale le rappresentazioni geografiche si intrecciano con figure allegoriche, personaggi e animali esotici.

Europa, Asia, Africa e America vengono descritte attraverso un linguaggio visivo che riflette le conoscenze e la mentalità del XVII secolo. Accanto alle informazioni sui territori compaiono immagini che raccontano il modo in cui gli europei interpretavano popoli, ambienti naturali e culture lontane.

È proprio in questo intreccio tra realtà e immaginazione che le antiche carte acquistano un valore ulteriore.

Le mappe conservano informazioni geografiche, ma rivelano anche le curiosità, gli stereotipi e le lacune di una società che cercava di comprendere un mondo sempre più vasto. Alcuni dettagli testimoniano l’avanzamento delle conoscenze; altri raccontano una visione ancora condizionata da tradizioni, racconti di viaggio e interpretazioni culturali.

Come sono state restaurate le antiche carte geografiche

Il restauro ha avuto come obiettivi principali il recupero della planarità dei fogli e il miglioramento delle condizioni conservative delle opere.

La carta è un materiale particolarmente delicato: il tempo, le condizioni ambientali, i materiali utilizzati nei precedenti interventi e le modalità di conservazione possono provocare alterazioni, deformazioni e perdita di leggibilità.

Per restituire stabilità alle mappe di Palazzo Spinola, i restauratori hanno eseguito operazioni di pulitura delle superfici e rimozione delle vernici applicate in passato.

Il lavoro ha compreso anche la deacidificazione della carta, la rimozione dei residui di adesivo e dei precedenti materiali di restauro, il consolidamento del supporto e il reintegro delle parti mancanti. È stata inoltre eseguita l’integrazione cromatica, finalizzata a migliorare la leggibilità complessiva delle opere senza sostituirsi alla materia originale.

La fase conclusiva ha riguardato gli elementi di finitura, con il rinnovo di nastri e bastoni terminali coerenti con quelli originari.

Palazzo Spinola, un patrimonio da scoprire a Genova

Le carte geografiche olandesi fanno parte di un patrimonio che rende Palazzo Spinola un luogo di particolare interesse per chi visita Genova e desidera conoscere la storia artistica e culturale della città.

Le quattordici mappe, esposte a rotazione lungo lo scalone monumentale, accompagnano il visitatore in un percorso nel quale la rappresentazione del mondo diventa anche racconto storico, artistico e culturale.

Sono documenti che raccontano come la conoscenza si costruisce, si trasforma e si tramanda, lasciando sulle superfici di carta le tracce delle esplorazioni, della cultura e dell’immaginario di un’epoca.

Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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Palazzo Spinola: 17th-Century Dutch Maps Restored—Paper Treasures That Tell the Story of the World

The restoration of a precious collection of 17th-century Dutch maps has been completed at Palazzo Spinola in Genoa.

Fourteen large-format maps—including a magnificent world map created in Amsterdam between 1660 and 1663—offer insight into how Europeans of the 17th century envisioned and depicted the world. This rare historical and artistic heritage, held in the collections of the National Museums of Genoa, has been restored to an improved state of preservation thanks to the support of the Friends of Genoa Foundation.

17th-Century Maps Once Again Tell the Story of the World at Palazzo Spinola

The collection of Dutch maps housed at the Palazzo Spinola Museum comprises fourteen large-format pieces, which are displayed on a rotating basis along the palace’s dramatic monumental staircase. These works belong to the Gallery’s historical collection—donated by the Spinola Marquises in 1958—and serve as a valuable record of European geographical culture during the second half of the 17th century.

The project focused on the final six maps awaiting restoration, completing a recovery process that had already encompassed the large world map and seven other smaller maps.

The initiative was supported by the Friends of Genoa Foundation; their contribution enabled the continued preservation of these delicate works, in which artistic value intertwines with historical and documentary significance.

The 1660–1663 World Map and Allegories of the Four Continents

A standout piece in the collection is the Nova totius terrarum orbis tabula, a large world map created in Amsterdam between 1660 and 1663. The map is embellished with allegories of the four continents recognized by Europeans at the time: Europe, Asia, Africa, and America.

These figures transform the map into a composition rich in meaning, where geographical information coexists with symbolic imagery and decorative details. The world is depicted not only through its territories but also through the ideas, cultural hierarchies, and representations that the Europe of that era constructed regarding other peoples.

Seventeenth-century maps were, in fact, both objects of knowledge and prestige pieces. The precision of the drawing, the richness of the illustrations, and the complexity of the textual information made them both tools for study and artifacts capable of inspiring wonder.

The Palazzo Spinola world map thus offers a glimpse into a pivotal moment in the history of cartography, a time when knowledge gathered through voyages, exploration, and trade was progressively reshaping the image of the planet.

Historic Flanders: Divided between Spain and Independence

Another work of great interest is the Tabula Nova XVII Belgi Provinciarum, a map documenting the territorial layout of historic Flanders.

The map reveals a complex political landscape: the southern territories were under Spanish rule, while the northern ones belonged to the independent United Provinces.

Geography thus becomes a direct record of European history. The depicted borders are the result of the conflicts, political transformations, and power dynamics that profoundly shaped the continent.

Europe, Asia, Africa, and America: Where Cartography Meets Imagination

Particularly striking is the series dedicated to the four continents, in which geographical depictions intertwine with allegorical figures, human characters, and exotic animals.

Europe, Asia, Africa, and America are portrayed through a visual language that reflects the knowledge and mindset of the 17th century. Alongside information about the territories, images appear that reveal how Europeans interpreted distant peoples, natural environments, and cultures.

It is precisely in this interplay between reality and imagination that these antique maps acquire added value.

The maps preserve geographical information but also reveal the curiosities, stereotypes, and gaps in knowledge of a society striving to understand an ever-expanding world. Some details bear witness to the advancement of knowledge, while others reflect a worldview still shaped by traditions, travel narratives, and cultural interpretations.

How the antique maps were restored

The primary objectives of the restoration were to restore the flatness of the sheets and improve the works’ state of preservation.

Paper is a particularly delicate material: the passage of time, environmental conditions, materials used in previous interventions, and storage methods can all cause deterioration, deformation, and a loss of legibility.

To restore stability to the Palazzo Spinola maps, conservators carried out cleaning operations surfaces and the removal of previously applied varnishes.

The work also included paper deacidification, the removal of adhesive residues and earlier restoration materials, consolidation of the substrate, and the reintegration of missing sections. Color reintegration was also carried out, aimed at enhancing the overall legibility of the works without replacing the original material.

The final phase focused on finishing elements, involving the replacement of ribbons and end rods with ones consistent with the originals.

Palazzo Spinola: a heritage site to discover in Genoa

The Dutch maps are part of a collection that makes Palazzo Spinola a place of particular interest for visitors to Genoa who wish to explore the city’s artistic and cultural history.

The fourteen maps, displayed on a rotating basis along the monumental staircase, guide the visitor on a journey where the depiction of the world becomes a historical, artistic, and cultural narrative.

These documents tell the story of how knowledge is built, transformed, and passed down, leaving traces of an era’s explorations, culture, and imagination upon the paper surfaces.

For now, your ever-faithful Michelangelo Buonarroti bids you farewell, looking forward to seeing you in future posts and on social media.

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