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Presepe napoletano nella Basilica di San Pietro: l’arte di San Gregorio Armeno per il Natale in Vaticano

Un grande presepe napoletano, firmato dai maestri Cantone e Costabile di San Gregorio Armeno, arriva nella Basilica di San Pietro. Scenografia settecentesca, terracotta policroma e tradizione artigianale partenopea sono le protagoniste del Natale 2025 in Vaticano.

L’arrivo del presepe napoletano in Vaticano

La magia della scuola presepiale napoletana approda nel cuore della cristianità con un allestimento monumentale che celebra la storia, la maestria artigianale e la simbologia di una delle tradizioni artistiche italiane più riconosciute al mondo.

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L’8 dicembre, nella solennità dell’Immacolata Concezione, la Basilica di San Pietro ha inaugurato ufficialmente il grande presepe napoletano realizzato dai maestri Cantone e Costabile, artigiani iconici della celebre via San Gregorio Armeno.

La presentazione, avvenuta al termine dei Vespri e presieduta dal cardinale Mauro Gambetti, apre simbolicamente il periodo natalizio vaticano, trasformando gli spazi basilicali in un museo vivente dedicato all’arte presepiale.

Una scenografia che richiama la Campania Felix e l’estetica settecentesca

Architettura e materiali: il paesaggio come opera d’arte

Il presepe è stato collocato presso l’Altare di San Gregorio Magno e la scenografia è ispirata alle atmosfere rurali della Campania Felix, area fertile e culturalmente vivace della storia antica, che nel Settecento influenzò profondamente la poetica del presepe napoletano.

Gli archi in laterizi romani si alternano a murature in opus incertum realizzate in tufo giallo di Pozzuoli, creando un gioco di volumi e texture che restituisce l’autenticità delle architetture campane del XVIII secolo. Una ricostruzione storica accurata, pensata per integrare paesaggio, simbolo e narrazione.

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Il linguaggio artistico del presepe napoletano

Nel presepe napoletano settecentesco, la scena della Natività viene inserita in un contesto quotidiano, popolato da mestieri, figure umili e situazioni domestiche. Questa scelta stilistica, ripresa fedelmente nell’allestimento vaticano, non solo aggiunge complessità alla composizione, ma pone l’Incarnazione al centro dell’umanità reale, in un dialogo dinamico tra sacro e profano.

La Natività

Nel cuore dell’allestimento si trova la Sacra Famiglia con Maria, Giuseppe e il Bambino Gesù: figure alte circa 1,30 metri, scolpite e dipinte secondo le tecniche storiche della scuola partenopea.

Attorno alla grotta sono collocati tre angeli, i Re Magi, i due zampognari, il celebre pastore dormiente Benino – figura simbolica della tradizione presepiale – accanto a popolani, mendicanti, artigiani e animali.

Le tecniche artigianali: l’eccellenza della scuola di San Gregorio Armeno

Terracotta policroma e materiali pregiati

Le figure sono realizzate con la tecnica classica del presepe napoletano: teste, mani e piedi in terracotta policroma, modellati con straordinaria espressività. Gli occhi in cristallo, elemento tipico dell’artigianato partenopeo, donano realismo e intensità ai volti, mentre la pittura a olio permette sfumature morbide e profondità cromatica.

Strutture, abiti e lavorazione dei tessuti

Internamente, ogni figura è sostenuta da una struttura metallica che garantisce stabilità e durata. Gli abiti sono realizzati con tessuti autentici, drappeggiati direttamente sui corpi attraverso una complessa tecnica di inamidatura e modellazione che caratterizza da secoli la produzione artigianale di San Gregorio Armeno.

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Il presepe visibile fino al 7 gennaio 2026

Il presepe sarà visitabile quotidianamente negli orari di apertura della Basilica di San Pietro e resterà esposto fino al 7 gennaio 2026, data che segna la conclusione del Tempo di Natale con la festa del Battesimo del Signore.

Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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Neapolitan Nativity Scene in St. Peter’s Basilica: The Art of San Gregorio Armeno for Christmas in the Vatican

A large Neapolitan nativity scene, created by masters Cantone and Costabile of San Gregorio Armeno, arrives in St. Peter’s Basilica. Eighteenth-century scenography, polychrome terracotta, and Neapolitan artisanal tradition are the protagonists of Christmas 2025 in the Vatican.

The Arrival of the Neapolitan Nativity Scene in the Vatican

The magic of the Neapolitan nativity scene school arrives in the heart of Christianity with a monumental installation that celebrates the history, craftsmanship, and symbolism of one of the most recognized Italian artistic traditions in the world.

On December 8th, the Solemnity of the Immaculate Conception, St. Peter’s Basilica officially inaugurated the large Neapolitan nativity scene created by masters Cantone and Costabile, iconic artisans of the famous Via San Gregorio Armeno.

The presentation, which took place after Vespers and was presided over by Cardinal Mauro Gambetti, symbolically opens the Vatican Christmas season, transforming the basilica’s spaces into a living museum dedicated to nativity scene art.

A setting reminiscent of Campania Felix and 18th-century aesthetics

Architecture and materials: the landscape as a work of art

The nativity scene was placed near the Altar of San Gregorio Magno, and the setting is inspired by the rural atmosphere of Campania Felix, a fertile and culturally vibrant area of ​​ancient history, which profoundly influenced the poetics of the Neapolitan nativity scene in the 18th century.

The Roman brick arches alternate with opus incertum walls made of yellow tuff from Pozzuoli, creating an interplay of volumes and textures that restores the authenticity of 18th-century Campanian architecture. This accurate historical reconstruction is designed to integrate landscape, symbolism, and narrative.

The Artistic Language of the Neapolitan Nativity Scene

In the 18th-century Neapolitan nativity scene, the Nativity scene is set in an everyday context, populated by crafts, humble figures, and domestic situations. This stylistic choice, faithfully reproduced in the Vatican display, not only adds complexity to the composition but also places the Incarnation at the center of real humanity, in a dynamic dialogue between the sacred and the profane.

The Nativity

At the heart of the display is the Holy Family with Mary, Joseph, and the Baby Jesus: figures approximately 1.30 meters tall, sculpted and painted according to the historic techniques of the Neapolitan school.

Around the grotto are three angels, the Three Wise Men, the two bagpipers, and the famous sleeping shepherd Benino—a symbolic figure in nativity scene tradition—along with commoners, beggars, artisans, and animals.

Artisanal Techniques: The Excellence of the San Gregorio Armeno School

Polychrome Terracotta and Fine Materials

The figures are crafted using the classic Neapolitan nativity scene technique: heads, hands, and feet in polychrome terracotta, modeled with extraordinary expressiveness. The crystal eyes, a typical element of Neapolitan craftsmanship, lend realism and intensity to the faces, while the oil painting technique allows for soft shading and depth of color.

Structures, Clothing, and Fabric Processing

Internally, each figure is supported by a metal structure that ensures stability and durability. The clothing is made from authentic fabrics, draped directly over the bodies using a complex starching and modeling technique that has characterized San Gregorio Armeno’s artisanal production for centuries.

The nativity scene is open until January 7, 2026.

The nativity scene can be visited daily during the opening hours of St. Peter’s Basilica and will remain on display until January 7, 2026, the date marking the end of the Christmas season with the feast of the Baptism of the Lord.

For now, yours truly, Michelangelo Buonarroti bids you farewell and invites you to join him in future posts and on social media.

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