Le scarpe della Madonna di Bruges
Al di sotto delle pieghe dell’abito scolpito nel marmo di Carrara, si intravedono le scarpe che indossa la Madonna di Bruges.
Alla stregua di quelle portate dalla Madonna della Pietà Vaticana, sono le tipiche scarpe femminili che le donne appartenenti a una classe sociale agiata, indossavano durante il periodo rinascimentale a Firenze.
Venivano realizzate usando una suola sottile in legno o in sughero, sapientemente rivestita in tessuto oppure in cuoio. La scarpa che, vista la forma oggi definiremo pantofola, veniva completata con una tomaia in seta, velluto o raso.
Le scarpe più preziose erano arricchite con ricami realizzati con fili d’argento e d’oro, perline di vetro o addirittura pietre preziose e perle.
Nel caso delle scarpe della Madonna di Bruges non ci sono decori ma sono semplici pianelle di tessuto senza orpelli.
Pensate che anche allora erano in voga i tacchi fra le signore più in vista della società. Molto diversi da quelli che conosciamo oggi, assomigliavano più a delle zeppe in legno o sughero da nascondere sotto le ampie gonne. Era lo stratagemma adoperato da le nobildonne per sembrare più alte ma avevano anche un’utilità pratica.
Le strade mica erano come quelle di adesso e camminare sopra le zeppe impediva ai piedi di venire a contatto più o meno accidentalmente con escrementi e altri tipi di sporcizia.
Gli uomini invece, nello stesso periodo a Firenze, usavano scarpe a punta larga e basse con una tomaia in seta o in velluto. Ovviamente anche in questo caso erano i nobili a poter aver accesso ad accessori di tal pregio, inaccessibili per la gente comune.
Sapete chi fu la prima nobildonna a foggiare dei tacchi un po’ più simili a quelli di oggi?
Sembra sia stata Caterina de’ Medici in quello storico 28 ottobre del 1533 a Marsiglia, in occasione del suo matrimonio con Enrico II di Valois.
Volle far realizzare da un abile artigiano di Firenze delle scarpe rigorosamente su misura, che avessero una punta allunata e un tacco decisamente più sottile e raffinato rispetto all’abituale zeppa.
Quelle scarpe fecero furore e riscossero una grande approvazione nelle corti di tutta Europa.
Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.
The shoes of Our Lady of Bruges
Below the folds of the dress carved in Carrara marble, you can see the shoes worn by the Madonna of Bruges.
Like those worn by the Madonna della Pietà Vaticana, they are the typical female shoes that women belonging to a wealthy social class wore during the Renaissance period in Florence.
They were made using a thin wooden or cork sole, skilfully covered in fabric or leather. The shoe which, given the shape today we will define as a slipper, was completed with an upper in silk, velvet or satin.
The most precious shoes were enriched with embroideries made with silver and gold threads, glass beads or even precious stones and pearls.
In the case of the shoes of the Madonna of Bruges there are no decorations but they are simple fabric slippers without frills.
Think that even then heels were in vogue among the most prominent ladies of society. Very different from those we know today, they looked more like wooden or cork wedges to hide under wide skirts. It was the ploy used by noblewomen to look taller but they also had a practical use.
The streets weren’t like they are now and walking on wedges prevented the feet from more or less accidentally coming into contact with excrement and other types of dirt.
Men, on the other hand, in the same period in Florence, used flat, wide-toed shoes with a silk or velvet upper. Obviously also in this case it was the nobles who could have access to accessories of this value, inaccessible to the common people.
Do you know who was the first noblewoman to fashion heels a little more similar to today’s ones?
It seems to have been Caterina de’ Medici on that historic 28 October 1533 in Marseille, on the occasion of her marriage to Henry II of Valois.
She wanted to have a skilled craftsman from Florence make strictly made-to-measure shoes, which had an elongated toe and a decidedly thinner and more refined heel than the usual wedge.
Those shoes caused a sensation and received great approval in the courts of all Europe.
For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you by making an appointment for the next posts and on social media.

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