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Terminato il restauro dell’arazzo della Battaglia di Roncisvalle del Bargello

È giunto al termine il lungo restauro dell’arazzo della Battaglia di Roncisvalle, appartenente alle collezioni del Museo Nazionale del Bargello.

Il restauro è stato avviato alla fine del 2012 e ci sono voluti 7 anni di lavoro per un totale di più di 20mila ore di lavoro e l’impegno di 25 persone per portarlo a termine. D’altro canto l’arazzo del Quattrocento è alto quasi quattro metri e largo 5 ed è stato necessario un grande lavoro di squadra dell’Opificio delle Pietre Dure per riportarlo alla massima leggibilità possibile.

Particolare dell’operazione di consolidamento delle trame
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L’arazzo della Battaglia di Roncisvalle fu tessuto da una manifattura franco-fiamminga, molto probabilmente operante nelle Fiandre a Tournai. La trama e l’ordito raffigurano cavalli e cavalieri impegnati nelle fasi iniziali dello scontro di Roncisvalle fra saraceni e cristiani, lo stesso che viene narrato nel poema del ciclo carolingio Chanson de Roland.

L’opera fu tessuta in lana e seta. La maggior parte è lana mentre la seta fu adoperata con parsimonia per evidenziare i punti luce dei volti, dei cavalli e delle scintillanti armature.

Particolare della grande lacuna in alto prima del restauro
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L’opera era in pessimo stato di conservazione con zone molto sporche a causa degli accumuli polverosi, presentava lacerazioni evidenti, lacune importanti e tagli.

L’intervento di restauro è stato complesso ed è stato condotto magistralmente dal Settore arazzi e tappeti dell’Opificio delle Pietre Dure. Una vera sfida tecnica che ha permesso di studiare a fondo l’intera opera e di restituirgli la dignità che merita.

Particolare di una lacuna in corrispondenza del personaggio di Gondebue: prima del restauro
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L’opera custodita al Bargello in realtà è una porzione di un arazzo ancora più grande che ha approssimativamente una lunghezza di oltre dieci metri. Appartiene al ciclo di arazzi che raccontano le Storie di Carlo Magno e di Orlando e nel mondo sono presenti altri nove frammenti di grandi dimensioni dislocati in altri musei e collezioni private.

Non è dato sapere chi commissionò il ciclo ma presumibilmente può essere ricondotto alla cerchia dei duchi di Borgogna.

La Battaglia di Roncisvalle dopo l’intervento di restauro
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Nella parte di arazzo appena restaurato si vede Orlando in primo piano a destra in groppa al cavallo rampante mentre impugna la mitica spada Durlindana, con tanto di scritta a lettere cubitali DURENDAL. Orlando sta combattendo contro l’emiro di Babilonia Baligante, anche lui a dorso di cavallo.

Il restauro è stato condotto direttamente all’interno del laboratorio del Settore restauro arazzi dell’OPD. Per prima cosa è stato rimosso il supporto e sono stati eliminati i rammendi che creavano tensioni anomale a tutta la struttura tessile. Al contempo è stata effettuata una prima pulitura mediante una capillare macro-aspirazione dello sporco che interessava tutta la superficie oscurando i toni e facendo divenire le fibre eccessivamente dure.

Il team del Museo Nazionale del Bargello e dell’Opificio delle Pietre dure
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L’arazzo è stato cucito sopra un supporto di rete rigida per stabilizzare le aree mancanti e pulito mediante l’immersione in acqua. Le lacune sono state reintegrate con un complesso lavoro di reinserimento di trame e orditi: solo così è stato possibile restituire all’opera la stabilità meccanica e una buona leggibilità.

Per vedere il grande arazzo della Battaglia di Roncisvalle appena restaurato, dovete entrare nella Sala dell’Armeria del Museo Nazionale del Bargello.

Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

The restoration of the tapestry of the Battle of Roncesvalles del Bargello has been completed

The long restoration of the tapestry of the Battle of Roncesvalles, belonging to the collections of the Bargello National Museum, has come to an end.

The restoration was started at the end of 2012 and it took 7 years of work for a total of more than 20 thousand hours of work and the commitment of 25 people to complete it. On the other hand, the fifteenth-century tapestry is almost four meters high and 5 meters wide and it took a great deal of teamwork from the Opificio delle Pietre Dure to bring it back to maximum legibility.

The tapestry of the Battle of Roncesvalles was woven by a Franco-Flemish manufacture, most likely operating in Flanders at Tournai. The warp and weft depict horses and riders engaged in the initial stages of the clash of Roncesvalles between Saracens and Christians, the same that is narrated in the poem of the Carolingian cycle Chanson de Roland.

The work was woven in wool and silk. Most of it is wool while silk was used sparingly to highlight the highlights of faces, horses and glittering armor.

The work was in a poor state of conservation with very dirty areas due to dusty accumulations, it had evident lacerations, important gaps and cuts.

The restoration was complex and was masterfully conducted by the tapestry and carpet sector of the Opificio delle Pietre Dure. A real technical challenge that made it possible to study the entire work thoroughly and restore the dignity it deserves.

The tapestry kept at the Bargello is actually a portion of an even larger tapestry that is approximately over ten meters long. It belongs to the cycle of tapestries that tell the stories of Charlemagne and Orlando and in the world there are nine other large fragments located in other museums and private collections.

It is not known who commissioned the cycle but presumably it can be traced back to the circle of the Dukes of Burgundy.

In the newly restored part of the tapestry, Orlando is seen in the foreground on the right on the back of the prancing horse holding the legendary Durlindana sword, complete with the word DURENDAL in large letters. Orlando is fighting against the Baligante Emir of Babylon, who is also on horseback.

The restoration was carried out directly within the laboratory of the OPD’s tapestry restoration sector. First of all, the support was removed and the mending that created anomalous tension in the entire textile structure was eliminated. At the same time, a first cleaning was carried out by means of a capillary macro-aspiration of the dirt that affected the entire surface, darkening the tones and making the fibers excessively hard.

The tapestry was sewn on a rigid net support to stabilize the missing areas and cleaned by immersion in water. The gaps have been replenished with a complex work of reintegrating wefts and warps: only in this way has it been possible to restore mechanical stability and good readability to the work.

To see the large tapestry of the Battle of Roncesvalles that has just been restored, you must enter the Armory Room of the Bargello National Museum.

For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you by giving you an appointment at the next posts and on social networks.

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1 commento »

  1. bisogna fare i complimenti a queste bravissime donne che con una pazienza straordinaria hanno dato nuova vita a questo capolavoro storico..👍👍👍👏👏👏👏👏👏👏👏👏😉

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