Lavorando con subbia e martello cinque giorni prima di morire
Fino ai vostri tempi è arrivata una testimonianza affidabile e precisa riguardo al mio lavorare poco prima di morire. Fu Daniele da Volterra, caro amico e prezioso collaboratore a mettere nero su bianco qualche dettaglio in più relativo ai miei ultimi giorni.
Quando oramai ero già morto da qualche mese, prese carta e penna per scrivere una lettera al mi nipote Lionardo. Fra le altre cose raccontate in quelle righe, Daniele ci tenne a precisare che sia il sabato e la domenica di Carnevale prima di morire, lavorai tutto il giorno di subbia sulla Pietà che oggi chiamate Rondanini.
Passai a miglior vita Venerdì 18 Febbraio del 1564, cinque giorni dopo aver abbandonato gli strumenti del mestiere.
Immaginatevi la forza che dovevo avere ancora in corpo nonostante l’età e il soffio vitale che poco a poco mi stava scappando via, per lavorare non con il pennello comodamente seduto ma per scalfire con forza il marmo.
Ma non è finita qua. Nela solita lettera Daniele da Volterra raccomanda a Lionardo di prendere tutto il tempo necessario per fare la mia tomba, accordandosi con il Vasari che la stava progettando.
Poche righe sotto si capisce a che punto fossero stati condotti i busti in bronzo che il mio nipote aveva commissionato proprio a lui: in quel frangente Daniele aveva fatto una forma di cera. Riferisce anche di non star bene e che i suoi medici gli avevano consigliato di andare a trascorrere un po’ di terme a Bagni di Lucca.
Prima di concludere la missiva, il mio fidato amico racconta al nipote Lionardo che fu un’impresa tenere la casa di Macel de’ Corvi desiderata dalla corte papale e riferisce anche il modo con il quale stava riuscendo a trattenerla.
A seguire vi riporto la lettera integrale: leggetela perché è una delle più importanti del carteggio indiretto che mi riguarda.
Roma, 11 giugno del 1564
Molto magnifico et honorando m. Lionardo, per m. Diomede Leoni nostro affetionatissimo ho receuto la vostra delli 3 del presente, per la quale intendo la buona accoglienza che m. Giorgio fece della mia che gli portaste; e non essendo di più inportanzia che tanto l’averne risposta, li potrete dire che io l’ò già assoluto di questo peccato. Mi increscie bene assai della sua indisposizione.
Io non mi ricordo se in tutto quello scritto io messi chome Michelagnolo lavorò tutto il sabbato della domenicha di carnovale, e llavorò in piedi, subbiando sopra quel corpo della Pietà. Se io non l’avessi messo, gli ricorderete che non manchi metterlo, facendo lui l’aggiunta alla sua vita. E raccomandatemeli.
Circha alla Madonna, e’ basterà che lo commetta al Marignolle e quanto alla spesa che ci anderrà di gesso, sarete contento farla voi, che ci pareggiremo al far de’ nostri conti. E facciasi a comodità del detto Marignolle.
Circha alla sipoltura, mi piace che non si corra a furia, perché considerandola con tempo e consultandone con m. Giorgio, so’ certo che si farà chosa che starà bene.
Quanto a e ritratti di metallo, fino a qui io ne ho formata una cera. Si va facendo quanto si può in tal caso e non si mancherà con la debita diligenzia condurli a fine con quella più presteza che serà possibile. E parendomi che questo basti, fo fine con darvi nuova della mia stortura, che per el caldo si vede pigliar qualche miglioramento. Pure questi medici par che si accordino che saria bene che io venissi alla doccia de Luccha sì che, risolvendosene, sarà facil cosa che ci rivediamo presto costà, piacendo a dDio.
Questi del Papa hanno fatto gran forza d’aver la casa. Io la ho difesa in modo che non credo ci penseranno più; e acciò che si vegga la casa più abitata, ho messo Iacopo con le sue donne in le stanze che abitavano le donne d’Antonio. E io non mancho di dormir del continuo nella torre con un de’ miei. State sano. Che Dio vi feliciti. Di Roma, il dì 11 de giugnio 1564. Vostro affettionatissimo amico et ser(vito)re Daniele Ricciarelli. Al molto magnifico e honorando m. Lionardo Buonarroti mio osservandissimo. A Fiorenza.
Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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