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La Cappella degli Scrovegni affrescata da Giotto

La Cappella degli Scrovegni è un capolavoro di pittura europea trecentesca. In soli due anni Giotto diede vita a uno dei cicli pittorici più importanti di sempre che ancora oggi attrae migliaia di visitatori ogni anno

La storia di questa cappella ebbe inizio nel 1300 quando a Padova, il facoltoso banchiere Enrico Scrovegni, volle acquistare un terreno ubicato al di sopra dell’antico anfiteatro romano per costruire una piccola cappella a navata unica, alta 12,65 metri.

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La cappella fu dedicata a Santa Maria della Carità ma da tutti verrà poi conosciuta come Cappella degli Scrovegni. L’ambiente era collegato direttamente al Palazzo degli Scrovegni che ahimè fu abbattuto nel 1827.

Enrico Scrovegni volle che fosse Giotto ad affrescare la sua nuova cappella e gli commissionò i lavori nel 1303. Il grandioso progetto procedette speditamente tanto che gli affreschi furono ultimati nel 1305.

Già l’anno precedente erano buon punto tanto che papa Benedetto XI concesse l’indulgenza a tutti i fedeli che avrebbero visitato la Cappella, già in gran parte affrescata.

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Se le Storie di San Francesco dipinte bella Basilica Superiore di Assisi sono arrivate fino ai vostri giorni non in perfetto stato di conservazione, gli affreschi di Padova hanno meglio resistito all’inesorabile scorrere del tempo.

Giotto ideò un complesso programma iconografico, dipingendo ogni centimetro quadrato di superficie a disposizione.

Le pareti della navata sono decorate con uno zoccolo di marmi finti dipinti che lasciano spazio a nicchie sempre affrescate con le allegorie dei Vizi e delle Virtù monocrome.

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Il tema centrale degli affreschi giotteschi è incentrato sulla salvezza e ha inizio dalla lunetta al di sopra dell’arco trionfale con l’affresco in cui Dio si riconcilia con l’umanità, affidando all’arcangelo Gabriele il compito di annunciare alla Vergine la venuta del Salvatore.

Nel primo registro della parete sud Giotto affrescò le Storie di Gioacchino e Anna mentre nel primo registro della parete Nord ci sono le Storie di Maria.

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La controfacciata della Cappella degli Scrovegni è interamente occupata dal Giudizio Universale. Al centro della scena c’è Cristo Giudice all’interno della mandorla mentre ai due lati, seduti in trono, si vedono i dodici apostoli. La parte superiore dell’affresco è decorata con le schiere angeliche mentre a destra in basso c’è la parte dedicata all’inferno.

Nella parte a sinistra in basso si vedono le due processioni degli eletti.

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I libri

A seguire vi propongo alcuni interessanti libri che sono stati pubblicati relativi alla Cappella degli Scrovegni.

Giotto: la cappella degli Scrovegni di Claudio Bellinati: lo trovate QUA.

Giotto, il grande narratore: Gli affreschi della Cappella degli Scrovegni a Padova – una proposta di approfondimento di Giulio Zennaro. Lo trovate QUA.

Giotto. La cappella degli Scrovegni. Ediz. illustrata di Stefano Zuffi. Lo trovate QUA.

Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e suo social.

The Scrovegni Chapel frescoed by Giotto

The Scrovegni Chapel is a masterpiece of fourteenth-century European painting. In just two years Giotto gave life to one of the most important pictorial cycles ever which still today attracts thousands of visitors every year.

The history of this chapel began in 1300 when in Padua, the wealthy banker Enrico Scrovegni, wanted to buy land located above the ancient Roman amphitheater to build a small chapel with a single nave, 12.65 meters high.

The chapel was dedicated to Santa Maria della Carità but will later be known by everyone as the Scrovegni Chapel. The environment was directly connected to the Scrovegni Palace which, alas, was demolished in 1827.

Enrico Scrovegni wanted Giotto to fresco his new chapel and commissioned the works in 1303. The works proceeded quickly so that they were finished in 1305. The previous year was already a good point, so much so that Pope Benedict XI granted the indulgence to everyone. the faithful who would have visited the chapel, already largely frescoed.

If the Stories of St. Francis painted in the beautiful Upper Basilica of Assisi have reached your days not in a perfect state of conservation, the frescoes of Padua have better resisted the inexorable passage of time.

Giotto devised a complex iconographic program, painting every square centimeter of available surface.

The walls of the nave are decorated with a plinth of painted imitation marbles that leave room for niches that are always frescoed with the allegories of monochrome Vices and Virtues.

The central theme of Giotto’s frescoes is focused on salvation and begins from the lunette above the triumphal arch with the fresco in which God is reconciled with humanity, entrusting the archangel Gabriel with the task of announcing the coming of the Savior.

In the first register of the south wall Giotto frescoed the Stories of Joachim and Anna while in the first register of the north wall there are the Stories of Mary.

The counter-façade of the Scrovegni Chapel is entirely occupied by the Last Judgment. At the center of the scene is Christ the Judge inside the almond while on the two sides, seated on a throne, you can see the twelve apostles. The upper part of the fresco is decorated with the angelic hosts while on the lower right there is the part dedicated to hell.

In the lower left part you can see the two processions of the elect.

For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you by giving you an appointment for the next posts and his social network.

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