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La fontana più antica di Roma

La fontana più antica di Roma, ancora funzionante, è quella che si trova davanti alla basilica di Santa Maria in Trastevere. Nel corso degli anni è stata restaurata e finanche rimaneggiata più volte ma ciò niente toglie al suo fascino.

Fu progettata da Donato Bramante partendo da una fontana di epoca imperiale, poi nei decenni a seguire venne modificata prima da Gian Lorenzo Bernini e poi da Carlo Fontana.

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Sembra che una fonte da quelle parti esistesse già nell’epoca di Augusto, ubicata però non al centro della piazza ma sul lato opposto della chiesa.

Veniva alimentata mediante l’acquedotto da lui fatto edificare nel secondo secolo avanti Cristo, con lo scopo primario di far arrivare l’acqua fino alla sua naumachia ovvero il lago completamente artificiale nella zona di Trastevere, adoperato per i grandi spettacoli delle battaglie navali.

Quest’acqua però non era potabile e quando non veniva adoperata per le neumachie, era sfruttata per irrigare i giardini di Cesare e per l’irrigazione agricola.

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Nei secoli a seguire, papa Adriano I volle far restaurare la fontana preesistente e da allora si perdono tracce documentarie fino al 1450.

In occasione del giubileo, sotto il papato di Niccolò V Parentucelli, fu fatta edificare una vasca quadrata sopra una breve gradinata. Al centro furono messi due catini a forma circolare, uno sopra l’altro, entrambi sostenuti da una colonna.

In quel frangente la fontana continuava ad essere alimentata dall’acquedotto di Augusto, noto con il nome di Alsietino. Il flusso ridotto delle acque però, indusse a rimuovere il piccolo bacino più alto al quale non arrivava acqua a sufficienza.

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Fra il 1496 e il 1501 il Bramante mise mano alla fontana. Decorò il catino superiore rimasto con delle teste di lupo: l’acqua sgorgava dalle loro bocche per ricadere nella vasca inferiore.

Alla fine del Cinquecento Giovanni Fontana eseguì sulla stessa opera un intervento radicale da cambiarne l’aspetto. La vasca della base divenne così ottagonale.

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Per quanto riguarda l’acqua di alimentazione, prima venne sostituita con l’Acqua Felice agli inizi del Seicento e poco dopo, dato che il nuovo condotto dell’Acqua Paola garantiva un flusso maggiore, venne cambiata con quest’ultima.

Bernini nel 1658 completò l’ammodernamento della fontana sistemando sui lati della vasca più grande gli stemmi di papa Alessandro VII, le conchiglie con le valve aperte verso l’esterno e un’epigrafe. Inoltre la fontana fu spostata da dove era rimasta per secoli fino ad allora, sul lato opposto della chiesa, fino al luogo dove ancora oggi si trova.

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Infine Carlo Fontana nel 1694 rese più grande la vasca principale realizzandola per altro in travertino e sostituì e conchiglie del Bernini con altre più grandi, voltandole verso il centro.

Quando vi capiterà di vedere di nuovo questa fontana, forse la guarderete con altri occhi sapendo quanta storia ha alle sue spalle.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi racconti.

The oldest fountain in Rome

The oldest fountain in Rome, still working, is the one located in front of the basilica of Santa Maria in Trastevere. Over the years it has been restored and even remodeled several times but this does not detract from its charm.

It was designed by Donato Bramante starting from an imperial fountain, then in the following decades it was modified first by Gian Lorenzo Bernini and then by Carlo Fontana.

It seems that a spring in those parts already existed in the time of Augustus, but located not in the center of the square but on the opposite side of the church.

It was fed by the aqueduct he had built in the second century BC, with the primary purpose of bringing the water to its naumachia or the completely artificial lake in the Trastevere area, used for the great shows of naval battles.

However, this water was not drinkable and when it was not used for neumachia, it was used to irrigate Caesar’s gardens and for agricultural irrigation.

In the following centuries, Pope Adrian I wanted the pre-existing fountain to be restored and since then documentary traces have been lost until 1450.

On the occasion of the jubilee, under the papacy of Niccolò V Parentucelli, a square basin was built on a short staircase. Two circular-shaped basins were placed in the center, one above the other, both supported by a column.

At that juncture the fountain continued to be fed by the Augustus aqueduct, known by the name of Alsietino. However, the reduced flow of water led to the removal of the small upper basin which did not reach enough water.

Between 1496 and 1501 Bramante put his hand to the fountain. He decorated the remaining upper basin with wolf heads: the water gushed from their mouths to fall back into the lower basin.

At the end of the sixteenth century Giovanni Fontana carried out a radical intervention on the same work to change its appearance. The base basin thus became octagonal.

As for the supply water, it was first replaced with Acqua Felice at the beginning of the seventeenth century and shortly thereafter, since the new Acqua Paola duct guaranteed a greater flow, it was changed to the latter.

Bernini in 1658 completed the modernization of the fountain by placing the coats of arms of Pope Alexander VII on the sides of the larger basin, the shells with the valves open to the outside and an epigraph. Furthermore, the fountain was moved from where it had remained for centuries until then, on the opposite side of the church, to the place where it still stands today.
Finally, Carlo Fontana in 1694 made the main basin larger by making it in travertine and replaced the shells by Bernini with larger ones, turning them towards the center.

When you happen to see this fountain again, maybe you will look at it with different eyes knowing how much history it has behind it.

Your always your Michelangelo Buonarroti with his stories.

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